Sintesi degli incontri con le parti interessate

Confronto con il consiglio degli studenti - giugno 2013

Durante la riunione del Consiglio degli Studenti del 13 giugno 2013, la prof.ssa Katia Giusepponi interviene per presentare i profili del reporting sociale Unimc relativo al 2012.

Evidenzia come tale processo abbia fatto emergere importanti risultati dell’Ateneo. Precisa che ha riguardato il bilancio sociale, relativo ai profili generali dell’ente, ma non il report di approfondimento delle diverse strutture, perché si è voluto evitare alle nuove articolazioni (ampiamente impegnate nella gestione del cambiamento legato al processo di riorganizzazione) di rendicontare rispetto al dettaglio di strutture non più esistenti.

La prof.ssa Giusepponi ripercorre le evoluzioni della rendicontazione Unimc e ringrazia gli Studenti per i riscontri e la partecipazione che hanno costantemente garantito. Sottolinea gli importanti livelli che l’esperienza ha espresso durante gli anni e come ci si trovi ora di fronte ad un passaggio importante per i sistemi di pianificazione e controllo dell’Ateneo.

Gli Studenti si esprimono sull’utilità del bilancio sociale.

Presentano poi osservazioni su aspetti che ritengono importanti per i processi di miglioramento dell’Ateneo.

Tali osservazioni sono sintetizzate di seguito.

Lauree specialistiche

In collegamento con quanto già emerso nell’ambito dei lavori per il piano strategico d’Ateneo, ribadiscono l’importanza di una riflessione attenta sui corsi di laurea specialistica, al fine garantire sia contenuti adeguati al grado di approfondimento richiesto da tali corsi sia il riferimento ad opportune metodologie didattiche. Segnalano, ad esempio, che le lezioni frontali non sempre consentono un coerente dettaglio delle tematiche.

Servizi di orientamento dell’Ateneo

Viene sottolineato come i servizi di orientamento dell’Ateneo abbiano un potenziale molto elevato ma non pienamente espresso, perché il personale deve dedicare molto tempo a questioni amministrative.

Il Career day, ad esempio, è molto importante come momento di contatto tra studenti e mondo del lavoro; tuttavia rappresenta una strada da percorrere più a fondo. Al primo contatto, dovrebbe seguire un lavoro degli Uffici volto a proseguire le attività di collegamento con aziende ed enti, a mantenere e rafforzare relazioni.

UniFestival

Si tratta di un’iniziativa importante che, tuttavia, va potenziata e coordinata con altre attività degli studenti.

È sicuramente utile per unire le associazioni studentesche intorno ad un progetto comune, superando la frammentazione e la dispersione di iniziative separate.

Peraltro, gli studenti hanno necessità di interventi distribuiti temporalmente. Non si può racchiudere tutto nei pochi giorni del festival.

Occorre ripensare la destinazione dei fondi per le attività culturali tenendo in considerazione tale esigenza, pertanto coordinando UniFestival con altre iniziative o distribuendolo in diversi momenti dell’anno.

Con riferimento all’ultima edizione (2013) vengono evidenziati risultati non soddisfacenti in termini di partecipazione.

Gli Studenti ritengono che sarebbe opportuno estendere la loro partecipazione, ora focalizzata sugli aspetti organizzativi, al percorso decisionale riguardante date, regolamento, modalità di contatto e relazione con gli esterni e così via. In tal modo, alcuni elementi di criticità potrebbero essere affrontati meglio.

Rilevano inoltre la necessità di sostenere l’iniziativa attraverso una più intensa comunicazione da parte dell’Ateneo.

Campagna di comunicazione dell’Ateneo

È positivo che gli studenti partecipino alla campagna di comunicazione dell’Ateneo.

Sarebbe interessante organizzare parallelamente concorsi per attività collegate alla campagna (relative ad esempio alla produzione di vide), prevedendo premi/incentivi specifici per gli studenti.

Al riguardo della campagna di comunicazione 2013, pensano che l’Ateneo sia in ritardo rispetto alle attività di orientamento delle scuole.

Internazionalizzazione

È fondamentale insistere sulla prospettiva internazionale, in modo che diventi sempre più abituale per gli studenti.

