La violenza nella rivoluzione del '68

Il prof. Ventrone presenta il suo ultimo libro insieme a Pellegrino, Franchi e Parlato

Ci saranno Giovanni Pellegrino, ex-presidente della Commissione parlamentare sulle stragi, uno dei massimi esperti dei rapporti tra criminalità organizzata e terrorismo; Paolo Franchi, editorialista del Corriere della Sera, e Giuseppe Parlato, presidente della Fondazione Ugo Spirito/Renzo De Felice, alla presentazione dell'ultimo libro di Angelo Ventrone, docente di storia contemporanea dell'Università di Macerata, “Vogliamo tutto. Perché due generazioni hanno creduto nella rivoluzione (1960-1988)”, pubblicato dalla casa editrice Laterza. L'incontro, aperto al pubblico, si svolgerà mercoledì 5 dicembre alle ore 16 nell'Aula Magna dell'Ateneo (piaggia dell'Università, 2).

Come mai tanti giovani appartenenti ai gruppi della sinistra rivoluzionaria hanno creduto di poter cambiare il mondo? Come volevano cambiarlo e per quali ragioni? Perché, a un certo momento, hanno cominciato a pensare che la violenza fosse lo strumento necessario per realizzare questo sogno? Perché davano per scontato che la rivoluzione fosse il passaggio obbligato per accedere a una vita degna di essere vissuta, a una vita autentica?

Angelo Ventrone indaga alcuni decenni della storia recente del nostro paese, dal 1960 fino alla fine degli anni Ottanta, per capire cosa è accaduto e cosa è restato di quei sogni e di quelle ribellioni. Indica due poli: il 1960, nel quale le proteste contro il governo Tambroni sembrano confermare agli occhi dei rivoluzionari italiani le potenzialità insurrezionali che albergano nelle masse popolari del paese; il 1988, l'assassinio del senatore Roberto Ruffilli, il cui omicidio è stato progettato per contestare e contrastare il definitivo riconoscimento, da parte della grande maggioranza, dei militanti delle Brigate Rosse, della sconfitta e della conseguente conclusione della fase della lotta armata. È all'interno di questo trentennio che si svolge la parabola dell'ultimo movimento rivoluzionario italiano. Attraverso l'analisi dei testi prodotti da questa complessa galassia - dal gruppo dei Quaderni Rossi a quello di Classe Operaia, da Potere Operaio a Lotta Continua, dai maoisti ai trozkisti, dalle Brigate Rosse a Prima Linea, per finire con l'Autonomia Operaia - l'autore risponde ai tanti interrogativi che quegli anni sollevano.

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RECENSIONI E CITAZIONI

Comunicato stampa n. 175/2012 di lunedì 03 dicembre 2012

Questa pagina è stata aggiornata il 04/12/2012