Lettera aperta di risposta a Erminio Marinelli
Caro dott. Marinelli,
la ringrazio per la lettera aperta che mi rivolge, dedicata all'avvenuto trasferimento del corso triennale di Mediazione linguistica da Civitanova Marche a Macerata. La ringrazio per gli auguri che rivolge al corso e per il tono pacato e riflessivo. Il suo intervento mi permette di precisare meglio quanto è stato detto, il 16 u.s., in occasione della presentazione dei corsi di Mediazione linguistica per l'a.a. 2014-2015. La stampa ha riportato fedelmente alcune delle cose dette nell'occasione ma, come sempre accade – per ragioni di sintesi - altre sono state omesse. In un passaggio del mio breve intervento ho sottolineato come la scelta di Unimc sia stata fatta dopo lunga riflessione e molto a malincuore. Ho detto che Civitanova è una città importante e dinamica che ha contribuito allo sviluppo del corso. La prof.ssa Raffaela Merlini, presidente del corso, ha inoltre rilevato il ruolo che alcuni imprenditori hanno avuto nella crescita delle attività e nel supporto agli studenti. In questa sede non posso che ribadire il mio più vivo e sincero ringraziamento per la città e per quanti, in questi anni, si sono adoperati con impegno e con intelligenza per l'attivazione prima e per la crescita, poi, del corso. L'Università di Macerata ha sede "a Macerata" ma è una risorsa di tutto e per tutto il territorio, opera nella regione Marche ma ha anche una buona proiezione nazionale e internazionale. Tantissimi sono gli studenti di Civitanova e del suo bacino territoriale: non possiamo che guardare alla sua città e ai suoi abitanti con il massimo rispetto ed anche con ammirazione per alcuni risultati raggiunti nel corso degli anni.
Come riconosco appieno il ruolo avuto da Civitanova (istituzioni e imprese) nello sviluppo di Mediazione linguistica, così non posso non ricordare il ruolo cruciale che il nostro corpo docente ha svolto assieme a tutto il nostro personale, dipendente e a contratto. Non posso quindi sottacere il fatto che se Civitanova ha investito delle risorse, Unimc ha investito dal 2011 al 2014 non meno di 12 milioni di euro, giacché i veri costi dell'attività universitaria coincidono con le spese di personale, tutte sostenute da noi e in maniera crescente. Quindi dobbiamo dire che la città e Unimc hanno dato un forte sostegno al corso, con generosità e indubbia efficacia.
Concludo sul punto del cd."isolamento" degli studenti di Mediazione linguistica a Civitanova. Qui dobbiamo uscire da un equivoco. L'isolamento non è stato evocato certo per il ruolo e per la logistica che caratterizzano Civitanova Marche. Al contrario, abbiamo rilevato come proprio questi caratteri oggettivi e indiscutibili fossero per noi motivo per una scelta difficile e fatta a malincuore. No, per isolamento si è intesa un'altra cosa, sottolineata da chi ha fondato il corso e l'ha visto crescere come docente. Gli studenti di Civitanova – non certo per colpa loro o della città – non hanno potuto usufruire di quello che i sociologi chiamano "effetto-Università", ovvero l'insieme delle opportunità di studio, di servizi, di ricerca, di contatto quotidiano con tutta la comunità accademica che è fatta di molte migliaia di persone e che connota un'esperienza unica, appunto, pienamente universitaria. Questo è un dato innegabile, oggettivo, così come è innegabile il fatto che Civitanova Marche, come lei giustamente ricorda, si trovi al centro di una logistica e di un sistema imprenditoriale e turistico tra i più importanti della regione.
Unimc continuerà ad operare al meglio per lo sviluppo sociale, civile, economico e culturale dei nostri territori e sono sicuro che i civitanovesi, e in particolare i suoi imprenditori, sapranno, come fanno da sempre, valorizzare i nostri migliori giovani a vantaggio dell'intera comunità, di Civitanova, Macerata e di tante altre realtà.
Con i miei più cordiali saluti
Luigi Lacchè


