Università di Macerata, bilancio in utile

Cs n. 061 di mercoledì 04.06.2014 / Crescono i finanziamenti per i servizi agli studenti e per la ricerca applicata

Il presente è solido per l'Università di Macerata. Lo dicono i numeri dell'ultimo bilancio consuntivo approvato nei giorni scorsi dal Consiglio di Amministrazione: l'Ateneo presenta un avanzo di amministrazione netto 2013 di quasi 8 milioni euro, che concorreranno a coprire le spese per la ricerca scientifica e di investimento. Nel 2013 le entrate sono state pari a euro 55 milioni e 250 mila euro, per una spesa complessiva di poco superiore ai 49 milioni di euro.

Sul fronte delle entrate, sono visibili i frutti dell'apertura dell'Ateneo a collaborazioni con soggetti privati o pubblici per convenzioni, servizi, ricerche e studi. In particolare, si mantengono alte le entrate per la ricerca, pari a oltre 2 milioni di euro contro i circa 850 mila euro del 2011.

"Un Ateneo più forte – commenta il rettore Luigi Lacchè - fa il bene degli studenti, offrendo loro più competenze, professionalità, opportunità. Se nei prossimi anni riusciremo a conservare inalterati il finanziamento ministeriale e le entrate autonome, potremo lavorare con tranquillità realizzando il nostro progetto di consolidamento qualitativo dell’Ateneo. Grazie a questi risparmi, ad esempio, il nostro Ateneo potrà quest'anno investire ulteriormente sugli incentivi diretti a favorire concretamente il diritto allo studio".

Nel corso del 2013 è proseguito lo sviluppo della ricerca nazionale e internazionale, come testimoniato dai risultati positivi della Valutazione nazionale della qualità della ricerca, dai progetti di ricerca a livello di Ateneo e dall'istituzione dei poli interdisciplinari. E' stata consolidata e ulteriormente razionalizzata l’offerta didattica nel segno della sostenibilità. Sono stati rafforzati i servizi agli studenti, con l'inaugurazione, ad esempio, del nuovo Collegio Padre Matteo Ricci. L'Ateneo, infine, si pone sempre di più come agente territoriale di sviluppo e di innovazione attraverso l'Ufficio per i rapporti con la imprese, l'incubatore di imprese Luci, le borse di dottorato Eureka, la vittoria del bando del Distretto culturale evoluto, la progettazione delle prime due spin-off di Ateneo.

Il segno positivo è confermato anche da tre indicatori fondamentali: l’indicatore di sostenibilità economica finanziaria è al 112%; l’indice di indebitamento è all’9%, sotto la soglia del 15%; l’indice spese di personale è al 70%, sotto la soglia dell’80%. "Continuando su questa strada e riuscendo a conservare il livello attuale di finanziamento statale – commenta il rettore – potremo destinare risorse crescenti per il ripristino del turn-over e per lo sviluppo qualitativo del personale dell'Ateneo".

Questa pagina è stata aggiornata il 16/06/2014