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Foto di Pixelmatica Macerata

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Anche quest’anno Macerata si prepara ad accogliere il Trekking Urbano, iniziativa che ogni anno richiama in città un alto numero di appassionati e turisti. “Trekking tricolore” è il titolo dell’ottava giornata nazionale incentrata sulla celebrazione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.
Proprio in considerazione dell’alto numero di partecipanti (lo scorso anno, nonostante la pioggia, a Macerata si sono registrate più 800 persone provenienti anche da regioni quali il Veneto, Lazio, Emilia Romagna e da stati esteri come Olanda, Francia e Spagna) e le richieste di informazione che arrivano numerose in Comune, l’amministrazione comunale ha deciso di regalare ai tanti appassionati un’anteprima del trekking che si svolgerà nel pomeriggio di domenica (30 ottobre).
Il programma riprende i percorsi già sperimentati per le celebrazioni dell’Unità d’Italia dello scorso marzo, proponendo unapasseggiata culturale guidata alla scoperta dei luoghi risorgimentali di Macerata.
“I maceratesi amano molto questa inziativa” ha sostenuto Irene Manzi assessore al Turismo “e ciò ci fa molto piacere perché queste occasioni offrono la possibilità di apprezzare aspetti della città poco conosciuti e, come in questa edizione dedicata alla riscoperta dei luoghi del risorgimento, di conoscere gli avvenimenti e i personaggi della storia che da Macerata hanno contribuito all’Unità d’Italia”.
L’assessore allo sport Alferio Canesin, che ha seguito l’organizzazione del Trekking urbano sin dalla prima edizione, ha messo in luce l’aspetto sportivo dell’evento confidando una curiosità. “A Macerata proponiamo un percorso semplice e aperto a tutti che permetterà di passeggiare su un percorso di neanche due chilometri in un’ora e mezzo di camminata” ha detto Canesin, “A Siena, durante la conferenza nazionale, abbiamo scoperto che alcune città hanno percorsi lunghi fino a 6 chilometri che permettono ai partecipanti una vera e propria attività fisica abbinata a quella ricreativa”. Una proposta che l’assessore potrebbe anche promuovere nel prossimo futuro.
Trekking Tricolore è organizzato dal Comune di Macerata in collaborazione con
Associazione commercianti Centro storico e le loro "Soste golose" ; Cibaria;
Guide turistiche e naturalistiche delle Marche; Associazione strade d'Europa
ITINERARIO Sferisterio (partenza); Porta san Giuliano; Basilica Madonna della Misericordia; Prefettura; Sala consiliare del Municipio; Sala consiliare della Provincia di Macerata; Circolo Il giardinetto; Palazzo Cioci; Palazzo Torri; Monumento a Giuseppe Garibaldi.
Domenica 30 ottobre - Anteprima del Trekking con tre appuntamenti -
alle ore 15, ore 16,30 e ore 18.
Lunedi’ 31 ottobre
dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 15 alle 18,30. (Partenza gruppi ogni mezz’ora)
LUOGHI CULTURALI APERTI
Musei di Palazzo Buonaccorsi (30 e 31 ottobre, intera giornata)
Pinacoteca di Palazzo Ricci (dal 29 ottobre al 1° novembre)
Saloni della Prefettura (pomeriggio del 30 e intera giornata del 31 ottobre)
Sala consiliare della Provincia (pomeriggio del 30 ottobre)
Sede del Comune (pomeriggio del 30 e intera giornata del 31 ottobre)
Biglietti omaggio per Cibaria. A coloro che completeranno il giro turistico guidato, in omaggio un biglietto di ingresso per la Fiera enogastronomica.
Animazione turistica per bambini. I bambini potranno partecipare ad un percorso di animazione diverso da quello degli adulti grazie alle proposte dell’associazione “La sonrisa del nino”
CIBARIA IN CITTÀ: SOSTE GOLOSE E TRICOLORE. Da sabato 29 ottobre a martedì 1 novembre, ristoranti e bar propongono degustazioni e menù ispirati al tema tricolore. A tutti i clienti in omaggio un biglietto d'ingresso a CIBARIA -Fiera delle Marche di enogastronomia e ristorazione che si svolge dal 30 ottobre al 1 novembre al Centro fiere di Villa Potenza.