Molte borse di studio purtroppo non vengono utilizzate. È necessario potenziare ancora di più la comunicazione in tal senso.

Accompagnamento durante gli studi: studente tutor di riferimento

Il riferimento allo studente tutor non è adeguato. Per sostenerlo, occorre intensificare la comunicazione avvalendosi della partecipazione di Dipartimenti e Uffici.

Gli studenti spesso si rivolgono alle portinerie per avere informazioni. Le domande vengono frequentemente girate ai rappresentanti degli studenti e non ai tutor.

È necessario intervenire per apportare correzioni in tal senso.

Accompagnamento durante gli studi: docente tutor di riferimento

L’accompagnamento durante gli studi è importante, ma occorre garantirlo evitando eccessi di intervento, negativi per lo sviluppo di autonomia da parte dello studente.

Inoltre va considerato che il rapporto docente-studente si instaura spontaneamente strada facendo e che l’assegnazione di uno specifico tutor potrebbe non risultare adeguata.

Le attività di accompagnamento vanno curate soprattutto attraverso iniziative di portata generale, pensando alla formazione globale dello studente.

Ad esempio, approfondimenti e confronti sui metodi di studio sono molto utili. Altrettanto importanti sono i corsi di scrittura (soprattutto nella prospettiva scientifica), perché durante gli studi si affrontano pochi esami scritti e spesso, in assenza di interventi specifici, al momento della tesi ci si accorge di aver dimenticato come si scrive.

Resta assolutamente determinante, alla base, un orientamento all’ingresso volto a favorire scelte consapevoli del corso di studi da parte dei giovani e, di conseguenza, percorsi più soddisfacenti e riduzione degli abbandoni.

 

 

Confronto con enti e aziende sugli stage - aprile 2013

Il 15 aprile 2013 si è svolto un incontro con  aziende ed enti ospitanti studenti dell’Ateneo in stage per discutere e approfondire sui punti di forza e di debolezza del processo costruttivo dei nostri tirocini. Dal confronto sono emersi considerazioni interessanti ed utili suggerimenti.

Hanno partecipato i referenti del Tribunale di Ancona, dei Servizi sociali del Comune di Treia, della Prefettura di Macerata, dell’ Azienda Pubblica Servizi alla Persona - IRCR -  di Macerata, dell’Associazione Arena Sferisterio di Macerata.

La professoressa Katia Giusepponi che ha moderato l’incontro ha invitato i partecipanti ad esprimersi sulle esperienze di studenti in stage provenienti dall’Università di Macerata rivelando criticità e punti di forza.

Riportiamo gli interventi e le considerazioni più significative come da verbale dell’incontro.

Il Tribunale di Ancona ha attivato, nel tempo, convenzioni con le diverse università del territorio (a partire da quella con Macerata siglata nel 2005) per ospitare in stage laureandi che effettivamente contribuiscono a fronteggiare la impellente esigenza di personale amministrativo. L’esperienza con gli stagisti si è rilevata estremamente positiva. I ragazzi, per la maggior parte laureandi di Giurisprudenza, vengono ben accolti dal personale, formati e seguiti dai tutor costantemente. Vengono inseriti completamente nel contesto lavorativo, utilizzano i sistemi informativi del tribunale, vengono invitati a partecipare alle udienze etc. I ragazzi rispondono in linea di massima in modo pronto ed adeguato agli insegnamenti dei tutor. Anche a livello interpersonale i rapporti sono buoni ed amichevoli. Nonostante non ci siano possibilità di assunzione diretta, gli studenti vengono a contatto con studi professionali e società che possono rappresentare contatti utili ai fini dell’inserimento lavorativo. Diversamente dalle altre università, non è l’ufficio tirocini di Macerata che contatta e prende accordi con l’ente ma direttamente lo studente.

L’IRCR Macerata – Azienda pubblica di servizi alla persona - ospita attualmente uno studente in stage. Lo studente verrà guidato nelle diverse attività in modo da sviluppare una significativa conoscenza di tutti i servizi erogati.

