Corsi di laurea a Jesi: una carta professionale vincente da spendere nel territorio

Jesi - I corsi di laurea triennale di Jesi rappresentano una carta vincente da spendere per investire al meglio nel proprio futuro. È emerso oggi (15 novembre) a “Università e lavoro a confronto”, l’iniziativa che, dalla sede universitaria jesina, ha voluto mettere a confronto l’offerta formativa presente in città e le opportunità professionali presenti nel nostro territorio.

Un momento di particolare interesse per i tanti studenti che hanno gremito la platea e che hanno avuto modo di conoscere, nel suo primo intervento pubblico in qualità di presidente della Fondazione Angelo Colocci, sede dei corsi, Luca Butini, assessore alla Cultura di Jesi.

“Come prima volta in qualità presidente di questa istituzione prestigiosa – ha detto Luca Butini - è altamente gratificante per me essere proprio a questo incontro, perché permette di toccare con mano gli sbocchi professionali per chi si forma nel nostro ateneo. Credo che questo momento rappresenti un segno importante del radicamento tra il territorio ed il bacino di utenza degli studenti”.

“Abbiamo sempre dedicato il massimo impegno verso i nostri iscritti – ha sottolineato Giorgio Galeazzi, presidente dei corsi di Jesi -. L’obiettivo primario che ha mosso la costruzione degli indirizzi di laurea in Scienze Giuridiche Applicate presenti a Jesi è stato proprio quello di fornire un’occasione di lavoro immediata a quanti avessero scelto questa carta universitaria”.

A sostenere le prospettive professionali che si aprono agli studenti che si laureano con i corsi di Jesi sono stati i professori Roberto Acquaroli, Luca Barchiesi e Francesca Spigarelli dell’Università di Macerata, che hanno illustrato le peculiarità dei tre indirizzi di studio cittadini: Operatore giudiziario e criminologico, Consulente del lavoro e Consulente per l’impresa.

L’indirizzo più richiesto al momento è proprio l’Operatore giudiziario e criminologico, unico nella nostra regione, nato essenzialmente per chi vuole lavorare nelle forze dell’ordine, particolarmente indicato per raggiungere ruoli di coordinamento indagini nella polizia giudiziaria ma adatto anche per incarichi tecnico-amministrativi all’interno del tribunale o per lavorare nell’investigazione privata.

A dare suggerimenti pratici per affrontare al meglio il difficile scenario professionale di oggi sono stati Emanuele Ciccarelli (Polizia Giudiziaria di Macerata), Fabrizio Pieralisi (People Loccioni) e Maria Luisa Rodriguez Montalvo (Studio Carotti-Rodriguez - Progetti Lavoro Srl).

 

Comunicato stampa n. 166/2012 di giovedì 15 novembre 2012

Questa pagina è stata aggiornata il 20/11/2012