Doppio Zero Lab, piaggia della Torre 0733 264369
Ai Cancelli, via Mozzi 0733 264996
Da Secondo, via Pescheria Vecchia 0733 260912
Il Pozzo, vicolo Costa 0733 232360
Il Sorriso, vicolo Sferisterio 0733 232567
Kitch&art Restaurant, corso della Repubblica 0733 235811
La Volpe e l'uva, via Berardi 0733 237879
Osteria dei Fiori, via Lauro Rossi 0733 260142
Osteria dei Pigliapochi, vicolo Rota 0733 264393
Pathos Cafè, Corso della Repubblica 0733 233357
Roxy Bar, via Garibaldi 0733 232373
Trattoria da Ezio, via Crescimbeni 0733 232366
Doppio Zero Lab: L'Italia "s'è desta"...dolcetto "s'è desto" (chiuso il 30)
Ai Cancelli: Piatti di pesce dell'Italia Unita
Da Secondo: Risotto delle cinque giornate, Abbacchio al forno con cicoria saltata e Cappello del bersagliere-bonet (chiuso il 31)
Il Pozzo: Nord centro e sud italia con Pizzoccheri, Stracotto e pastiera napolentana
Il sorriso: Pastasciutta, pizza e vini tricolore
Kitch&art: Menù reale e Menù garibaldino; Uova alla Bela Rosin, Taglierini tartufati in brodo, Civet di lepre, Biancomangiare con savoiardi, Pissaladière, Minestra di verdure alla genovese, Brandade di stoccafisso con patate, Gallette dolci con uvetta
La volpe e l'uva: Tacconi di fave al guanciale con pomodoro e pecorino di fossa (chiuso il 30)
Osteria dei Fiori : Menù dedicato all'Unità d'Italia; Tortino di patate alla carbonara, Cannelloni alla Mazzini, Piatto Unità d'Italia, Dolce tricolore
Osteria dei Pigliapochi: Menù verde bianco e rosso
Pathos Cafè: Menù dedicato a Cavour, Garibaldi e Mazzini
RoxyBar: Ricette di Pellegrino Artusi (chiuso il 30)
Trattoria da Ezio: Menù tricolore; Spiedini di bandiera e Tagliatelle tricolore, Grigliata di carni italiane e dolci della tradizione.
Ha avuto proprio una felice intuizione Chiara Giacobelli quando, girando per gli scaffali di una libreria di Milano, ha pensato di realizzare una guida turistica sulle Marche, che raccontasse la regione anche negli aspetti più insoliti e meno conosciuti. Così è nata “101 cose da fare nelle Marche almeno una volta nella vita” (Newton Compton Editori, 326 pagine, euro 14.90), guida moderna per ogni viaggiatore meravigliato che voglia scoprire in lungo e in largo la nostra bella regione. Chiara Giacobelli è nata ad Ancona, ma si divide tra Milano, Roma e Bologna, dove si occupa di giornalismo e scrittura.
Partiamo dal tuo percorso formativo: sei laureata in Scienze della Comunicazione e ti occupi di cinema, giornalismo e scrittura: dopo la laurea, quali sono stati i tuoi primi passi nel mondo del lavoro?
In realtà ho iniziato a lavorare molto tempo prima di terminare l'università. Non ancora maggiorenne, ero già entrata nel mondo del lavoro svolgendo varie attività, tuttavia non ancora inerenti il giornalismo e la scrittura. Durante l'università, ho collaborato con il Corriere Adriatico: una volta laureata, ero già iscritta all'Ordine dei Giornalisti. Sempre parallelamente agli studi, ho lavorato come giornalista per varie testate e addetta stampa, specializzandomi in ambito culturale. Con l'uscita di questo mio libro d'esordio, ho smesso l'attività di addetta stampa per dedicarmi completamente al lavoro di scrittrice, autrice e giornalista.
Questa guida è di fatto il tuo esordio letterario: è senz'altro " originale" come esordio, perché non si tratta di un romanzo o di una raccolta di racconti. Com'è nata l'idea e a chi è rivolta la guida?
