PlayMarche, stato dell'arte e lavori in corso

17/12/2015. Venerdì, alle 14.30, i partner del progetto presenteranno i risultati delle attività in corso. Tra gli interventi, quelli dell'onorevole Irene Manzi e dell'assessore Moreno Pieroni.

L’Università di Macerata, capofila del progetto PlayMarche: un Distretto regionale dei beni culturali 2.0, approvato nell’ambito del Distretto culturale evoluto delle Marche, organizza venerdì 18 dicembre alle 14,30 nell’Aula Magna dell’Ateneo, un convegno dedicato al confronto tra i partner e alla presentazione dei nuovi risultati delle attività in corso.

Il progetto vuole consolidare e sviluppare il settore economico delle tecnologie Ict applicate alla comunicazione, divulgazione e valorizzazione avanzata e innovativa di beni e valori culturali, attraverso il linguaggio del gioco. Sono coinvolti 35 soggetti privati, tra cui Camera di Commercio, Fondazione Symbola, Fondazione Cinema Marche Multimedia, Raimbow ed Eli, più la Provincia e 14 Comuni.

Oltre ai rappresentanti degli enti e delle aziende partner, interverranno all’evento il rettore, Luigi Lacché, l’assessore alla cultura della Regione Marche Moreno Pieroni, il presidente della Provincia di Macerata, Antonio Pettinari, il sindaco di Macerata Romano Carancini, il componente commissione VII Cultura della Camera dei Deputati, Irene Manzi, Fabio Renzi della Fondazione Symbola

Obiettivo del progetto è quello di favorire le relazione fra privati in funzione della nascita di un Distretto Culturale legato alle Ict (tecnologie della comunicazione e dell'informazione), creando un format, facilmente vendibile sul mercato, per promuovere il territorio, valorizzandone le relazioni e il capitale identitario. Una delle attività principali sarà la realizzazione di un gioco su 12 siti culturali della provincia di Macerata scelti seguendo le indicazioni degli enti locali. Grazie alla realizzazione di una "app" e all'utilizzo delle tecnologie informatiche, sarà possibile usufruire in modo del tutto originale e coinvolgente dei prodotti culturali, grazie alla connessione realizzata tra piccole imprese e grandi aziende del distretto.

Cs. n. 142/2015

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