Relazioni al Senato Accademico 2014

Presentata al Senato Accademico del 16 dicembre 2014


1. L’Ateneo di Macerata: una storia di qualità

“L’Università degli Studi di Macerata è un’istituzione pubblica, che riconosce l’istruzione e la ricerca come beni fondamentali per lo sviluppo di una società fondata sulla conoscenza, a vantaggio dell’intera comunità” (Statuto di autonomia, art. 1). Per il conseguimento delle proprie finalità istituzionali, anche nell’Ateneo di Macerata, che ha sempre guardato con interesse lo sviluppo di politiche della qualità nell’ambito delle più accreditate esperienze nazionali e internazionali, è maturata la consapevolezza che le università si dovessero rendere responsabili delle scelte politico-organizzative e dei sistemi di governance adottati, e che questo potesse essere più concretamente perseguibile dotandosi istituzionalmente di strumenti riflessivi di auto-valutazione in grado di correlare scelte ed effetti (soprattutto a beneficio dei portatori di interesse), incrementando gli atti istituzionali di trasparenza, aumentando la circolazione delle informazioni tanto all’interno, quanto dall’esterno verso l’interno.

Dal 2001 l’Università di Macerata ha assunto responsabilmente questo compito complesso, che comporta un ripensamento profondo del modo in cui l’organizzazione è concepita e vissuta dagli attori, investendo risorse finanziarie e di personale, offrendo attività formative mirate, sostenendo le attività volte al perseguimento della Qualità con un diretto coinvolgimento del vertice dell’Ateneo e supportandole con atti istituzionali e con iniziative conseguenti.

Il percorso di adozione di un Sistema di Qualità ha conosciuto una progressiva maturazione, prima con l’adesione al progetto CampusOne, nel 2001, successivamente con la certificazione ai sensi della norma internazionale ISO 9001. Dall’iniziale coinvolgimento di alcune strutture didattiche (Facoltà di Economia, Facoltà di Scienze politiche, Facoltà di Scienze della comunicazione, Corso di laurea in Mediazione linguistica, Corso di laurea in Filosofia), la Qualità è stata estesa nel 2007 all’intero Ateneo con la creazione di un vero e proprio Sistema integrato di gestione della Qualità e con il conseguimento da parte dell’intero Ateneo della certificazione ISO 9001 per la progettazione e l’erogazione dell’offerta formativa e di tutti i servizi amministrativi a supporto della didattica. Il progetto Qualità di Ateneo, promosso dagli Organi di Governo, si era dotato di un Comitato Guida, formato dal Responsabile di qualità di Ateneo (Delegato del Rettore), dal Direttore Amministrativo, dai responsabili Assicurazione di Qualità delle singole strutture coinvolte.

Lo spirito con cui l’Università di Macerata ha accettato l’impegno in tema di certificazione ISO 9001 è stato quello della cultura della qualità e del miglioramento continuo, che consentisse a tutti gli attori che, con competenze diverse, collaboravano al buon funzionamento dell’Ateneo di entrare in possesso di strumenti metodologici utili al miglioramento continuo del proprio lavoro, con una maggiore soddisfazione di tutti i portatori di interesse. I risultati non sempre sono stati di pari livello, ma lo sforzo di implementare un meccanismo di riflessività e confronto a livello centrale si è rilevato comunque molto apprezzabile nella sua globalità, in quanto ha contribuito al superamento di una concezione statica dell’organizzazione, incoraggiando una visione organizzativa più dinamica e aperta ad una continua rivisitazione critica.

Vista l’implementazione a livello nazionale di un sistema di valutazione e autovalutazione, l’Ateneo ha scelto nel 2013 di far confluire tutte le esperienze maturate in precedenza nel nuovo sistema di accreditamento nazionale. In tale prospettiva, si sono progressivamente specificate le linee della politica per la Qualità di Ateneo (Piano strategico, Programmazione triennale, perfomance) e si è provveduto ad istituire un Sistema di Assicurazione della Qualità, che ha trovato nel Presidio di Qualità di Ateneo (PQA) il suo naturale complemento istituzionale. A tale scopo è maturata la scelta di presentare al Senato Accademico una relazione congiunta, elaborata in forme autonome e correlate, sullo stato della politica e del sistema della Qualità di Ateneo.

