Università di Macerata
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Dipartimento di Scienze archeologiche e storiche dell'antichità

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L'area di scavo

 

Le strutture

 

     La superficie dell’area indagata finora è di circa tre ettari e si presenta particolarmente articolata. 

     In uno dei settori più elevati è stato rimesso in luce un poderoso muro (largo oltre m. 2.50), realizzato a secco e con paramento in opera poligonale su un lato, probabilmente eretto in età augustea; immediatamente a valle è stata individuata una sorta di platea che copriva, in parte, uno scarico di terrecotte architettoniche di notevole qualità e di diversa cronologia. 

     Poco a Sud-Est del grande muro ed in posizione altrettanto prominente, è tornata in luce una potente struttura in conci di tufo, nella quale si deve leggere il basamento di un imponente edificio; questo era affiancato da un recinto entro il quale si trova una fontana monumentale che poteva forse avere un ruolo importante per lo svolgimento del culto.

 


         L’area di scavo è attraversata da due strade basolate, una delle quali raggiunge l’area appena descritta. Tale percorso viario, di epoca etrusca e da identificare come la Via Sacra del santuario, si sovrappone ad uno precedente realizzato in epoca arcaica. E’ attualmente in luce per più di 60 metri ed in alcuni punti supera i sei metri di larghezza. 

 


     La seconda strada basolata, di epoca ellenistica, è stata al momento scoperta per una lunghezza di circa 50 metri: tale tracciato viario, largo 5 metri e solcato dalle ruote dei carri, collegava Orvieto con Bolsena. 

 

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         La porzione centrale dell’area indagata è occupata da un vasto recinto all’interno del quale è tornato in luce un tempio preceduto da due altari, uno in tufo, l’altro in trachite ed affiancato da due pozzi.

 

 

    

     Del tempio, oltre a due filari della fondazione in conci di tufo, si conserva anche il livello pavimentale in cocciopesto che frammenti lapidei policromi e crocette bicrome rendono più raffinato. 

 

 

     Ad E del recinto si estende un vasto settore occupato da strutture termali di epoca imperiale, a testimonianza della ininterrotta ed insistita frequentazione di tutta l’area che, anche dopo la conquista romana di Orvieto, ha evidentemente continuato a vivere molto a lungo. 

 


     Ad oriente degli ambienti termali è stata inoltre individuata anche una chiesa, con ogni probabilità quella che nelle cronache orvietane di epoca medievale viene denominata S. Pietro in Vetere: la specificazione richiama, significativamente, preesistenze di epoca anteriore sulle quali il complesso ecclesiale fu impostato, dal momento che la fondazione della parete meridionale dell’edificio poggia su conci di tufo di taglio etrusco. 

 

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I materiali

 

 

      Tra i numerosi reperti rinvenuti a partire dal 2000, per qualità e quantità spiccano sicuramente le terrecotte architettoniche. Caratterizzate perlopiù da una policromia ancora estremamente vivida, coprono un arco cronologico piuttosto vasto, compreso tra la fine del VI e gli inizi del III sec.a.C. Molte sono state prodotte, probabilmente in loco, appositamente per il santuario: illuminante, al riguardo, proprio il ritrovamento di una raffinata matrice di epoca classica. 

 

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     Particolarmente interessante ed importante per la ricostruzione delle vicende dell’area appare inoltre il cospicuo ritrovamento di magnifici frammenti di ceramica attica, a figure nere e rosse, appartenenti a crateri e coppe di grandi dimensioni, sontuosi e prestigiosi doni votivi offerti al santuario.

 

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Seppure di dimensioni contenute anche i numerosi bronzi figurati, alcuni dei quali a tutto tondo, forniscono una preziosa quanto inequivocabile conferma della sacralità dell’area. Parimenti significativa al riguardo l’occorrenza di monete “straniere” (coni di zecca umbra, greca e siculo-punica) che possono suggerire una variegata frequentazione dell’area sacra, che evidentemente godeva di particolare prestigio anche fuori d’Etruria. Si deve ricordare inoltre la presenza di frammenti di statue in marmo greco - piuttosto rare in Etruria - evidenti ed ulteriori testimonianze della rilevanza del santuario. 

 

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     Indicativa anche la presenza di pesi da telaio, alcuni dei quali iscritti, e molti di dimensioni miniaturistiche, che alludono inequivocabilmente alle pratiche devozionali che dovevano svolgersi nell’area. 

 

 

 

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