Marocco e Turchia, le nuove frontiere delle imprese marchigiane

Incontro all'Università tra imprenditori e gli ambasciatori dei due Paesi
un momento del convegno

un momento del convegno

Bastano solo sei giorni per aprire un'impresa in Turchia, contro una media Ocse di dodici. Un Paese, quindi, con una mentalità giovane e imprenditoriale, moltissime piccole e medie industrie, che ha intrapreso la strada dell'informatizzazione, dove poter lavorare e vendere i prodotti marchigiani già conosciuti per la loro qualità. E' l'analisi emersa dal convegno di studi "Marocco e Turchia, mercati e culture emergenti a confronto" che si è tenuto oggi all'Università di Macerata e al quale hanno preso parte anche imprenditori marchigiani. Ospiti di rilievo, l'ambasciatore Hakki Akil e, nel pomeriggio, quello del Marocco Hassan Abouyoub.

Le frontiere dello sviluppo e della ricchezza – è stato detto – si sono spostate da Occidente a Oriente e Turchia e Marocco rappresentano due tra i mercati più interessanti, insieme ai paesi del Medio Oriente, alle ex Repubbliche Sovietiche, all'Iran e al Kurdistan iracheno.

"Questo importante incontro – ha commentato il rettore Luigi Lacchè – sancisce il rapporto tra i Paesi del Mediterraneo e la Regione Marche e, soprattutto, tra il nostro Ateneo e le due ambasciate".

"Ci troviamo agli angoli del medesimo bacino del Mediterraneo – ha detto l'ambasciatore Akil -. La diversità è la nostra forza. I diritti umani, la democrazia, la giustizia per tutti e l'aspirazione al benessere sono i nostri valori comuni".

"L'attuale momento di crisi della Turchia – ha spiegato il senatore Paolo Amato, presidente dell'Associazione parlamentare di amicizia Italia-Turchia – è un fatto politico e da cui la democrazia Turca uscirà rafforzata. Non avalliamo equazioni troppo facili con la primavera araba, pur riservandoci di criticare gli eccessi. La Turchia è un grande Stato democratico, con una tensione tra la società musulmana e turca che preesiste alla costituzione della Repubblica".

Hanno partecipato all'incontro anche il direttore del Dipartimento di Scienze politiche, della comunicazione e relazioni internazionali Francesco Adornato e il direttore del Dipartimento di Giurisprudenza Ermanno Calzolaio, il vicepresidente di Confindustria Macerata Luca Guzzini, il console onorario Mauro Minestroni, Yasmina Sbihi dell’Agenzia marocchina per gli investimenti. Tra i relatori si segnalano gli interventi dell’ex Ambasciatore italiano in Turchia Carlo Marsili, oltre che di Paola Brunetti, Dirigente del Ministero dello Sviluppo economico. Hanno portato il proprio contributo anche Elisabetta Muscolo di Invitalia, Lorenzo Ascanio e Francesca Spigarelli dell'Università di Macerata. Hanno arricchito il dibattito i casi di imprese italiane operanti in Turchia e Marocco. Erano, infatti, presenti: Rolando Rossetti dell'Iscar, Pasquale Forte dell'Eldor, Vincenzo Gullà dell'Aditech Srl e Stelvio Lorenzetti dell'Eko Music Group.

Comunicato stampa n. 062/2013 di giovedì 06 giugno 2013

Questa pagina è stata aggiornata il 06/06/2013