L'idea è nata in una libreria di Milano, dove vivevo lo scorso anno. Mi ero accorta che la Newton Compton stava pubblicando le guide della collana 101 per varie regioni e quindi ho proposto la mia: le Marche. E' a una guida rivolta a tutti, il target è molto ampio. L'intento è quello di far conoscere gli aspetti più inediti, insoliti e curiosi di una bellissima regione come le Marche, sia ai turisti sia ai marchigiani stessi che sono alla ricerca di qualche spunto per il fine settimana.
La tua guida ha senza dubbio colmato un piccolo vuoto per quanto riguarda la conoscenza della nostra Regione a livello nazionale: si parla forse ancora troppo poco delle Marche e forse ancora per luoghi comuni, mentre questa è una regione che ha molto da offrire, oltre al mare e alle colline. Ci puoi indicare un luogo particolare, un evento o una leggenda popolare che non conoscevi e che hai scoperto lavorando alla guida?
Ce ne sono molti. Ho scoperto, ad esempio, Ripe (Il Paese dei Mestieri) alle porte di Senigallia e i bellissimi borghi di Elcito (il Paese del Vento), Castel di Luco, Montelupone, Montefiore dell’Aso ed altri ancora. Di leggende le Marche sono piene, in particolare i Monti Sibillini costituiscono un vero e proprio pozzo di storie, racconti, fiabe e personaggi leggendari. Anche Monte Conero è un fiore all’occhiello delle Marche, ricco da tutti i punti di vista. Tra le manifestazioni e le feste, vale la pena ricordare quelle legate alla trebbiatura, al Cappello di Paglia a Montappone e al Merletto di Offida, per non parlare di funghi, castagne e di tante bontà gastronomiche.
Oltre al lavoro "sul campo", immagino che sia stato prezioso il supporto ricevuto dalle varie istituzioni (assessorati, enti locali ecc): secondo te a che punto siamo sotto l'aspetto istituzionale per quanto riguarda la promozione delle Marche? Perché, si sa, tutto parte da lì...
Mi sembra che in generale ci sia una grande volontà di far crescere la regione dal punto di vista turistico. Io ho ricevuto la massima collaborazione da parte di tutti gli enti e mi ha felicemente sorpreso constatare con quanta attenzione e cura le singole realtà locali, oltre alle province e alla Regione, lavorano sulla promozione turistica. Svolgono un ruolo importante anche le singole botteghe, cantine, realtà imprenditoriali e artigiane sparse sul territorio.
A tal proposito, mi permetto una piccola provocazione: secondo te bisognava proprio "scomodare" una grande icona come Dustin Hoffmann per promuovere il nostro territorio o pensi che sarebbe stato più coerente ed utile, in termini economici, farlo attraverso le risorse e i talenti locali?
Non spetta a me giudicare scelte di marketing e comunicazione, in quanto si tratta di un lavoro diverso dal mio, svolto da professionisti che certamente sanno quello che fanno. In ogni caso, è indubbio che un volto come quello di Hoffman porti quella visibilità mediatica che una risorsa locale non sarebbe stata in grado (ad oggi) di portare. Tutto ciò non esclude la possibilità di valorizzare ugualmente risorse e talenti locali.
Quanto sei legata a questa regione? Vivere e lavorare fuori ti fa apprezzare di più le tue origini marchigiane?
Si resta sempre inevitabilmente legati alle proprie origini. Nelle Marche ho ancora i miei genitori e diversi amici con cui sono cresciuta, perciò torno sempre molto volentieri. Oltretutto, è una terra rilassante e bellissima, dove fa sempre piacere trascorrere qualche giornata.