2. Il Presidio di Qualità di Ateneo

2.1. Organizzazione interna e funzioni

Il PQA è stato istituito con DR n. 108 del 7 febbraio 2013 e successivamente modificato con DR n. 390 del 6 novembre 2014.

Il PQA ha tra i suoi obiettivi strategici quello di proporre e coordinare l’attuazione del sistema di Assicurazione della Qualità, ai fini dell’accreditamento AVA e del miglioramento continuo della didattica e della ricerca dell’Ateneo. Impegnandosi ad andare oltre un’interpretazione puramente burocratica delle proprie funzioni, il PQA opera in piena sintonia con gli organi di governo dell’Ateneo, con le strutture didattiche e con tutti i soggetti previsti dal Sistema AVA, in primo luogo gli studenti, ispirando la propria attività a principi di condivisione e di trasparenza, anche avvalendosi di opportune tecnologie dell’informazione e attuando una gestione per obiettivi.

Attualmente è composto da:

  • Prof. Luigi Alici, professore ordinario di Filosofia morale, Dipartimento di Studi Umanistici, Presidente
  • Prof.ssa Lina Caraceni, Ricercatrice di Diritto processuale penale, Dipartimento di Giurisprudenza
  • Prof.ssa Barbara Fidanza, professoressa di II fascia di Finanza aziendale, Dipartimento di Giurisprudenza
  • Prof. Emmanuele Pavolini, Professore di II fascia di Sociologia dei processi economici e del lavoro, Dipartimento di Scienze politiche, della comunicazione e delle relazioni internazionali
  • Sig.ra Elisa Marini (studentessa).

 

Alle riunioni del Presidio della Qualità, nella composizione allargata, possono partecipare ai fini del supporto tecnico-organizzativo:

  • Dott. Mauro Giustozzi, Direttore Generale;
  • Responsabile Area Ricerca e internazionalizzazione (ARI);
  • Responsabile Area per la didattica, l’orientamento e i servizi agli studenti (ADOSS);
  • Responsabile Area Risorse Umane (ARU);
  • Responsabile Ufficio pianificazione, innovazione e controllo di gestione - Direzione Generale;
  • Responsabile Ufficio Offerta Formativa – ADOSS;
  • Responsabile Ufficio Ricerca scientifica e formazione alla ricerca avanzata – ARI

Il PQA si avvale di una consulenza esterna, nella persona della dott.ssa Lucia Romagnoli (Trecon srl)

La composizione attuale del PQA riflette un percorso di progressiva presa di coscienza delle proprie funzioni, che ne ha accompagnato le tappe della organizzazione interna soprattutto in tre direzioni:

a)       rigorosa delimitazione del perimetro delle proprie finalità istituzionali, in modo da evitare sovrapposizioni o conflitti di competenze. La partecipazione del Presidente alla riunione del Coordinamento dei Presidi di Qualità, promossa dalla CRUI (Roma, 20 marzo 2013), ha contribuito a far crescere questa consapevolezza, portando a una ridefinizione delle responsabilità e della composizione del PQA. Come conseguenza di questa riorganizzazione interna, allo stato attuale il PQA:

  • ha una struttura organizzativa differenziata per Aree di competenza dei suoi membri per assicurare una corretta comprensione dei processi didattici e di ricerca di ciascuna area disciplinare;
  • si avvale, per l'espletamento delle proprie funzioni, nell'ambito delle attività formative, della collaborazione dell’Area per la didattica, l’orientamento e i servizi agli studenti (ADOSS), per tutto ciò che attiene alla gestione dei processi relativi agli ordinamenti didattici, all'offerta formativa e alla programmazione didattica e dei processi di certificazione periodica delle sedi universitarie e dei corsi di studio. Nello specifico, l’Area funge da interfaccia del PQA con le strutture dipartimentali e le sue articolazioni, oltre che con gli uffici amministrativi coinvolti nel processo, al fine di soddisfare le esigenze e le richieste del Presidio stesso;
  • si avvale del supporto tecnico e amministrativo dei Responsabili delle Unità Operative per la Didattica, presso i singoli Dipartimenti, per le attività di pertinenza delle medesime strutture dipartimentali;
  • collabora, per l'espletamento delle proprie funzioni nell'ambito delle attività di ricerca, con l’Area ricerca e internazionalizzazione in relazione alle competenze e funzioni espresse anche a seguito del coordinamento effettuato per la VQR 2004-2010;

