Unimc protagonista a Pechino alla Conferenza mondiale degli Istituti Confucio

Gettate le basi per nuovi progetti di collaborazione, scambi di docenti e studenti e per l'attivazione di un centro di italianistica in Cina

Nuove collaborazioni con altri due atenei cinesi, ulteriori opportunità di esperienza all'estero per gli studenti di Unimc e, in nuce, il progetto di un centro di italianistica. Questi i frutti della partecipazione dell'Università di Macerata alla settima Conferenza degli Istituti Confucio, che si è svolta pochi giorni fa a Pechino: più di duemila rappresentanti universitari provenienti da 108 paesi si sono riuniti in questa occasione per elaborare un quadro più ampio di sviluppo degli Istituti Confucio in tutto il mondo.

Il rettore Luigi Lacchè, accompagnato dai due direttori dell'Istituto Confucio maceratese, Giorgio Trentin e Yan Chunyou nonché da Tommaso Pellin, ricercatore Unimc e componente del consiglio direttivo dell'Istituto stesso, hanno anche potuto incontrare la vice-ministro della pubblica istruzione e direttrice generale dell'Hanban Xu Lin, che è stata invitata, insieme ad altri dirigenti, a visitare l'Università di Macerata. Durante la conferenza dei rettori degli Atenei sedi di Istituti Confucio, da Berkeley a Stanford per citarne un paio, Lacchè ha posto l'accento sui tre pilastri dell'Istituto maceratese, ossia formazione, collaborazione con le scuole superiori e rapporti con il territorio e le aziende.

Attualmente, sei studenti di Unimc hanno ottenuto una borsa di studio per frequentare corsi di perfezionamento in Cina: cinque alla Normal University di Pechino, partner dell'Ateneo maceratese per l'Istituto Confucio; uno in Manciuria, all'Università di Shenyang; una laureata in Mediazione linguistica, invece, sta svolgendo, in cambio dell’accesso gratuito agli studi e della copertura dei costi di soggiorno, un lettorato di lingua italiana all'Istituto della scienza e della tecnologia di Qinghuangdao. Quest'ultimo, insieme alla Seconda Università di lingue straniere di Pechino, ha avviato le trattative per concludere un accordo di cooperazione didattico-scientifica con l'Università di Macerata, volto a favorire lo scambio di docenti e studenti. Con la Normal University, infine, sono state gettate le basi per un progetto che possa evolversi, in definitiva, nella costituzione di un centro di italianistica nell'Ateneo cinese: la prima fase prevede l'invio di laureati Unimc in cinese come lettori; a questa, si collega un progetto di ricerca sulla traduzione delle opere di Giacomo Leopardi in cinese.

"La partecipazione alla Conferenza degli Istituti Confucio – commenta il rettore Lacchè – rappresenta una finestra eccellente per rinsaldare i legami con la Cina, avviando nuovi progetti con un ventaglio sempre più ampio di partner qualificati. L'Università della città di Matteo Ricci non può non svolgere questa "missione" naturale, contribuendo a rafforzare il ponte che lega l'Italia e la nostra regione alla Repubblica Popolare Cinese".

"I colleghi cinesi – ribadisce il direttore Trentin - hanno dimostrato uno straordinario senso di ospitalità e di forte impegno nella collaborazione didattica e scientifica. L'Università di Macerata, con la sua qualificata specializzazione in campo umanistico e la grande attenzione dimostrata ormai da anni verso la Cina, può dare un importante contributo alla diffusione della lingua e della cultura italiana in questo Paese".

Comunicato stampa n. 187/2012 di venerdì 21 dicembre 2012

Questa pagina è stata aggiornata il 09/01/2013