Nel tuo curriculum ci sono anche numerosi riconoscimenti e premi per racconti, sceneggiature e testi teatrali di tua penna: quale campo ti interessa di più esplorare al momento? Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Come scrittrice mi sto specializzando nelle guide turistiche e nelle biografie. La narrativa resta sempre la mia forma più intima e personale di scrittura. Sono una persona molto eclittica che si annoierebbe a scegliere un solo genere letterario. Spazio quindi dai racconti ai romanzi, dalle biografie alle guide, fino ai testi storici, gli articoli, gli speciali, i dossier e le interviste. Attualmente sto lavorando alla nuova guida nazionale dei monasteri e santuari d’Italia (sempre per Newton Compton) e alla biografia dello sceneggiatore Furio Scarpelli, insieme ad Alessio Accardo (Sky Cinema) e Federico Govoni, in collaborazione con il figlio Giacomo Scarpelli. La biografia porterà i contributi, sotto forma di interviste, di molti importanti nomi del panorama cinematografico e letterario italiano: dal maestro Dario Fo a Ettore Scola, da Ricky Tognazzi a Stefania Sandrelli, da Sandro Veronesi a Pietro Citati, da Melania Mazzucco a Paolo Virzì e Francesca Archibugi, ecc.
Cosa consigli a chi, come te, volesse intraprendere la professione di giornalista o di scrittore? E' un percorso arduo oppure realizzabile?
Dipende da dove si vuole arrivare. Trovare una propria collocazione come giornalista, magari all’interno di una testata locale, è, secondo me, un traguardo realizzabilissimo, a patto che si intraprenda questa strada con passione, serietà e impegno. Altrettanto realizzabile è la pubblicazione di un libro o di un romanzo, senza che necessariamente questo diventi il proprio mestiere.
Vivere facendo lo scrittore è un’altra cosa, un traguardo che raggiunge una persona su un milione e che, anche quando è raggiunto, non è mai certo e stabile. In questo caso, il percorso è estremamente arduo. L’unico consiglio che mi sento di dare è quello di buttarsi nell’impresa, se si è veramente convinti. pronti a combattere con le unghie e con i denti per un lungo periodo di tempo.
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Una nuova avventura nella favolosa California. Dopo San Francisco si approda nella capitale del cinema e dello shopping: Los Angeles, la seconda città più grande degli Stati Uniti, nonché una delle più famose per gli innumerevoli capolavori cinematografici e televisivi girati sul suo territorio e anche una delle più affascinanti per le sue svariate attrattive.
Appena giunta nelle vicinanze della città, la prima cosa che viene spontaneo fare è guardare dai finestrini dell’autobus in tutte le direzioni alla ricerca della celebre insegna della città di Holywood, simbolo del cinema. Arrivata sulla Hollywood Boulevard, eccola: la “Holliwood Sign”, nove lettere alte ben 13 metri ciascuna, che risaltano sulla Hollywood Hills.
E camminando per questa strada, osservando le case, gli alberghi, i grattacieli, i parchi, i ristoranti, le vetrine dei negozi, un po’ spaesata e un po’ incredula, mi ritrovo sulla “Walk of fame”, il famoso marciapiede dove sono poste le stelle dedicate alle più grandi star del cinema, della televisione e della musica a livello mondiale, con accanto l’impronta della loro mano. Tra le star della musica, oltre gli strepitosi Beatles, l’incantevole Celine Dion, la regina della canzone lirica Maria Callas, anche una delle migliori voci italiane, Andrea Bocelli, nonché la popstar Michael Jackson che con la sua morte prematura e improvvisa, un anno fa, ha lasciato nello sconforto milioni di fan.
Fra le star del cinema si ritrovano i nomi di due grandi attrici italiane: la romana Anna Magnani, che fu la prima interprete italiana nella storia degli Academy Awards a ricevere il Premio Oscar come migliore attrice protagonista per il ruolo di Serafina delle Rose nel film “La Rosa Tatuata”, la napoletana Sophia Loren, che vinse nel 1962 il Premio Oscar come migliore attrice per il film “La Ciociara”.
Altro luogo da non perdere è il quartiere di Rodeo Drive, famoso in tutto il mondo per le sue boutique, ricche di capi di abbigliamento ultra chic degli stilisti più prestigiosi, nonché costosissimi, tanto da rendere necessaria la presenza di uomini della sicurezza all’entrata. Le gioiellerie appaiono all’esterno quasi blindate; vengono esposti solo alcuni articoli delle varie collezioni di cui dispongono. E' possibile soltanto ammirare queste meraviglie, poiché pochi privilegiati, come i divi hollywoodiani, hanno la possibilità di acquistarle.