 

Inoltre, il PQA può contare sul supporto diretto dell’Ufficio pianificazione, innovazione e controllo di gestione, il quale è stato potenziato e al momento è costituito da tre unità di personale. L’ufficio coadiuva il PQA in tutte le sue attività: dalla gestione del sito web QUALITA’, alla verbalizzazione degli incontri, dall’organizzazione delle giornate di formazione, alla messa a disposizione dei dati ai CdS per la compilazione della SUA-CdS. A tal proposito, l’Ufficio ha implementato il software MIA (Monitor Integrato di Ateneo) che offre agli attori interessati nel processo di accreditamento (sia per la didattica che per la ricerca) un set di indicatori on-line dinamico. Gli indicatori presi a riferimento sono, in gran parte, quelli specificati nella documentazione ANVUR, nonché quelli derivanti dalle normative attuali. Tali dati vengono utilizzati per i riesami sia annuali che ciclici, offrendo un panorama ampio sulle attività del CdS (a titolo esemplificativo, si va dalle immatricolazioni ai CFU acquisiti, dai tempi per conseguire il titolo alla presenza di studenti stranieri all’interno dei CdS).

b)       identificazione di compiti e funzioni, così sinteticamente riassunte:

  • propone e coordina l'attuazione del modello di assicurazione interna della qualità;
  • propone all'interno del modello strumenti comuni per tutti i Corsi di Studio, individuando attività di formazione e di informazione per la loro applicazione;
  • funge da supervisore per lo svolgimento adeguato ed uniforme delle procedure di assicurazione della qualità di tutto l'Ateneo;
  • funge da supporto ai Corsi di Studio ed ai loro referenti, nonché ai Direttori di Dipartimento per le attività comuni;
  • nell'ambito delle attività di ricerca, verifica il continuo aggiornamento delle informazioni contenute nella Scheda Unica Annuale di ciascun Dipartimento e sovrintende al regolare svolgimento delle procedure di Assicurazione della Qualità, in conformità a quanto dichiarato nei documenti programmatici;
  • analizza e recepisce le indicazioni relative alla Qualità provenienti da soggetti esterni all'Ateneo, integrando e/o modificando i processi eventualmente già messi in atto per l'assicurazione della qualità della didattica e della ricerca;

assicura il corretto flusso informativo da e verso il Nucleo di Valutazione e le Commissioni Paritetiche Docenti-Studenti, per le rispettive competenze.

2.2. Attività e processi

Nel limitato arco temporale della propria attività, il PQA ha tenuto complessivamente 13 riunioni nel 2013 (i cui atti formali sono disponibili online: http://www.unimc.it/it/qualita/sistemaAQ/convocazioni-verbali-2013) e 10 riunioni nel 2014 (http://www.unimc.it/it/qualita/sistemaAQ/convocazioni-verbali-2014: in via di inserimento i verbali delle riunioni del 24 novembre e 15 dicembre, oltre a riunioni settoriali e informali.

Fra le attività prevalentemente svolte meritano di essere segnalate:

a) monitoraggio e supervisione delle procedure di Assicurazione Qualità dell’Ateneo, ad oggi con prevalente attenzione alla didattica. Tale attività si è focalizzata in particolare nell’analisi delle schede Sua/CdS e delle schede di riesame e in una calendarizzazione interna di tutti i processi predisponendo un time-sheet delle attività basato anche sulle scadenze dettate dall’ANVUR. A tale scopo, è stata effettuata costantemente un’analisi di tutto il materiale prodotto dai CdS, sono stati individuati e comunicati rilievi specifici che, attraverso opportune scadenze interne, i CdS hanno potuto recepire, prima della trasmissione agli organi competenti (NdV e SA);

b) promozione di cultura diffusa della Qualità in Ateneo, volta a far tesoro delle precedenti esperienze (ricordate al punto 1) e a mantenere alcune delle best practices all’interno del sistema AVA (ad es., la gestione dei reclami/suggerimenti). Tale attività, che ha cercato di tenere insieme formalizzazione dei processi, trasparenza e fidelizzazione degli attori principali, si è realizzata fondamentalmente nelle seguenti direzioni:

