L'Università di Macerata conferisce la laurea honoris causa al giudice Paolo Grossi

Sarà presente alla cerimonia anche il presidente della Corte costituzionale Franco Gallo

Mercoledì 12 giugno, alle ore 17 in Aula magna, l'Università di Macerata conferirà la laurea honoris causa in Studi politici e internazionali al giudice della Corte costituzionale Paolo Grossi, uno dei più importanti giuristi e storici del diritto del nostro tempo, maestro per più generazioni di studiosi di tutto il mondo. In suo onore è voluto essere presente alla cerimonia anche il presidente della Corte costituzionale Franco Gallo, che rappresenta la quinta carica dello Stato.

Giudice costituzionale, socio dell’Accademia Nazionale dei Lincei, Grossi è stato per quarant’anni professore ordinario di Storia del diritto nella Facoltà giuridica di Firenze, ha fondato il Centro studi per la storia del pensiero giuridico moderno e la rivista Quaderni fiorentini per la storia del pensiero giuridico moderno. Nel 1963 ha vinto la cattedra proprio alla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Macerata, di cui è stato preside dal 1964 al 1966. Primo e altrettanto illustre allievo di Grossi, è stato il prof. Mario Sbriccoli.

La cerimonia di mercoledì si aprirà con il saluto del rettore Luigi Lacchè. A seguire, il direttore del Dipartimento di Scienze politiche, della comunicazione e delle relazioni internazionali Francesco Adornato pronuncerà la tradizionale laudatio, con cui verranno ripercorse le tappe più significative della carriera professionale e accademica di Grossi, mentre il vice direttore Barbara Pojaghi leggerà il dispositivo di conferimento. L'illustro studioso terrà, quindi, la sua  lectio doctoralis  sul tema "La Costituzione italiana quale espressione di un tempo giuridico post-moderno".

Nel suo lungo e coerente percorso di ricerca, Paolo Grossi ha saputo coniugare la riflessione  sull’esperienza storica del diritto con una visione globale dei problemi che investono il ruolo del giurista e più in generale dell’intellettuale chiamato a interpretare i fenomeni del proprio tempo. Profondo rinnovatore del metodo storiografico, ha favorito l’incontro e il dialogo tra giuristi e storici segnalando la vocazione costruttiva della scienza giuridica e affermando il carattere unitario del pensiero giuridico.

Comunicato stampa n. 066/2013 di lunedì 11 giugno 2013

Questa pagina è stata aggiornata il 11/06/2013