Università di Macerata
Piaggia della Torre, 8
62100 Macerata (MC)
Tel. 0733 2581

Istituto di Medicina legale e delle assicurazioni

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L'Istituto

Recapiti
Via Don Minzoni, 9
62100 Macerata


Segreteria
Roberta Giorgetti
Tel. 0733.2582615 - Fax 0733.2582635
e-mail: giorgetti@unimc.it
Orario apertura
Dal lunedì al venerdì dalle ore 8,00 alle ore 17,30


Direttore
Prof. Mariano Cingolani


Docenti

Prof. Mariano Cingolani
Prof. Rino Froldi
Dott.ssa Giovanna Tassoni

Dott. Massimiliano Zampi


Cenni storici
L'insegnamento della medicina legale ha tradizioni antiche nell'Università di Macerata, che fra le primissime in Italia, fino dal 1825 aveva istituito presso l'allora esistente Facoltà medica una cattedra di medicina legale che ebbe, come suo primo titolare, il celeberrimo Francesco Puccinotti. Da allora anche se la soppressione graduale delle Facoltà scientifiche aveva portato alla scomparsa presso l'Università di Macerata di discipline naturalistiche e biologiche, il corso di Medicina legale sopravvisse poichè potè essere inserito nel piano di studi della accresciuta Facoltà giuridica, unica rimasta. Per tali motivi la Facoltà di Giurisprudenza (forse la prima in Italia) si trovò ad avere fino al 1862 un regolare insegnamento di discipline medico-forensi.

Illustri medici legali si sono succeduti nell'insegnamento presso l'Università di Macerata. Il primo, in ordine di tempo e di importanza, fu Francesco Puccinotti, che alla fine del 1825, sollecitato dal Gonfaloniere della città Amico Ricci, concorse alla cattedra di Patologia, Semeiotica e Terapeutica generale, alla quale venne poi aggiunto il corso di Medicina politica e legale.

Quando l'Università, chiusa con decreto 8 marzo 1831 al primo levarsi dei moti studenteschi, riaprì i corsi, l'insegnamento della medicina legale fu affidato a Giuseppe Santarelli che nel 1832 successe a Puccinotti nella cattedra di Patologia, semeiotica e terapeutica generale e a quella di Medicina legale che tenne, per soli due anni, fino alla sua morte avvenuta il 12 marzo 1834.

Il nuovo docente, Pirro Aurispa, vinse per concorso la cattedra resasi vacante alla morte del Santarelli. Arrestato e inquisito ancor giovanissimo per sospetto liberalismo, fu costretto a lasciare la cattedra e il collegio medico-chirurgico avendo preso parte agli avvenimenti politici del '48-49, anno in cui, per disposizione della Sacra Congregazione degli Studi, tutte le Università pontifice rimasero chiuse.

Dopo l'allontanamento dell'Aurispa la cattedra di Medicina legale restò vacante per il biennio 1849-51. A lui successe Francesco Palmieri, maceratese, che tenne per supplenza il corso di medicina politica e legale fino alla soppressione della Facoltà medica, venendo quindi trasferito nella Facoltà di giurisprudenza come professore ordinario di medicina legale e tenendo l'insegnamento fino alla morte avvenuta il 6 aprile 1870.

Gli subentrò Carlo Lauri, nominato chirurgo nel civico ospedale (1870) e nello stesso anno ebbe dall'Università l'incarico dell'insegnamento della medicina legale che tenne, per un decennio, fino al 1880. Con lui gli studenti presero ad adottare le "Lezioni di medicina legale" del Puccinotti, integrate coi testi del Barzellotti e del Casper.

Con l'anno accademico 1880-1881 il corso di Medicina legale e di Igiene pubblica fu assunto da Abdia Geronzi, cultore insigne della Tossicologia forense e della Chimica giudiziaria, già titolare della cattedra di Chimica farmaceutica. Egli fu una figura preminente nella Università di Macerata essendone prima Rettore dal 1878 al 1885 e poi Preside della Facoltà giuridica nel 1886-87.

Il vuoto lasciato dal Geronzi fu riparato affidando nuovamente l'incarico a Carlo Lauri, che riprese l'interrotto insegnamento della Medicina legale e continuò quello dell'Anatomia topografica applicata alla traumatologia. Intanto, nel maggio 1883, aveva conseguito la libera docenza in Medicina legale con alcune pubblicazioni (12) e pur esercitando ininterrottamente la professione chirurgica ospedaliera tenne l'insegnamento universitario, sempre per incarico, fino al 22 maggio 1900, giorno della sua morte, legando il proprio nome per un trentennio all'Ateneo della città natale.