Il Comune di Treia è presente per l’area dei Servizi Sociali. Si riferisce che, in tale contesto, i percorsi di tirocinio con l’Università di Macerata sono regolati da convenzione stipulata già dal 1996. Nell’ambito dell’ordine degli assistenti sociali, il tirocinio consente allo studente di acquisire competenze fondamentali, diverse ed ulteriori rispetto a quelle sviluppate attraverso gli studi, e attribuisce crediti necessari al completamento del percorso di studi e all’esame finale.

È particolarmente rilevante costruire con il docente un percorso formativo che permetta al tirocinante di coniugare e interiorizzare il sapere e la prassi professionale. Tuttavia si ritiene che negli ultimi tempi sia venuta meno la figura del tutor universitario. Si “lamenta” il fatto che sia direttamente lo studente a cercare l’ente disposto ad ospitarlo e non il docente universitario di riferimento.

L’Associazione Arena Sferisterio riferisce di alcune difficoltà riscontrate nell’ospitare studenti in stage. Si tratta di difficoltà legate alle peculiarità di un’attività molto specializzata e ad alta intensità stagionale. Il periodo di maggiore coinvolgimento lavorativo (da maggio ad agosto) non lascia spazio per la formazione che, pertanto, deve essere sviluppata nei mesi precedenti. L’impegno complessivamente richiesto allo studente per acquisire e applicare competenze risulta, quindi, lungo e intenso. Considerate tali peculiarità, le richieste di stage sono molto limitate e i percorsi portati a termine piuttosto rari. La soluzione potrebbe essere quella di costruire percorsi formativi specifici, in collaborazione con docenti interessati.

La Prefettura di Macerata, presente nel Nucleo operativo delle tossicodipendenze, esprime l’importanza di un maggiore contatto con l’Ateneo, sia per quel che concerne il concordare modalità e tempi di svolgimento degli stage più consoni alla dinamica delle proprie attività, sia soprattutto per quanto concerne il concordare la delicata scelta dell’ambito nel quale lo studente andrà a svolgere lo stage. A tale ultimo proposito, risulta fondamentale un confronto con docenti/tutor di Ateneo per verificare che tale scelta, basata anche su interessi ed inclinazioni personali dello studente, corrisponda ad un maturato e consapevole percorso personale e professionale dello studente stesso.

Nel complesso, i partecipanti esprimono molto interesse rispetto alle esperienze di stage.

Tuttavia, sottolineano l’opportunità di ripristinare un canale più diretto di comunicazione con l’Ateneo, anche e soprattutto attraverso un rapporto più costruttivo con i docenti che seguono i percorsi di stage.

Inoltre, ritengono opportuno che Università ed Ente ospitante concordino specifiche modalità di inserimento degli stagisti, che i tempi di introduzione degli stessi nelle diverse realtà lavorative siano quanto più possibile continuativi e che la scelta non sia lasciata, come invece accade, alla libera iniziativa degli studenti.

In conclusione, viene sottolineata l’esigenza di rivalutare e valorizzare il periodo di stage come momento formativo ed occasione di crescita personale dello studente.

 

 

Confronto con gli istituti scolastici - febbraio 2013

Utile momento di confronto con gli istituti scolastici si è avuto in occasione del seminario svolto su REPORTING SOCIALE E COINVOLGIMENTO DEGLI INTERLOCUTORI NEL GOVERNO DEGLI ISTITUTI SCOLASTICI, martedì 26 febbraio 2013, presso l’Università di Macerata.

Presentiamo una sintesi della discussione, rivolgendo il nostro più sentito ringraziamento a quanti vi hanno partecipato.

I lavori sono stati avviati da un breve dibattito con gli studenti, invitati ad esprimersi su ciò che atenei e istituti potrebbero fare per agevolare i percorsi formativi.

Sono emersi, da un lato, l’interesse ad uno scambio con il mondo accademico in generale, dall’altro una riflessione sull’esigenza di una più diffusa disponibilità al confronto da parte dei soggetti universitari. Inoltre, sempre in generale, è stato evidenziato che i percorsi di studio a livello universitario non sempre sono economicamente accessibili e che sarebbero importanti azioni coordinate per permettere a tutti i giovani meritevoli di realizzare le loro aspirazioni di studio.