  • identificazione di un Modello AQ che tenga conto delle peculiarità delle strutture coinvolte e del contesto di riorganizzazione in corso nell’Ateneo, secondo un approccio per processi, incentrato sulla misurazione e sulla rendicontazione;
  • messa a punto della seguente documentazione AQ di Ateneo:
    • Manuale della Qualità / AQ della Formazione / Procedure (disponibili online: http://www.unimc.it/it/qualita/sistemaAQ/documentazione-aq)
    • Identificazione degli attori del processo per la politica e la ricerca (disponibili online: http://www.unimc.it/it/qualita/sistemaAQ/attori-del-processo)
    • Dati a supporto del processo: Monitor Integrato di Ateneo (MIA) (disponibili online: http://www.unimc.it/it/qualita/sistemaAQ/dati-a-supporto-del-processo)
    • identificazione, coinvolgimento e formazione degli attori del processo, attraverso:
      • opportune modalità di coinvolgimento delle parti interessate; in particolare:
        • organi di governo di Ateneo che consentono un’attuazione efficace ed efficiente delle procedure AQ: sistematicamente e organicamente al Riesame della Didattica e della Ricerca; attraverso una relazione annuale agli organi di governo dell’Ateneo;
        • strutture didattiche e di ricerca, nel loro ruolo di responsabili della qualità dei processi di didattica e di ricerca e dell’attuazione del Modello AQ (Dipartimenti e Corsi di Studio);
        • Nucleo di Valutazione, con il quale instaurare una sinergia per la progettazione e il monitoraggio del Modello AQ;
        • Commissioni Paritetiche, che formulano pareri e proposte per il miglioramento della didattica;
        • Personale Docente e Tecnico-Amministrativo, che concorrono, ciascuno per quanto di competenza, all’attuazione del Modello AQ (qualità della didattica, della ricerca e dei servizi);
  • definizione della rete dei Responsabili Assicurazione Qualità (RAQ) a livello di Dipartimento, distinguendo due figure specifiche per la didattica e la ricerca, oltre ad un Responsabile unitario di Dipartimento (che può eventualmente assommare in sé una delle due funzioni specifiche precedenti);
  • attività mirate di fidelizzazione e formazione: sono state organizzate, in particolare:
    • giornate rivolte alla formazione di carattere generale del sistema AVA (24 aprile 2013, con interventi del Prof. Castagnaro e della dr.ssa Capogna);
    • giornata di formazione a supporto delle Commissioni Paritetiche (tenuta il 4 novembre 2013 dall’Ing. Marchesi della Trecon srl);
    • giornata di auto-formazione dei RAQ sul nuovo sistema di AQ di Ateneo (tenuta il 16 luglio 2014);
    • giornata di in-formazione sul sistema AVA e Valutazione ANVUR \ Tavolo della didattica (tenuta il 23 settembre 2014 e presieduta dal Magnifico Rettore, Prof. Luigi Lacché).
    • Trasparenza e accessibilità dei flussi informativi: messa online di tutto il materiale relativo ai CdS con la pubblicazione all’interno del sito “Qualità” - immediatamente consultabile dalla home page dell’università / sezione Didattica -, di tutte le informazioni relative alla SuA-CdS, ai rapporti di riesame annuale e ciclico nonche alle valutazioni della didattica (dati aggregati per singolo CdS) da parte degli studenti.

