Una pratica a norma di legge
Eugenio, Giurisprudenza
Destinazione: Studio legale, Germania (Berlino)

Dopo aver appreso la notizia che avevo vinto il Placement sono cominciati i problemi: uscita la graduatoria, ho ricontattato lo studio legale tedesco per i documenti necessari, ma nonostante le mie insistenze continuavo a non ricevere risposta. Andò avanti così per due settimane, finché non sapevo più cosa fare.
Alla fine telefonai e scoprii che la sede si era trasferita poco prima del mio arrivo, mentre io avevo già trovato la camera, molto lontana dalla nuova dislocazione. Pensavo di aver sistemato tutto, e invece mi sono dovuto rimettere a cercare un alloggio più vicino alla nuova sede dello studio legale.
Sono partito un po’ deluso da queste premesse, ma devo dire che i miei timori erano infondati. Dato il recentissimo trasferimento, la sede era molto spartana, ma sufficiente per grandezza ed efficiente come organizzazione. E’ uno studio legale molto piccolo, l’ambiente è cordiale e il titolare era molto gentile e disponibile e così anche tutti i giovani colleghi. Mi hanno sistemato in una scrivania nella stanza principale dove lavoravo con il mio computer portatile personale.
Nei tre mesi di stage ho fatto di tutto: dalle mansioni generali di segreteria (posta, archiviazione fascicoli) al vero compito di seguire 2 particolari casi reali di diritto internazionale, dalla traduzione del contratto di mandato di avvocato ai contatti col Ministero di Giustizia in Italia. Dal momento che lo studio lavora anche con clienti internazionali, molti dei quali sono italiani, i colleghi facevano spesso riferimento a me e mi rivolgevano anche quesiti su come procedere.
Con l’Avvocato (il titolare) avevo ottimi rapporti e ci facevo volentieri pausa pranzo insieme, con gli altri praticanti mi vedevo a volte la sera. Mi sono occupato soprattutto dell’applicazione del diritto internazionale privato nella pratica processuale (citazione in giudizio) ma anche di pratiche extra-processuali. Mi è stato molto utile trattare con i clienti e soprattutto con le controparti avversarie. Nel corso del terzo mese, poi, lo studio è stato contattato da 3 nuovi clienti, per i quali ho svolto ricerche apposite su ogni atto proveniente da e per l’Italia. In particolare, è stato per me molto interessante un caso che riguardava prettamente il diritto commerciale internazionale.
Ora ho certamente una maggiore conoscenza del diritto internazionale privato tedesco e comunitario; ho acquisito numerosi termini tecnici e istituti tipici dell’ordinamento tedesco; ho imparato molto anche sul trattamento delle informazioni, sulle mie abilità di team work e sulla gestione dello stress. Durante l’esperienza lavorativa si apprende a sostenere un’attività stressante e si ha a che fare anche con grandi e gravi responsabilità; ovviamente poi bisogna imparare a relazionarsi con i colleghi e con il capo, cercando di far valere le proprie opinioni, ma sempre rispettando quelle degli altri.
Sicuramente adesso ho una esperienza pratica del mestiere di avvocato che va ben oltre quella teorica circoscritta ai manuali. Adesso sarei non solo in grado di seguire un processo, ma ho anche imparato come saper gestire le informazioni con le controparti e con i clienti. Ad esempio ora potrei dare pareri legali in determinati argomenti: se il mio futuro datore di lavoro sarà straniero, potrei dare un buon apporto per l’analisi del diritto italiano.
La cosa che mi è piaciuta di più in assoluto? Sicuramente l’aspetto della “battaglia legale”, in cui si deve ricercare la norma che permette di aver ragione sulle accuse delle controparti; in generale comunque lo stage è stato molto interessante e ha rispettato le mie aspettative.
(curato da: Laura Concetti, 2010)