Una delle attrattive più spettacolari di Los Angeles è senza dubbio rappresentata dagli Universal Studios, dove si può accedere ai set di alcuni dei maggiori successi cinematografici. Ad esempio, si può essere proiettati nel mondo del film “La Mummia” e, un attimo, dopo essere catapultati nel terrificante scenario di Van Helsig, tra vampiri e licantropi, oppure assistere a stupefacenti giochi e acrobazie sull’acqua.
In questo viaggio non bisogna farsi sfuggire nessun dettaglio, nessun colore, nessun profumo. Non capita spesso di passeggiare per le vie di Los Angeles. Bisogna catturarne ogni aspetto e sfumatura, così da poter trasmettere le emozioni che regala ad amici e parenti che aspettano con ansia il racconto di questi luoghi che hanno sempre percepito come lontani e irraggiungibili.
La California è una terra che stupisce e spesso stordisce il turista con le sue città ricoperte di grattacieli illuminati, le imponenti colline che delimitano le strade e i centri abitati, la miriade di negozi e ristoranti pronti ad accogliere con il massimo entusiasmo ogni persona a qualsiasi ora del giorno e della notte. Ma, in realtà, si tratta di uno Stato molto rigoroso, che richiede ai suoi cittadini, come ai visitatori occasionali, un ferreo rispetto delle leggi.
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Avete mai avuto la sensazione di essere a casa in una città straniera? E’ proprio la sensazione che ho sentito quando ho visitato la città più emozionante del mondo: New York. Sembrerà banale, ma vi assicuro che è proprio così.
Rivivere tante scene di film visti al cinema: guardare il ponte di Brooklyn da una panchina come Woody Allen in "Manhattan", passeggiare a Central Park come in "Autumn in NY", visitare il museo di storia naturale come in "Una notte al museo"!
Quattro passi all'americana
Sicuramente, la prima cosa da fare prima di arrivare è organizzare un piano strategico per visitare ogni luogo, museo, monumento che possa interessarci, in modo da sfruttare ogni singolo minuto della nostra vacanza: NY è un gigante, tanto quasi da intimidirci, e le sue architetture scandiscono il nostro itinerario. Una cosa da fare è certamente abbandonare quell’italiano che è in noi e immedesimarci in un newyorkese, cercando di vivere la sua vita: corsetta mattutina a Central Park, colazione con muffin e caffè americano da Starbucks, poi metropolitana e via verso un quartiere in cui vedere tutto quello che ci è possibile.
Se sei un’amante della moda, grandi firme e tutto quello che ruota intorno al fashion system, Manhattan, ma più precisamente la 5th Avenue, è il posto che fa per te.
Il quartiere non è solamente iperconsumismo, è anche cultura: troviamo il municipio, il Moma, il Met, la borsa valori di Wall Street, l’Onu, il Plaza, il museo di storia naturale, la cattedrale di San Patrizio, l’Empire State Building, che consiglio al momento del tramonto, quando la città assume tutta un’altra luce.
Si può trascorrere anche un intero pomeriggio respirando i profumi di Central Park, immersi nel verde e immedesimandosi con le bellissime statue dei nostri cartoni preferiti, di Alice nel paese delle meraviglie e di Balto.
Non meno emozionante è lo Strawberry Fields, dedicato alla memoria di John Lennon colpito, proprio in questo punto, da un’arma da fuoco.
Se rimane del tempo, un giro sulla scia dei NY Yankees, nello Yankee Stadium a nord di Manhattan, per vedere una partita adrenalinica di puro baseball americano.
Di grande impatto, sia visivo sia emotivo, è quando si arriva a Ground Zero dove, prima dell’11 settembre 2001, sorgevano imponenti le Twin Tower e il World Trade Center. Ormai sono trascorsi diversi anni, ma quel giorno è e sarà ricordato dalle generazioni come il giorno in cui la più grande potenza occidentale si è prostrata davanti ad un nemico invisibile.
