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Le ricerche precedenti e le nuove prospettive | |||
La vasta area pianeggiante ad Ovest del pianoro tufaceo sul quale sorge Orvieto deriva il proprio nome, Campo della Fiera, dal fatto di essere stata per secoli sede di fiere e mercati periodici. In questa zona, sul finire del XIX secolo vennero condotti scavi che rivelarono la presenza di un luogo di culto etrusco. Nel 1876, nella contrada denominata “Giardino della Regina”, vennero scoperti lacerti di muri alti fino a m. 1,50 e si recuperarono le terrecotte architettoniche attualmente conservate al Pergamon Museum di Berlino. Gli scavi condotti un decennio più tardi, ancora a Campo della Fiera, ma in vocabolo Gabelletta, una zona contigua a quella delle indagini precedenti, rimisero in luce una strada basolata e resti di edifici di epoca romana, terrecotte architettoniche di epoca etrusca, sepolture etrusche e romane, epigrafi sepolcrali ancora di età romana. Nonostante l’elevata qualità dei materiali recuperati gli scavi ottocenteschi sono stati scarsamente documentati rendendo problematica l’ubicazione esatta dell’area sacra, i caratteri del culto che vi si praticava, il riconoscimento eventuale delle divinità titolari. Questi sono alcuni dei motivi che hanno indotto a riprendere le indagini nello stesso luogo, l’interesse maggiore proviene dal fatto che è stato suggerito di ubicare proprio a Campo della Fiera di Orvieto il famosissimo Fanum Voltumnae, il santuario federale degli Etruschi, inutilmente cercato sin dal XV secolo, ove si venerava Voltumna/Vertumnus, deus Etruriae princeps secondo Varrone (l.l., V, 46). Dallo storico romano Tito Livio si apprende che il fanum era il luogo delle riunioni (concilia) annuali dei rappresentanti della lega delle città etrusche per dibattere di importanti questioni anche di carattere eminentemente politico. Durante gli incontri si svolgevano, oltre alle cerimonie religiose, anche fiere, mercati, spettacoli teatrali e giochi solenni che era proibito interrompere. Il luogo quindi doveva essere vasto e provvisto di grandi spazi per accogliere i delegati e per manifestazioni di tipo diverso.
Antefissa conservata a Berlino con il calco di un frammento rinvenuto durante lo scavo universitario (a sinistra). I risultati scientifici finora ottenuti, molto soddisfacenti ed incoraggianti, confortano l’identificazione dell’area con quella in cui sorgeva il fanum. Si devono inoltre sottolineare le straordinarie opportunità didattiche offerte dallo scavo dove gli studenti hanno modo di perfezionare la propria formazione grazie al contatto ed al confronto diretto con strutture e materiali di epoche differenti e di rilevante interesse.
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