Unimc non aumenta le tasse, al contrario le diminuisce nel segno della vera equità sociale

04/07/2014.

In merito alle polemiche sulla revisione del piano di contribuzione studentesca sollevate dalle liste universitarie Run e Officina Universitaria e dall'on. Lara Ricciatti di Sel, si precisa che l’Università di Macerata non solo non aumenta le tasse (da anni), ma al contrario le diminuisce proprio nel segno dell’equità.

L'Ateneo infatti rinuncia, in assoluta autonomia, a qualche milione di euro all’anno perché riconosce cospicue esenzioni per reddito ISEE, per situazioni legate alla disoccupazione, alla cassa integrazione, alla mobilità, per fatti eccezionali come l’alluvione di Senigallia, per merito. Consente l’iscrizione part time, ha ampliato la rateizzazione (3 rate), interviene a favore degli studenti disabili, al di là degli obblighi di legge. Addirittura quest’anno, proprio in accordo con gli studenti, abbiamo dedicato la campagna immatricolazioni all’art.34 della Costituzione con lo slogan “Prego, #dica 34”, richiamando appunto il valore costituzionale del diritto allo studio che, in Italia, è purtroppo un malato cronico. Giusto ieri – che caso! - ho consegnato di persona al ministro Giannini i materiali che gli studenti hanno prodotto per rafforzare questa campagna a favore del diritto allo studio, ricevendo ampi e graditi apprezzamenti.

La morale della favola è che la contribuzione studentesca è a Macerata la più bassa delle Marche (dati Sole 24 ore e MIUR) e figura ben oltre il 30° posto in Italia. Ma allora di che parla l’on. Ricciatti, evidentemente malinformata? Parla forse (?) del lavoro che ogni anno l’Ateneo fa insieme al Consiglio degli studenti per monitorare il sistema di contribuzione affinandolo, per quanto è possibile, in termini di maggiore equità. A noi sta a cuore che la contribuzione studentesca sia anzitutto la più bassa possibile per i capaci e meritevoli privi di mezzi, come prevede la Costituzione. Ci mettiamo al fianco del diritto allo studio, di competenza regionale, per ampliarne la portata verso gli studenti che provengono da famiglie che hanno redditi medio-bassi. Le fasce di contribuzione servono proprio a questo, a far pagare in proporzione un po’ di più secondo gli scaglioni. Trovo singolare che proprio un deputato di Sel e i rappresentanti di Officina Universitaria mettano sullo stesso piano chi ha un reddito familiare formato da due buoni stipendi, un paio di case, un cospicuo conto in banca (il che vuol dire andare sopra i 35000 euro di reddito ISEE ) e chi, invece, proviene da una famiglia monoreddito (quando va bene), senza altri beni.

Sono proprio gli studenti – in questo davvero sensibili al tema dell’equità sociale – ad auspicare un abbassamento, ancorché limitato, delle riduzioni ai redditi più alti per redistribuirli agli studenti da 0 a 14.000 euro di reddito ISEE. Altro che aumento delle tasse! E’ una convinta politica di coesione e di solidarietà al servizio delle famiglie realmente in difficoltà. La contribuzione studentesca non è una leva speculativa – l’Università di Macerata non ne ha bisogno – ma lo strumento per sostenere i principi costituzionali. L’Ateneo, inoltre, ha rafforzato il rapporto con la Guardia di Finanza per effettuare i controlli sulle autodichiarazioni proprio perché le risorse devono essere indirizzate verso chi ha veramente di meno ed è meritevole.

Invito pertanto l’on. Ricciatti ad informarsi meglio e a presentare una bella interrogazione parlamentare sugli Atenei statali che hanno abbondantemente superato il 20% di contribuzione studentesca (Unimc è al 16%) rispetto al Fondo di finanziamento ordinario. Per farlo non dovrà andare molto lontano dalla sua bella città.

Luigi Lacchè

Cs n. 077

Questa pagina è stata aggiornata il 10/07/2014