Università di Macerata
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Facoltà di Economia

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Orario: lunedì-venerdì, ore 09.00/13.00

Tel. 0733.258.2740 - 0733.258.2741

Fax. 0733.258.2735  
e-mail:  organizzazione.economia@unimc.it  (indirizzo istituzionale)

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La storia della Facoltà

L’Unverstità degli Studi di Macerata

La prima menzione certa e documentata di una Scuola di Diritto nella città di Macerata risale al 1290. Essa si trova in un bando che il Comune di Macerata diffuse per i Comuni vicini (e in 24 di essi risulta che fosse pro-mulgato), col quale si invitava chiunque volesse studiare legge a venire a Macerata poiché ivi avrebbe trovato un ottimo studio, «apud Dominum Gioliosum».
Il giurista di cui si parla in questo bando era Giulioso da Montegranaro. Tale è dunque l’inizio dello Studio ma-ceratese, benché alcuni ritengano, pur nel silenzio delle fonti, di poter argomentare che esso risalirebbe ancora più addietro.
Il 1 luglio 1540 il Pontefice Paolo III istituisce lo Studium Generale completo di tutte le Facoltà dell'epoca: Teologia, Giurisprudenza, Medicina e Filosofia.
Nel 1860, come dovunque in Italia, fu soppressa la Facoltà di Teologia; e nel 1862 venne soppressa anche quella di Medicina, di cui restarono solo alcuni corsi speciali. Nello stesso tempo venne integrata la Facoltà di Giuri-sprudenza con l’introduzione di nuove cattedre, in conformità agli ordinamenti della legge Casati. Nel 1880 fu-rono disattivati anche i corsi residui della Facoltà medica e fu ulteriormente potenziata la Facoltà giuridica mentre venne decisa la formazione di un Consorzio tra Stato, Provincia e Comune a sostegno dell'Università. La Facoltà giuridica da allora si sviluppò, vedendo affluire ai suoi corsi numerosi studenti di altre regioni soprattutto dal litorale adriatico e dal Mezzogiorno. Il nuovo secolo assiste alle drammatiche vicende legate alla prima guerra mondiale e alla dispersione delle giovani forze, conseguenza del conflitto. Negli anni del dopoguerra l’Università riprende il suo cammino. Nel 1927 si dà il via al restauro della sede centrale e alla redazione di un nuovo Statuto, s'incrementano i corsi, si organizza l'istituto di esercitazioni giuridiche, si crea la Scuola di perfe-zionamento in diritto agrario e in economia e statistica agraria.
Nel secondo dopoguerra l’Università accresce le strutture didattiche senza perdere la propria originaria identità. Attualmente l'Ateneo di Macerata, per le proprie vicende storiche confermate negli ultimi decenni da coerenti scelte di specializzazione , svolge un ruolo assolutamente singolare. Le sue sette Facoltà, i suoi Dipartimenti ed Istituti, le sue Scuole costituiscono un insieme omogeneo, specificatamente umanistico, nel quale docenti e stu-denti possono quotidianamente trovare comuni interessi culturali e motivi di dialogo, nello spirito di una vera universitas studiorum.

La Facoltà di Economia dell'Università di Macerata

Gli studi economici si sviluppano nell’Ateneo, accanto a quelli giuridici ed umanistici, nell’ a.a. 1989/90, anno nel quale viene istituito nella Facoltà di Scienze politiche il Corso di laurea in Economia bancaria, finanziaria ed assicurativa.
Il Corso di laurea si caratterizza immediatamente per due scelte fondamentali:
- la presenza di un corpo docente giovane, aperto al nuovo, collegato con le migliori scuole nazionali;
- l’attenzione costante allo sviluppo delle sinergie e della interrelazione fra le quattro aree disciplinari costitu-tive della Facoltà. I docenti delle materie aziendali, di quelle economiche, di quelle giuridiche e di quelle matematico-statistiche sono stati assolutamente consapevoli che il Corso di laurea andava plasmato sui temi ed i metodi rilevanti definiti dalla comunità scientifica e sulle problematiche nascenti del sistema bancario e finanziario nazionale ed internazionale.
Gli orientamenti e gli indirizzi che via via hanno arricchito l’originario Corso di laurea hanno avuto lo scopo di tradurre in contenuti didattici le problematiche economiche poste sul tappeto dagli anni novanta. Avvenimenti epocali quali la caduta del muro di Berlino e la transizione verso l’economia di mercato dei paesi dell’est euro-peo. Il lungo e faticoso procedere dell’Unione Economica e Monetaria ed, infine, la nascita dell’Euro. Un processo di internazionalizzazione sempre più stretto fra economia e mercati finanziari che fa apparire nuovi processi di instabilità. Una nuova rivoluzione industriale che trova la sua fonte nell’informatica e nelle telecomunicazioni. La ridefinizione dei sistemi di Welfare e i problemi internazionali connessi al suo finanziamento.
Di fronte ad una tale ampiezza di temi di dibattito e di arricchimento culturale, un solo Corso di laurea, se pure il primo in Italia ad adottare fin dall’anno accademico 1997/1998 il sistema dei crediti didattici e con tutta la flessibilità degli indirizzi, è presto insufficiente per far vivere al suo interno una quantità di insegnamenti capaci di rispondere in modo adeguato agli stimoli che la realtà economica pone nella formazione delle giovani gene-razioni.
L’istituzione della Facoltà di Economia, avvenuta nell’a.a 2001/2002 , ha permesso ai suoi vari livelli di governo di cogliere pienamente e prontamente, anche grazie alla consolidata sperimentazione dei crediti didattici, il passaggio dalle lauree quadriennali alle lauree triennali, offrendo a tutti gli studenti iscritti la possibilità di opzione verso le lauree triennali e specialistiche (D.M.590/2000 e normativa collegata).
L’anno accademico 2008/2009 è stato, di nuovo, un anno di cambiamento. Il D.M. 270/2004 pur mantenendo l’impianto dei corsi di laurea su due livelli (lauree e lauree magistrali) ha introdotto numerosi cambiamenti. I più rilevanti sono: la modifica delle tabelle che distinguono le attività formative (di base, caratterizzanti, integrative, a libera scelata dello studente, ecc.), la riduzione del numero degli esami (fissando un tetto massimo: 20 per le lauree, 12 per le lauree magistrali), più stringenti requisiti del numero e dei settori scientifico disciplinari dei docenti di ruolo necessari per attivare i corsi di laurea e laurea magistrale.

 

 


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