Imparare attraverso le grotte

Al via il primo convegno nazionale sull'educazione ambientale in sistemi ipogei nato dalla sinergia tra Università, scuole e Associazioni speleologiche
Progetto Grotte

Progetto Grotte

Per sabato 13 ottobre il Dipartimento di Scienze della formazione, dei beni culturali e del turismo dell'Università di Macerata organizza il "Convegno nazionale sull'Educazione ambientale in ecosistemi ipogei", in occasione dei dieci anni del "Progetto grotte" promosso nel corso di laurea in Scienze della formazione primaria, a un anno dalla prematura scomparsa di Alfredo Campagnoli, animatore instancabile dell'iniziativa.

Il convegno – presentato stamattina da Paola Nicolini, docente di psicologia della sviluppo e coordinatrice del "Progetto grotte", da Alferio Canesin, assessore allo sport del Comune di Macerata, e da Sabrina Pandolfi, dottoranda in Human Sciences di Unimc - ha il patrocinio di: Centro di ricerca in Psicologia dello sviluppo e dell'educazione dell'Università di Macerata, Società Speleologia Italiana, Scuola Nazionale di Speleologia del Club Alpino Italiano, Provincia di Macerata, Comune di Macerata, Consorzio Frasassi, Federazione Speleologica Marchigiana, Casa Editrice Junior – Bergamo.

I lavori prenderanno il via sabato alle 9.30 e si protrarranno fino al pomeriggio. L'accesso è libero. Per le escursioni in programma tra venerdì e domenica, invece, è necessaria la prenotazione. Per l'occasione, saranno anche presentati il libro "Comprendere l'ambiente: riflessioni teoriche e buone pratiche in ecosistemi ipogei" e il video "Buio Pesto". Si parlerà, poi, della biodiversità delle grotte di Frasassi e saranno discusse diverse esperienze didattiche legate al modo ipogeo. Sono previsti, infine, laboratori per bambini e l'esplorazione di una grotta "indoor". Il programma completo può essere consultato nel sito www.unimc.it, sezione "eventi".

La presenza nel territorio marchigiano di una grotta turistica di grande richiamo come il complesso di Frasassi (Genga, AN), implica che, almeno una volta nell'arco della frequenza nella scuola dell'obbligo, a un bambino marchigiano sia offerta l'opportunità di una visita speleologica guidata. In questo senso, l'ambiente ipogeo non è così estraneo all'esperienza scolastica, sebbene per lo più si tratti di un approccio di tipo turistico, senza particolari ricadute sull'apprendimento curricolare. Il contatto con il mondo ipogeo e le sue particolari caratteristiche può, invece, contribuire a pieno titolo al raggiungimento degli obiettivi generali del processo formativo nella scuola dell'obbligo. E', inoltre, evidente come la conoscenza delle grotte si possa articolare su tante potenziali dimensioni di tipo didattico-disciplinare, da quelle più semplicemente corporeo-cinestetiche a quelle naturalistiche e scientifiche, da quelle storiche a quelle linguistico-letterarie, da quelle logiche a quello emotivo-affettive.
Per non rischiare che l'uscita in grotta si risolva in una mera attività a sé stante, sradicata dal resto dei percorsi di insegnamento-apprendimento, si è voluto creare un momento di riflessione e di discussione su buone pratiche scolastiche già realizzate in una stretta e sinergica collaborazione tra scuola, Università e le Associazioni speleologiche presenti sul territorio.

 

Comunicato stampa n. 141/2012 di martedì 09ottobre 2012

Questa pagina è stata aggiornata il 28/06/2013