La dirigente prof.ssa Santa Zenobi è quindi intervenuta per sottolineare la complessità dell’azione formativa e la funzione importante che il bilancio sociale svolge nel renderne possibile la rappresentazione. A tale riguardo, si è soffermata in particolare sull’esperienza dell’Istituto Comprensivo "Enrico Fermi" di Macerata che sperimenta il bilancio sociale già dal 2010/11, nell'ambito della RETE A.U.M.I. Regionale per la qualità delle scuole.

La dirigente prof.ssa Maria Antonella Angerilli, durante il suo intervento riguardante  un’analisi comparata degli istituti scolastici in Europa, si è soffermata su profili e limiti dell’autonomia degli istituti scolastici: tema che ha sollecitato un ampio dibattito.

Il dirigente prof. Pierfrancesco Castiglioni ha osservato che:

  • a una maggiore autonomia si collega una maggiore responsabilità; in tale quadro, aumentano l’esigenza di trasparenza e l’importanza del bilancio sociale nel mettere in luce i driver del valore aggiunto educativo;
  • il bilancio sociale deve essere non esercizio di marketing, bensì fondamentale base di riflessione, processo virtuoso di miglioramento continuo;
  • il POF spesso manca di peculiarità; è indispensabile, invece, che il coinvolgimento delle parti sia impostato fin dalla programmazione; è necessario che ci si abitui a osservarsi e confrontarsi (si pensi, ad esempio, alla portata informativa delle prove Invalsi);
  • il bilancio sociale non può prescindere da obiettivi strategici e traguardi attesi.

Il prof. Castiglioni ha in seguito ribadito tali elementi – durante l’intervento sui sistemi di analisi, valutazione e reporting nel governo degli istituti scolastici – trattando del bilancio sociale come di  un processo “che nasce dalla consapevolezza del dovere di rendere conto ai portatori di interessi circa l’uso che viene fatto dell’autonomia”.

La prof.ssa Elisabetta Stecca si è poi soffermata sui temi della valutazione e del controllo negli istituti scolastici, evidenziandone, da un lato, le peculiarità, dall’altro, le difficoltà di radicamento.

La dirigente prof.ssa Mara Amico si è espressa sulle leve a disposizione di un dirigente per “educare” gli insegnanti e su come sia importante impegnarsi in tal senso.

Ha inoltre osservato che gli istituti, collaborando con gli atenei fin dai primi anni di corso, offrirebbero un’ottima e tempestiva sollecitazione a studenti e docenti.

La dirigente prof.ssa Sabina Tombesi ha sottolineato che il bilancio sociale è molto importante come metodo di lavoro, aiuta a capire e spiegare attraverso un approccio dialettico che dovrebbe orientare anche le evoluzioni della didattica.

L’esclusivo riferimento alla lezione frontale non ha più senso; i giovani devono sviluppare capacità di riflessione, flessibilità e adattabilità.

Il dirigente prof. Giovanni Soldini ha richiamato alcuni riferimenti fondamentali per l’evoluzione dei percorsi formativi:

  • classe: occorre fare attenzione alla rimodulazione dei gruppi, a una didattica più vicina alle esigenze dei giovani e più efficace;
  • campanella: è necessario organizzare il lavoro tenendo in considerazione i tempi di attenzione e di apprendimento, al fine di massimizzare i risultati;
  • competenze: le conoscenze non bastano; occorre garantire competenze.

La prof.ssa Giovanna Ricci, durante il suo intervento riguardante i sistemi di comunicazione e coinvolgimento degli interlocutori nei processi di controllo, ha sottolineato l’importanza di collegamenti sostanziali e proattivi: “Il coinvolgimento degli interlocutori sociali, sicuramente difficile da realizzare, è tuttavia indispensabile per far raggiungere all’organizzazione dell’istituto scolastico una posizione di eccellenza (leadership nel territorio). Nella logica del controllo, indirizzato al miglioramento continuo dei risultati, tale coinvolgimento ha quale presupposto la comprensione dei  bisogni sia del territorio esterno dove la scuola è inserita, sia del personale interno”.

La prof.ssa Elvira Pagnanelli è intervenuta soffermandosi sui giovani, sulle loro prospettive e aspirazioni, sui temi che maggiormente li interessano e sull’idea di accoglienza e opportunità che associano allo studio universitario.
Questa pagina è stata aggiornata il 22/05/2017