La foto del mese
Foto di Pixelmatica Macerata

| Home | In Evidenza | In Ateneo | Costume e Società | Cultura e Spettacolo | Scienza e Tecnologia | Viaggi ed itinerari | Sport |
di Claudia Zavaglini
Penna San Giovanni sorge, come la maggior parte dei piccoli paesi dell’entroterra marchigiano, in cima a una collina, a 672 metri s.l.m. e dista 38 chilometri da Macerata.
Il toponimo con cui veniva chiamato nel 1100 è Castel della Penna o Castello del Monte di San Giovanni, nome evoluto poi in Penna San Giovanni: dove Penna deriva da un termine prelatino e significa “luogo posto su un altura, monte o rocca”, mentre San Giovanni Battista è il patrono del paese. Pare che questo paese sia stato originariamente, intorno al I-II secolo d.C., legato alla colonia romana Faleria; nel medioevo fu fortificato e scelto dai signori del posto come luogo di residenza. Nel XIII secolo la Rocca che si trovava sul monte fu distrutta durante un’insurrezione degli abitanti e fu ricostruita circa un secolo dopo dai Da Varano, sotto la cui dominazione il paese era caduto per volere del cardinale Albornoz. Dalla metà del XV secolo e per due decenni fu in mano di Francesco Sforza e passò infine allo Stato pontificio. Del periodo medievale si sono conservati soltanto alcuni resti della cinta muraria, la Porta Marina e la Portarella. La Chiesa di San Giovanni Battista, del XIII secolo, è stata restaurata nel 1501 e nel XVIII secolo è stata rimodernata secondo la tendenza dominante barocca. Ricordiamo anche la Chiesa di San Francesco (XV secolo) e l’antico convento adiacente, la Chiesa di San Biagio (XI secolo), la Chiesa di San Giuseppe (XVI secolo), la Chiesa di San Filomena (XIII secolo) e il Palazzo municipale che conserva un trittico riconducibile all’ambiente dei Crivelli e dei reperti di età romana. Molto importante per il paese è il Teatro Comunale Flora ubicato nel Palazzo priorale e costruito in legno nel 1780, affrescato da Antonio Liozzi ed emblematico dell’architettura settecentesca. Nel punto più alto del paese si trova la Rocca, un’antica torre ridotta a rudere e in cui la leggenda vuole si nasconda una chioccia d’oro coi suoi pulcini. Da visitare la Pinacoteca comunale d’Arte contemporanea. Non possiamo certo dimenticare la bellissima contrada di Villa Saline, distante pochi chilometri dal paese ed estesa fino alle sorgenti del Salino, le cui acque salso-bromoiodiche-solforose sono state usate dal XIII secolo per l’estrazione del sale e già dall’inizio del 1900 a scopo terapeutico (importanti soprattutto per la cura delle malattie del ricambio e della pelle). Nel Parco di Villa Saline sono suggestivi gli stagni naturali con relative vegetazioni acquatiche, mentre il Parco del Monte, situato in un punto molto elevato, permette di godere del panorama circostante. Tra i prodotti tipici: il vino cotto, il miele, i formaggi, il ciauscolo, l’olio extravergine di oliva e molti altri. Tra gli eventi più significativi la sfilata dei carri allegorici, la sagra della polenta sulla spianatora nel mese di agosto, la festa del patrono San Giovanni (24 giugno e 29 agosto) e la sagra “La Castagnata” (ultima domenica di ottobre). Negli ultimi anni il paese è cresciuto anche dal punto di vista del turismo rurale, con strutture ricettive che offrono un soggiorno confortevole all’insegna di prodotti tipici genuini e di un rapporto diretto con un paesaggio suggestivo.