L'area di scavo
Le strutture
La superficie dell’area indagata finora è di circa tre ettari e si presenta particolarmente articolata.
In uno dei settori più elevati è stato rimesso in luce un poderoso muro (largo oltre m. 2.50), realizzato a secco e con paramento in opera poligonale su un lato, probabilmente eretto in età augustea; immediatamente a valle è stata individuata una sorta di platea che copriva, in parte, uno scarico di terrecotte architettoniche di notevole qualità e di diversa cronologia. Poco a Sud-Est del grande muro ed in posizione altrettanto prominente, è tornata in luce una potente struttura in conci di tufo, nella quale si deve leggere il basamento di un imponente edificio; questo era affiancato da un recinto entro il quale si trova una fontana monumentale che poteva forse avere un ruolo importante per lo svolgimento del culto.
La porzione centrale dell’area indagata è occupata da un vasto recinto all’interno del quale è tornato in luce un tempio preceduto da due altari, uno in tufo, l’altro in trachite ed affiancato da due pozzi.
Del tempio, oltre a due filari della fondazione in conci di tufo, si conserva anche il livello pavimentale in cocciopesto che frammenti lapidei policromi e crocette bicrome rendono più raffinato.
Ad E del recinto si estende un vasto settore occupato da strutture termali di epoca imperiale, a testimonianza della ininterrotta ed insistita frequentazione di tutta l’area che, anche dopo la conquista romana di Orvieto, ha evidentemente continuato a vivere molto a lungo.
I materiali
|
| |||||||||
Tra i numerosi reperti rinvenuti a partire dal 2000, per qualità e quantità spiccano sicuramente le terrecotte architettoniche. Caratterizzate perlopiù da una policromia ancora estremamente vivida, coprono un arco cronologico piuttosto vasto, compreso tra la fine del VI e gli inizi del III sec.a.C. Molte sono state prodotte, probabilmente in loco, appositamente per il santuario: illuminante, al riguardo, proprio il ritrovamento di una raffinata matrice di epoca classica.
Seppure di dimensioni contenute anche i numerosi bronzi figurati, alcuni dei quali a tutto tondo, forniscono una preziosa quanto inequivocabile conferma della sacralità dell’area. Parimenti significativa al riguardo l’occorrenza di monete “straniere” (coni di zecca umbra, greca e siculo-punica) che possono suggerire una variegata frequentazione dell’area sacra, che evidentemente godeva di particolare prestigio anche fuori d’Etruria. Si deve ricordare inoltre la presenza di frammenti di statue in marmo greco - piuttosto rare in Etruria - evidenti ed ulteriori testimonianze della rilevanza del santuario.
|






















