La scrittura, il cervello, e l’era digitale

08/03/2017. La pubblicazione delle Eum indaga sul rapporto tra le nuove tecnologie e il crescente impoverimento culturale.

La lettera firmata da oltre 600 docenti universitari, inviata di recente al governo, denuncia un impoverimento crescente delle prestazioni linguistiche dello studente medio, a tutti i livelli di apprendimento. Si tratta di un atto che esprime un chiaro segnale di allarme all’interno delle nostre istituzioni scolastiche e un messaggio preoccupante per la cultura tutta. Le carenze linguistiche rappresentano un fenomeno di questi ultimi decenni che non colpisce solo l’Italia. Indubbiamente interventi didattici al livello dello studio dell’italiano sono urgenti e fondamentali. Tuttavia, è necessario affrontare il problema anche da una prospettiva più ampia che metta a fuoco i complessi mutamenti apportati dalle attività comunicative della cultura digitale. Quali sono gli effetti della tecnologia elettronica sulla scrittura, sulla lettura, sulla comunicazione in generale e sugli stessi sviluppi del sistema neuronale? Questi e altri interrogativi sono affrontati nel volumetto “La scrittura, il cervello, e l’era digitale” di John Picchione, docente di letteratura e cultura italiana moderna e contemporanea alla York University di Toronto,edito dalle Edizioni Università di Macerata.

Si tratta di un pamphlet rivolto allo studente, al docente e a tutti coloro interessati alla condizione culturale del presente, che fa leva sugli apporti delle neuroscienze, sul pensiero filosofico, sulle teorie dei media, e sugli effetti dei valori sociali generati dalla logica economica e dalla cultura materiale. L’interiorizzazione delle nuove tecnologie è evidenziato in relazione all’indebolimento cognitivo, al deterioramento delle abilità analitiche e delle competenze concettuali e performative. Il volume si impegna a rivalutare la straordinaria funzione della lettura, della letteratura, e delle scienze umane e a suscitare nel lettore un orientamento di resistenza, un senso critico nei confronti delle tecnologie e delle costruzioni sociali delle identità individuali e collettive.

John Picchione è docente di letteratura e cultura italiana moderna e contemporanea presso la York University (Toronto, Canada). Si occupa principalmente di poesia e narrativa del '900, movimenti d'avanguardia, e teoria della letteratura. Tra le sue numerose pubblicazioni, il volume The new avant-garde in ltaly: theoretical debate and poetic practices, premio 2004 della American Association of ltalian Studies, e il recente Edoardo Sanguineti: literature, ideology and the avant-garde (in collaborazione). Nel catalogo eum figura già un altro suo libro: Dal modernismo al postmodernismo: riflessioni teoriche e pratiche della scrittura (2012).

Cs n. 050/2017


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