In anteprima a Rovereto il film "Storie dalla sabbia. La Libia di Antonino Di Vita"

09/10/2014. Prodotto da Unimc e Fine Art, è stato selezionato per partecipare alla XXV Rassegna internazionale di Cinema Archeologico in corso questa settimana
Antonino Di Vita

Antonino Di Vita

Sarà proiettato domani, venerdì 10 ottobre, in anteprima a Rovereto il film "Storie dalla sabbia. La Libia di Antonino Di Vita", una produzione Università di Macerata e Fine Art Produzioni Srl per la regia di Lorenzo Daniele.

L'opera è stata, infatti, selezionata tra centinaia di concorrenti di tutto il mondo per partecipare alla XXV Rassegna internazionale di Cinema Archeologico in corso questa settimana. Il film racconta la Libia di ieri e quella di oggi, filtrata attraverso i ricordi di uno dei più grandi protagonisti dell’archeologia mediterranea, il professore Antonino Di Vita.Anni Sessanta: la Libia cambiava pelle in quegli anni. Modernità e tradizione si misuravano, si scontravano. Un mondo si trasformava e io avevo il privilegio di esserne testimone. Ogni giorno mi regalava un tassello nuovo su cui riflettere. Imparai a guardare la realtà in cui mi muovevo senza giudicare, senza pormi sul terreno di una diversità dichiarata. Appresi molto dalle persone più disparate".

È una figura straordinaria quella di Antonino Di Vita (1926-2011), accademico dei Lincei e tra i maggiori archeologi del Novecento. Docente dell'Università di Macerata - dove è preside di facoltà e poi rettore; direttore della Scuola archeologica italiana di Atene dal 1977 al 2000; soprintendente a Roma, Firenze, Siracusa, Di Vita scrive, pubblica, scava, dirige missioni archeologiche: nel 1962 è a Tripoli come consigliere del governo libico per le antichità della Tripolitania. Come archeologo sul campo lavora in Tunisia, in Algeria, in Grecia, in Libia.

Dal 1968 l’Università di Macerata, grazie all’impegno di Antonino Di Vita, ha svolto scavi, ricerche e restauri monumentali in Libia, soprattutto nelle città di Leptis Magna e  Sabratha, in stretta collaborazione con il governo libico e con il Ministero degli Affari Esteri. L'attività di ricerca dell'Ateneo ha consentito la ricostruzione di alcuni tra i più importanti monumenti dell’intera Africa settentrionale: il grandioso Mausoleo B di Sabratha, che con i suoi 23 metri di altezza costituisce uno dei massimi esempi dell’architettura “barocca” tardo-ellenistica,; l’area sacro-funeraria di Sidret el-Balik, che con i suoi 180 mq di pareti affrescate costituisce il più grande complesso pittorico dell’Africa tardo-romana; il monumentale arco quadrifronte innalzato a Leptis Magna in onore dell’imperatore Settimio Severo e della sua famiglia che, dopo lunghe e complesse opere di anastilosi e restauro, accoglie, così come nell’antichità, i visitatori all’ingresso della città.

Cs n. 108/2014

Questa pagina è stata aggiornata il 22/10/2014