Oltre 300 partecipanti al convegno Unimc sulle firme digitali

L'Ateneo si conferma autorevole centro di ricerca su un campo in continua evoluzione

Con oltre 300 partecipanti al convegno su "Le nuove forme della firma elettronica", che si è svolto stamattina all'Auditorium San Paolo, l'Università di Macerata si riconferma come autorevole polo di studio e ricerca nel campo dell'archiviazione e conservazione digitale. L'incontro è stato il primo ad affrontare gli aspetti legati alle recentissime regole tecniche sulle firme elettroniche e sulla firma grafometrica, che interesseranno aziende, banche e fornitori di soluzioni, ed ha visto la partecipazione anche di Stefano Arbia dell'Agenzia per l'Italia Digitale

Prima con il Laboratorio di informatica documentale nel 2004, poi con il Centro studi e ricerche, attivo da due anni, entrambi diretti da Stefano Pigliapoco, l'Ateneo ha, infatti, sviluppato negli anni numerose attività, come il Master altamente professionalizzante in Archivi digitali e la definizione di un modello di Polo regionale per la conservazione dei documenti digitali (Marche DigiP).

Per l'occasione è stata presentata anche la Summer school in Policies and practices in access to digital archives, un corso intensivo e internazionale sull'archiviazione digitale organizzato dall'Ateneo. Attraverso numerose borse di studio, si vuole favorire la frequenza di giovani partecipanti, in particolare dei paesi dell'Europa centrale e orientale.

"E' necessario creare esperti non solo dal punto di vista tecnologico, ma anche formare persone in grado di innovare la struttura organizzativa delle amministrazioni pubbliche" ha ribadito durante i saluti introduttivi il direttore generale di Unimc Mauro Giustozzi, ricollegandosi alle riflessioni del direttore del Dipartimento di Studi umanistici Filippo Mignini, che ha sottolineato l'importanza della formazione interdisciplinare in questo campo, che unisca saperi prettamente umanistici con quelli più innovativi, perché "stiamo lavorando per la conservazione della civiltà". Concetto ribadito anche dal soprintendente archivistico per le Marche Luisa Montevecchi.

In poco più di un decennio, il legislatore italiano, seguendo anche le direttive dell’Unione europea, ha introdotto nel nostro ordinamento giuridico una varietà di firme elettroniche, attribuendo a ciascuna di esse un valore giuridico e una forza probatoria differente. Obiettivo del seminario è stato quello fornire qualche elemento di certezza in una situazione di grande confusione, valutando le prospettive di evoluzione delle firme elettroniche in ambito nazionale ed europeo e approfondendo gli aspetti giuridici, tecnologici e della conservazione digitale connessi, in particolare, all’utilizzo della firma elettronica avanzata e della “firma grafometrica”.

Comunicato stampa n. 064/2013 di venerdì 07 giugno 2013

Questa pagina è stata aggiornata il 11/06/2013