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La ricerca va a teatro

Nataljia, Dottorato di ricerca in Psicologia della Comunicazione e Tecniche Dialogiche
Destinazione: Teatro, Belgio (Bruxelles)

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Mi ero proposta di partire per il Placement sfruttando l’occasione per effettuare un lavoro di ricerca sul campo nell’ambito della psicologia della comunicazione e delle tecniche dialogiche … e quale luogo sarebbe stato migliore di un Teatro ????


Mi sono messa subito all’opera. Nel corso del mio stage ho dato anche una mano in ambito amministrativo e con i preparativi prima della messa in scena di uno spettacolo messo a punto con gli allievi dell’atelier teatrale (la classe invernale). Ma il lavoro più impegnativo e per me più proficuo è consistito nella definizione degli obbiettivi e delle modalità e nell’organizzazione di due laboratori tenutisi nell’ambito di una scuola teatrale estiva per bambini.


Il lavoro di preparazione e progettazione è avvenuto in dialogo e confronto con gli animatori dei due corsi, con cui ho ridefinito le modalità e gli obbiettivi di analisi da tenere presenti. In questi contesti ho avuto l’opportunità di analizzare nella sua interezza il lavoro condotto dall’animatore, insieme agli sviluppi sul piano linguistico-comunicativo ottenuti dai bambini. L’età dei partecipanti era molto più bassa di quella che avevo previsto: i due corsi erano rivolti a una fascia di età composita (3-6) e questo ha configurato competenze linguistico-espressive molto diverse nel caso dei bambini di ciascuna età, e parallelamente diverse modalità di interazione tra animatore e partecipanti.


Il metodo didattico che ho messo a punto era un adattamento del glottodramma per bambini di scuola materna incentrato sull’utilizzo di tecniche ludico-rituali e narrative secondo il modello del “narrative format” (Taeschner1991). Su questa base abbiamo formulato dei pre-test e post-test messi a punto per monitorare l’evoluzione della competenza linguistica dei piccoli partecipanti rispetto al loro livello di partenza e rispetto alla loro diversa età. Ho poi accostato i questionari a registrazioni audio “campione” per ciascun bambino, da analizzare successivamente utilizzando in modo integrato gli strumenti dell’Analisi del discorso (AD) e dell’Analisi conversazionale (AC).


Nel secondo dei due corsi, tra l’altro, è stata prevista anche la partecipazione di un bambino con sindrome di Down, di cui perciò abbiamo monitorato gli sviluppi, in modo da poter studiare il tipo di effetti di questo modello di insegnamento sull’apprendimento linguistico dei bambini con questo tipo di handicap.


Ho trovato una grande disponibilità da parte dei diversi collaboratori con cui ho lavorato. Per quanto riguarda le difficoltà avute appena arrivata, direi che dipendevano più dalle difficoltà oggettive della situazione (il fatto di essere arrivata alla fase finale dello stage laboratoriale, a lavoro ormai compiuto), ma quando sono partiti i corsi successivi il mio lavoro è stato davvero interessante e spero proprio che da queste ricerche venga fuori un buon lavoro.

(curato da: Laura Concetti, 2010)


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