Spostandoci nella zona universitaria del Greenwich Village, inizia un’altra faccia di NY, quella che si sveste di ogni pregiudizio, quella che si toglie il viso da perbenista vestita a puntino, è la NY by night. (1/segue)
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Un salto fuori dai confini europei alla scoperta della strepitosa California. Situata lungo la costa occidentale degli Stati Uniti, è uno dei luoghi più e belli e desiderati d’America per il suo clima temperato, per le sue spiagge che hanno ospitato i set delle più famose serie televisive. Le onde dell’Oceano Pacifico attirano surfisti di tutto il mondo. E poi c’è Holliwood, la patria del grande cinema americano e non solo.
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Uno dei gioielli della costa occidentale californiana è San Francisco, famosa città statunitense, che da sempre cattura l’attenzione di turisti di ogni parte del mondo per la sua caratteristica posizione geografica - è bagnata a ovest dal Pacifico e a est dalla baia di San Francisco - nonché per l’esclusivo scenario architettonico offerto dal suo territorio ricco di grattacieli di ogni forma che svettano tra case in stile vittoriano ed edifici moderni, il tutto avvolto e custodito da una serie di ripide colline.
Al calar del sole, le luci delle case, le insegne dei locali, i grattacieli illuminati danno vita ad uno spettacolo che lascia senza parole. La città appare immensa, le luci sembrano estendersi all’infinito, è un’emozione indescrivibile.
La città rappresenta la contea più grande e importante dell’area metropolitana chiamata San Francisco Bay Area. Le vie sono super affollate a qualsiasi ora del giorno e della notte. Spesso ci si imbatte in artisti di strada che si cimentano nelle performance più stravaganti.
Passeggiando per le vie di San Francisco, ci si ritrova nella piazza principale, la Union Square, il cui nome deriva dal fatto che durante la guerra di Secessione Americana vi si svolsero molte manifestazioni a sostegno dell’esercito del Nord, quello unionista. Oggi la piazza è conosciuta per gli innumerevoli hotel lussuosi che vi hanno sede, per le svariate boutiques, per i numerosi centri commerciali e negozi dove si può trovare qualsiasi cosa ognuno abbia mai desiderato avere a prezzi più che accessibili. La cosa più sorprendente, poi, è la cortesia e l’entusiasmo con i quali i commessi si rivolgono ai clienti, tanto da rendere ancora più piacevole lo shopping. ![]()
Non si può non parlare del vero simbolo della città, ossia il Golden Gate Bridge, il cosiddetto ponte rosso che congiunge San Francisco alla Marin County, altra contea della California, oltrepassando il Golden Gate, ossia lo stretto che collega l’oceano Pacifico alla Baia di San Francisco.
E’ una vera e propria attrattiva. Per attraversarlo bisogna percorrere quasi 3 chilometri, e oltrepassare anche le due torri poste lungo di esso. Il colore, di una tonalità arancio scuro tendente al rosso, scelto in origine per renderlo più visibile nella nebbia, dona ad esso ancora più fascino e magia. Camminare per il Golden Gate Bridge, tra uomini d’affari indaffarati a parlare al telefono, persone occupate con il jogging mattutino, con accanto le auto che sfrecciano è una sensazione imperdibile. Sembra di essere stati catapultatati in una famosa serie televisiva americana. ![]()
La sensazione permane quando, voltandosi verso il mare, si scorge l’isola di Alcatraz, la leggendaria prigione, sulla quale sono stati girati moltissimi film di successo con protagonisti vari divi holliwoodiani, come Clint Eastwood, Sean Connery e Nicolas Cage.
L’isola per ben 30 anni, dal 1933 al 1963, è stata utilizzata come carcere federale di massima sicurezza, il più temuto per il rigido trattamento riservato ai detenuti.
Dall’esterno non si direbbe che un tempo fosse così terrificante. C' è il faro, costruito nel 1853 per le numerose navi che approdavano nella Baia di San Francisco per via della corsa all’oro che caratterizzò la California in quel periodo, poi il carcere: un enorme complesso bianco segnato dall’erosione del tempo e circondato da alta vegetazione.