A lui seguì Francesco Folli, da Imola, laureatosi a Bologna nel 1892 con una tesi "Intorno alla cronologia della morte". Assistente nell'Istituto di Medicina legale di Bologna e addetto al laboratorio anatomico dell'Ospedale manicomiale di Imola tenne l'insegnamento fino al 1908.

Nel biennio 1908-1910 ebbe l'incarico Attilio Ascarelli, libero docente e aiuto dell'Istituto di Medicina legale della Università di Roma. Esordì nel suo incarico con una bella prolusione su "I limiti e gli orizzonti della Medicina legale" (22 marzo 1909) e, sempre in Macerata, condusse uno studio su 157 casi di annegamento e indagò sulla resistenza dei leucociti in diversi generi di morte (1910). In sua memoria la Vedova ha fatto donazione all'Istituto di Medicina legale della raccolta di libri a lui appartenuti, comprendenti 288 volumi in prevalenza di argomento medico-legale, criminologico e tossicologico.

Con l'anno accademico 1910-11 subentrò nell'incarico Orazio Modica, incaricato di Medicina legale a Parma negli anni 1909-10 e quindi a Macerata fino al1926.

Seguì nell'incarico, con l'anno accademico 1926-27, Enrico Jacarelli, primario medico e direttore sanitario dell'Ospedale civico. Nel lungo periodo di incarico universitario, durato quasi un trentennio, le sue lezioni furono assiduamente frequentate dagli studenti di legge, che egli seppe mantenere aggiornati agli sviluppi della disciplina quando questa, seguendo il naturale impulso nell'ambito sociale, fino dal 1935 assunse la denominazione ufficiale di Medicina legale e delle Assicurazioni.

Dopo la parentesi relativa al biennio 1954-56 durante la quale il corso di medicina legale fu temporaneamente impartito da Gaetano Foschini, ordinario di procedura penale e Rettore dell'Università.

Con l'anno 1956-57 fu prescelto Benigno Baroni, primario chirurgo dell'Ospedale civico. Come docente di medicina legale profuse nell'insegnamento la sua esperienza di traumatologo e di ostetrico e le approfondite cognizioni di patologia, seguendo il metodo anatomo-clinico della Medicina legale tradizionale. Con amorevole cura e competenza riordinò la raccolta osteologica e la collezione di ceroplastiche, un tempo appartenenti al Museo anatomico, assicurando la conservazione di un materiale di raro pregio storico e dimostrativo.

Memore delle sue gloriose tradizioni, la Facoltà giuridica di questa plurisecolare Università marchigiana, con delibera del 29 gennaio 1962, perseguendo criteri largamente innovatori, riservava una cattedra di ruolo all'insegnamento delle discipline medico-forensi chiamando a ricoprire tale posto il Prof. Clemente Puccini, primo classificato nel concorso per professore straordinario di medicina legale nell'Università di Pavia.

L'iniziativa di creare, con la nuova cattedra, il relativo Istituto fu appoggiata senza riserve dal Rettore Prof. Giuseppe Lavaggi nel quadro di una più vasta opera di potenziamento dell'Ateneo maceratese. L'iniziativa dell'Università potè contare sull'aiuto generoso e sollecito del Comune di Macerata il quale, nel maggio 1963, cedette in uso gratuito locali di sua proprietà in via Don Minzoni 9, inseriti nell'edificio centrale dell'Università e della sede della Facoltà di Giurisprudenza, un antico convento dei Padri Barnabiti del 1600.

Solennemente inaugurato il 17 gennaio 1965 l'Istituto di Medicina Legale, al quale attualmente afferiscono gli insegnamenti di Medicina legale e Tossicologia forense, è dotato di attrezzati laboratori nel campo delle scienze medico-forensi e di una aggiornata biblioteca fornita di monografie e periodici relativi alle varie discipline inerenti i settori di ricerca. Sotto questo profilo ha rappresentato e rappresenta un importante punto di riferimento per i Tribunali del territorio nell’ambito delle indagini medico-legali e tossicologico-forensi a fini di giustizia.

 

 

 


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