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Facoltà di Scienze della comunicazione

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Laurea h.c. Mario Monicelli - Rassegna stampa

 

 

 

Corriere Adriatico - 16/11/2001

La lezione di Mario Monicelli regista di 50 anni di storia

Solenne cerimonia in ateneo ieri per il conferimento della laurea honoris causa in Scienze della comunicazione al regista Mario Monicelli. Una cerimonia se si vuole formale in aula magna dell’ateneo ma sostanziale nel messaggio di riconoscenze ad un uomo che ha fatto molto per il Paese non soltanto nel settore professionale che lo vede protagonista “da una vita”.

Il rettore, il preside, i docenti, gli studenti ed i semplici cittadini curiosi per quella cerimonia che ieri ha proposto un angolo visivo diverso di Mario Monicelli, il regista presente a Macerata per la decisione dell’Università - apprezzata nei vari corsi - di nominarlo dottore in Scienze della comunicazione. Sì lui, l’autore dei “I soliti ignoti” e di “Un borghese piccolo piccolo”, in aula magna per la sua “lectio doctoralis” e per significare i mille motivi delle sue regie e del suo impegno sociale, evidente e riconoscibile comunque sia che si assista ad un capolavoro dell’inizio dell’attività sia che si veda un film recente del maestro. Un esempio, almeno peri maceratesi, e quel “Panni sporchi” che Monicelli ha girato qualche anno fa in città e che sicuramente costituisce una idonea chiave di lettura delle atmosfere della nostra città, “provincia ideale” ma ben riconoscibile.
Ieri dunque è toccato a Mario Monicelli essere dall’altra parte dell’obiettivo ma è sicuro che la regia dell’Ateneo è risultata particolarmente gradevole e comunque indovinata per l’esordio di Scienze della comunicazione nel campo delle lauree honoris causa. Chi meglio di una persona che ha filmato cinquanta anni di cinematografia italiana facendo anche la storia del nostro Paese, dei suoi moduli e modelli di vita? (lp)

 

 

Il Messaggero - 16/11/2001

Il "dottor" Monicelli forse si darà alla lirica

 

 

MACERATA — Dopo oltre 60 film e numerosi premi internazionali un riconoscimento unico che ha reso felice e orgoglioso il maestro del cinema: la laurea honoris causa conferita ieri dall’università a Mario Monicelli. Il rettore Febbrajo ne ha salutato l’ingresso nel corpo accademico ponendo l’accento su una dote del regista, il dono dell’ironia che ha caratterizzato la sua lunga e felice carriera nella ‘settima arte., Febbrajo ha ricordato inoltre che a poche altre personalità l’Università di Macerata ha conferito una laurea ad honorem, tra queste il presidente della Repubblica Ciampi quand’era governatore della Banca d’Italia. La “laudatio” è stata affidata alla preside di Lettere, Simona Costa e a Cristina Bragaglia, docente di Tecniche e teorie cinematografiche. Non potevano essere tralasciati nella lunga disquisizione, film quali Totò cerca casa e Guardia e ladri, Isoliti ignoti, Un borghese piccoli, piccolo, La Grande Guerra, Leone d’Oro al Festival di Venezia, L’armata Brancaleone, Amici miei, La ragazza con la pistola e Speriamo che sia femmina. Ironia, cattiveria nella comicità, capacità di aiutare gli italiani a guardarsi allo specchio e sorridere delle proprie piccolezze. Dopo la variatio brevis del critico Fernando Di Gianmatteo, la consegna di toga e pergamena a un grande del cinema che ama definirsi un artigiano, ma che il presidente del Corso di laurea in Scienze della Comunicazione Maurizio Ciaschini ha descritto come uno dei maggiori esponenti della Commedia all’italiana, Monicelli ha tenuto una vivace Lectio Doctoralis sul Linguaggio cinematografico tra comunicazione e informazione.
Il regista è stato poi ricevuto in municipio dal sindaco Giorgio Meschini, presenti l’assessor Massimiliano Bianchini e Barbara Pojaghi presidente del consiglio comuna1e. «Saremmo lieti di affidarle la regia di un’opera in cartellone nella stagione lirica dell’estate prossima» ha detto il sindaco. E Monicelli: «Dipende dall’opera. Non sono esperto in tutto ma se mi è congeniale potrei farci un pensierino».

 

 

Il Resto del Carlino - 16/11/2001

Un maestro dell'ironia

MACERATA - Mario Monicelli riceve il prestigioso attestato “honoris causa”, conferitogli dall’Università di Macerata, come riconoscimento di una carriera cinematografica unica in ambito italiano. Nell’aula magna di Giurisprudenza già molte sono state le persone illustri che hanno ricevuto il massimo titolo di studio, come l’attuale Presidente della RepubbLica Carlo Azeglio Ciampi. Ieri mattina è stato il turno dell’artigiano del cinema mediterraneo, dell’artista che non vuoi esser definito tale. “Le mie non sono opere, ma lavori, e io stesso non mi sento un autore, quanto un artigiano che crea dei manufatti con umili strumenti”. Il rituale del riconoscimento è iniziato con l’introduzione della prof.ssa Costa e della prof.ssa Bragaglia, che hanno elogiato l’attività del regista, prendendo spunto dai tratti più caratterizzanti dei suoi maggiori lungometraggi. Quindi la parola è passata al noto critico cinematografico Ferdinando Di Gianmatteo.Per lui, semplicemente una “variatio brevis” al conferimento della Laurea. Inquadrare cioè il regista in un contesto diverso da quello consueto, smentendo e contestando lo stesso Monicelli. “Mario è un grande autore, una persona che ha le doti e le qualità di un vero artista, nonostante egli non ami definirsi come tale”. Una volta ricevuto l’attestato, il neolaureato ha esposto la sua “lectio doctoralis” dal titolo “Il linguaggio cinematografico tra comunicazione e informazione”. “Sono sempre stato ritenuto una persona dal carattere sbrigativo e, a volte, cattivo e cinico: adesso vorrei tener fede a tutto questo”. Vena comica e savoir faire si evidenziano subito nelle parole di Monicelli che, come attacca le “sconcezze” della società, non risparmia di certo la sua stessa persona, riferendosi a sé medesimo con tono ironico e auto-critico. Alla fine il regista ha concluso con una delle peculiarità più interessanti del suo far cinema, e cioè “il pormi sempre delle costrizioni all’origine dei miei lavori, per avere più stimoli e un grado maggiore di sfida”. Esempio fondamentale, l’imporsi di ricorrere il meno possibile al cosiddetto teatro di scena, in cui tutto è modificabile e rielaborabile, ma girare i propri film prevalentemente all’aperto “dove la realtà non può essere mutata”. Dopo la cerimonia all’Università, Mario Monicelli è stato ricevuto in Municipio dal sindaco e da alcuni assessori. Durante l’incontro si è parlato della città e Giorgio Meschini ha offerto a Monicelli la regia di una delle opere previste nel cartellone dello Sferisteno per la prossima estate. Monicelli ha detto: “Ci penserò...”.
Stefano Calcagni


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