 

3. Primi risultati: punti di forza e di debolezza

Questa relazione, elaborata in forma condivisa, costituisce il primo atto di un processo di valutazione e autovalutazione del percorso e delle attività sviluppate, al quale il PQA ritiene di dover dare anche per il futuro una continuità. Un primo bilancio di questo processo tuttora in atto (e che in assenza di un termine di confronto precedente risulta inevitabilmente parziale e sperimentale) può essere sintetizzata come segue:

a) punti di forza

  • l’esperienza maturata nel processo di certificazione ISO 9001 (a livello di CdS e di Ateneo) ha rappresentato indubbiamente un fattore positivo. Fra i risultati più rilevanti, conseguiti in modo diretto o indiretto, si possono ricordare:
    • la definizione di procedure condivise per la progettazione ed erogazione dell’offerta formativa;
    • l’implementazione di un panel di indicatori costantemente aggiornato (MIA);
    • la redazione del bilancio sociale e del piano strategico di Ateneo;
    • la calendarizzazione con cadenza annuale di una relazione di Ateneo sullo stato del Sistema di Qualità;
    • la presenza di un gruppo di auditor interni;
    • la partecipazione ad altre esperienze di valutazione delle prestazioni organizzative con l’adozione del modello CAF (Common Assessment Framework);
    • la realizzazione di un’indagine sul benessere organizzativo (2014).

Inoltre, l’attenzione agli standard di qualità ha consentito di ripensare in termini di maggior efficienza e impiego delle risorse l’intero versante dell’offerta didattica, e di assumere scelte conseguenti, come il potenziamento strategico di un’unica sede distaccata e la chiusura di tutte le altre.

Nel complesso, anche se non senza discontinuità e isolati atteggiamenti di resistenza a una cultura della valutazione, l’Ateneo sta assumendo positivamente il sistema AVA; soprattutto in chi svolge compiti di responsabilità in organi collegiali, come corsi di studio e dipartimenti: ciò si traduce in atteggiamenti di notevole disponibilità e dedizione personale (positiva, ad esempio, la risposta in termini di partecipazione all’offerta formativa e informativa predisposta nell’ambito del sistema AVA);

  • in un Ateneo di media grandezza, per di più identificato da una omogenea vocazione umanistica, che da qualche anno sta accrescendo la consapevolezza di poter competere attivamente in un contesto non solo nazionale, il senso di una mission condivisa (favorito, fra l’altro, da un percorso partecipato nella elaborazione del nuovo Statuto di autonomia, approvato dall’unanimità anche dalla Commissione che lo ha redatto) valorizza i flussi informativi verticali (anche se talora a livelli non sufficientemente formalizzati) e dispone favorevolmente all’attuazione di azioni correttive;

b) punti di debolezza

  • in generale, negli attori individuali (docenti, personale tecnico-amministrativo, studenti) il grado di motivazione e coinvolgimento nei processi della Qualità appare non ancora diffuso in modo capillare e adeguatamente interiorizzato; nello specifico, ulteriori e sensibili miglioramenti dovranno essere conseguiti:
    • per i docenti, accettando un migliore e più equilibrato bilanciamento tra libertà individuale (ancor più accentuata in ordine alla ricerca) e concorso alle scelte strategiche assunte in sede collegiale; l’obiettivo riconosciuto di investire in modo particolare sulla qualità e attrattività delle lauree magistrali esige scelte chiare e coraggiose in tale direzione;
    • per il personale tecnico-amministrativo, aumentando la capacità e disponibilità a mettersi in gioco in processi che richiedono maggiore flessibilità e collaborazione, sia in senso orizzontale che verticale;
    • per gli studenti, assicurando una presenza in tutti gli organi rappresentativi (ad oggi, almeno in un caso del tutto assente, in qualche altro caso presente formalmente, o in modo saltuario o con assenze prolungate, registrate anche nell’ambito dello stesso Presidio); appare altresì indispensabile che i rappresentanti degli studenti mantengano un contatto costante con la base, per favorire una partecipazione più diffusa e costante (soprattutto nella valutazione della didattica, nella partecipazione alle proposte di tutorato ecc…)
    • all’accettazione sostanziale – in linea di massima, con qualche discontinuità – non corrispondono sempre e puntualmente gli atti formali che dovrebbero documentarla: in alcuni casi i processi documentali (schede di riesame annuale e ciclico, relazioni commissioni paritetiche) non riflettono puntualmente scelte di fondo, obiettivi e contenuti formativi dei corsi; in particolare, scelte strategiche qualificanti (come attivazione/disattivazione di corsi, chiusura di sedi decentrate, modifiche di ordinamenti didattici, definizioni di programmi), anche se comunque motivate da ragioni sostanziali, non sempre appaiono come il risultato di valutazioni preparate e monitorabili attraverso processi adeguatamente formalizzati; lacune e omissioni su questo punto non consentono di far precedere alla valutazione finale da parte del NdV una adeguata supervisione in itinere da parte del PQA.

