Quando il nemico politico viene messo al muro

19/11/2014. Inaugurata alla biblioteca di Unimc la mostra di manifesti elettorali dagli anni '50 agli anni '90 che demonizzano o sbeffeggiano il "nemico" politico
Un momento dell'inaugurazione

Un momento dell'inaugurazione

"L’avversario politico nell’Italia repubblicana, fino ad anni recentissimi, è stato dipinto sempre come un vero e proprio “nemico”, accusato di distruggere i cardini, gli assi portanti della società aggredita, ma descritto a volte con un linguaggio esplicitamente demonizzante, a volte - e sempre di più con il passare degli anni - con un linguaggio ammiccante, che mira a trasmettere lo stesso contenuto, ma attraverso strumenti più sofisticati e indiretti, come l’ironia e la satira".

E' il quadro tratteggiato da Angelo Ventrone, docente di storia contemporanea dell'Università di Macerata e direttore del Centro dei partiti politici delle Marche, in occasione oggi pomeriggio dell'inaugurazione della mostra "La politica manifesta", che potrà essere visitata fino a mercoledì 26 novembre alla Biblioteca Didattica d’ateneo - Palazzo del Mutilato (piazza Oberdan), durante l’orario di apertura: dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 20, il sabato dalle 9 alle 18.30.

Si tratta dell'esposizione di manifesti nazionali, di tutte le principali forze politiche, che coprono il periodo che va dagli anni ’50 agli anni ’90 del secolo scorso. Al loro interno è sempre presente la figura del “nemico” politico, ora descritto in termini demonizzanti, ora sbeffeggiato con le armi dell’ironia e della satira. I documenti sono solo alcuni delle centinaia di esemplari conservati e catalogati dal Centro di documentazione sui partiti politici nelle Marche in età contemporanea, nato all'interno dell'Università di Macerata per promuovere la raccolta del materiale archivistico e documentario prodotto dai partiti e dai movimenti politici a livello nazionale, regionale e locale.

All'inaugurazione sono intervenuti, dopo i saluti dell'assessore alla cultura del Comune di Macerata Stefania Monteverde e del delegato del rettore per il sistema bibliotecario Stefano Perri, il professor Ventrone; Fabio Santilli, presidente del Centro Studi Galantara per la satira sociale e di costume; Patrizia Raponi, responsabile del Centro d'Ateneo per il servizi bibliotecari; Simona Granelli, della Fondazione Gramsci Emilia Romagna.

"Il manifesto satirico – ha spiegato Santillirappresenta un nuovo linguaggio, nato già all’indomani della caduta del fascismo, in cui le consuete formule satiriche, basate su un’iconografia che aveva sempre utilizzato le metafore, le allegorie, e, in genere, un simbolismo ricco di figure retoriche, cedono il passo ad una comunicazione più veloce, una comunicazione che intende rivolgersi direttamente alle masse, quindi utilizzando un linguaggio maggiormente parodistico, in cui prevale – contrariamente alle formule tradizionali precedenti al regime – l’utilizzo della comicità, della risata".

La mostra rientra nell’ambito delle iniziative del Grand tour cultura 2014 “Musei, archivi, biblioteche: crocevia di culture” proposto dal Mab Marche e dall’assessorato alla Cultura della Regione Marche, con il patrocinio del Comune di Macerata.

 

Cs n. 136/2014

Questa pagina è stata aggiornata il 27/11/2014