Anche il Presidio si ritiene coinvolto in un processo costante di valutazione e autovalutazione:

  • in positivo, appaiono particolarmente apprezzabili l’atteggiamento collaborativo e il grado di coesione interna fra i componenti, l’ufficio di supporto e soprattutto l’area per la didattica, l’orientamento e i servizi agli studenti, a fronte di un carico di lavoro e di responsabilità obiettivamente molto alti, cui i docenti coinvolti debbono far fronte in aggiunta ai compiti ordinari di ricerca e didattica;
  • fra i punti di debolezza, il miglioramento più rilevante dovrà essere conseguito attuando un contatto costante e meno episodico con altre aree (soprattutto quelle deputate alla ricerca, all’internazionalizzazione e ai rapporti con il territorio e con il mondo del lavoro), con i Responsabili Assicurazione Qualità di Dipartimento e con il Nucleo di Valutazione. Quanto più sarà possibile sottrarsi a una logica emergenziale e disporre con ampio margine di tempo di un calendario coordinato di scadenze tra MiUR e ANVUR, tanto più si potrà predisporre un piano lungimirante di interventi e azioni correttive, in stretta sinergia con il Piano Strategico.

È parte integrante di questo assestamento una migliore definizione del quadro normativo che colloca le funzioni del Presidio di Qualità all’interno degli Organi di Ateneo (attraverso una modifica dello Statuto di autonomia o una interpretazione autentica di tali funzioni in rapporto allo Statuto da parte del SA).

4. Obiettivi strategici e azioni di miglioramento

Dalle considerazioni svolte in precedenza emerge complessivamente un quadro di grandi potenzialità di crescita dell’Ateneo in ordine alla Qualità, il cui pieno sviluppo sembra dipendere soprattutto dalla capacità di esplicitare comportamenti virtuosi e scelte strategiche trascrivendoli all’interno di una logica di Qualità, ripensata sempre meno in termini di mero adempimento formale. In tale prospettiva, alla luce del cammino percorso e tenendo conto delle relazioni riassuntive relative alla politica per la Qualità in ordine alla ricerca e alla didattica, presentate contestualmente alla presente relazione, appare prioritario correlare le più importanti azioni di miglioramento ai seguenti obiettivi strategici:

  • Didattica: il calo delle lauree magistrali, a fronte di un andamento sostanzialmente positivo delle lauree triennali, esige un progetto di revisione e riqualificazione delle stesse, orientato a migliorarne soprattutto il profilo specialistico e professionalizzante, e perseguito con il coinvolgimento diretto dei Dipartimenti;
  • Ricerca: con i recenti adempimenti in ordine alla scheda SUA-RD, anche la ricerca entra in modo sistematico dei processi di AQ, che dovranno essere progressivamente definiti in modo analitico ed estesi a tutti gli ambiti riconducibili alla ricerca stessa (finanziamenti, valutazione, dottorato, rapporti con il territorio…);
  • Cura dello studente e tutorato: si avverte la necessità di un quadro organico di interventi, volti a ottimizzare le attività dei Dipartimenti e dell’Ateneo sul tema della cura dello studente e in particolare del tutorato, attivando una politica di Ateneo orientata all’aumento degli studenti regolari, realizzabile attraverso azioni coordinate e mirate;

Formazione e sussidiazione in ordine ad attori e compiti: in generale, appare indispensabile pianificare in modo organico, a cura del PQA, attività di formazione interna ed esterna, in modo che diventino parte integrante degli adempimenti ordinari del sistema di Assicurazione della Qualità; nello specifico, il PQA dovrà impegnarsi in azioni di supporto e sussidiazione in ordine alla rilevazione di criticità emergenti: come primo risultato si segnala la elaborazione, in fase avanzata, di linee guida per le consultazioni con il mondo del lavoro.

Questa pagina è stata aggiornata il 26/05/2016