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Non è necessario prendere un aereo per essere ufficialmente in vacanza. Ogni anno la regione Marche, in particolar modo d’estate, è teatro di innumerevoli iniziative ed eventi che possono occupare le nostre giornate, facendoci sentire davvero in vacanza, anche se non ci troviamo a distanze epiche dai nostri paesi di origine. Ecco dunque alcuni suggerimenti per un’estate diversa anche nei soliti posti.
Per chi ama l’opera dal 10 al 23 agosto Pesaro organizza il Rossini Opera Festival in omaggio al grande Gioachino Rossini.
Se amate, invece, la letteratura non potete perdervi Leopardi/Tolstoj: i grandi parchi letterari europei, dal Colle dell’Infinito al Jasnaja Poljana, mostra temporanea allestita per tutto luglio e agosto nel Palazzo Leopardi a Recanati e finanziata dal Ministero della Cultura Russo.
Per chi abbia voglia di dedicarsi a passeggiate artistiche, Ascoli Piceno organizza Chiese aperte 2011- Sulle vie del Romanico Ascolano con possibilità di effettuare anche visite guidate.
Gli amanti dell’arte contemporanea potranno dilettarsi invece con la 61^ rassegna Internazionale d’Arte. Premio “G.B. Salvi” recandosi a Sassoferrato (AN), oppure visitando la mostra Osvaldo Licini – Giorgio Morandi. Divergenze parallele allestita presso Palazzo dei Priori e Monte Vidon Corrado a Fermo, la quale si occupa di illustrare i rapporti tra i due grandi artisti.
C’è spazio anche per gli amanti del jazz nell’estate marchigiana con Corinaldo Jazz (comune di Corinaldo, ultimo appuntamento per il 7agosto), rassegna musicale ormai famosa nell’ambiente.
Se amate il folclore itinerante, il 20 agosto, a Macerata nell’arena dello Sferisterio si terrà il Festival Internazionale del Folclore. Incontro di Culture Popolari.
Per chi invece ha solo voglia di ridere e divertirsi, Grottammare (Ap) il 6 e il 7 agosto sarà teatro dell’evento Cabaret Amoremio, sempre pronto a scoprire nuovi talenti e in passato teatro di esibizioni di artisti ormai noti come Aldo Giovanni e Giacomo o Max Giusti.
Infine, tutti coloro che cercano un contatto vivo con la storia, ameranno di certo le splendide rievocazioni storiche dei centri cittadini delle Marche. Solo per segnalarne alcune, dal 13 al 15 agosto a Mondavio (Pu) si terrà la Caccia al Cinghiale, rievocazione di un’antica usanza che terminerà con un banchetto rinascimentale; Fermo sarà invece teatro, il 15 agosto della Cavalcata dell’Assunta, durante la quale le contrade fermane si sfideranno per la conquista del Palio; a fine agosto si potrà invece assistere al Templaria Festival a Castignano (Ap).
Chi lo dice che il divertimento in vacanza non si possa trovare ad un passo da casa?
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L’attore Cesare Bocci, grande professionista sia in teatro che in televisione, nativo di Camerino, è il testimonial della provincia maceratese. Egli ha, infatti, prestato la propria voce per la realizzazione delle audio guide sui luoghi più caratteristici dal punto di vista storico, culturale e artistico, nonché dal punto di vista ambientale ed enogastronomico della provincia. Le audio guide sono disponibili gratuitamente nell’area multimedia del portale del turismo della Provincia di Macerata. L’iniziativa è chiamata“Cesare Bocci ti guida alla scoperta del nostro territorio” e ha l'obiettivo di far conoscere ai potenziali turisti di altre regioni d’Italia e dell’estero, ma anche ai suoi stessi abitanti, le svariate meraviglie custodite all’interno del territorio maceratese.
Nella prima serie di audio guide Bocci offre uno scenario completo dei tratti più significativi di questa incantevole provincia. Inizia parlando dei numerosi dialetti che popolano la regione delle Marche: il Pesarese, l’Anconetano, l’Ascolano e poi la zona dialettale Maceratese - Fermano che comprende l’area centro-meridionale della regione.
L’attore prosegue deliziando gli ascoltatori con i piatti tipici della cucina maceratese. In particolar modo, si sofferma sulla cucina familiare e sull’importanza che riveste la tradizione contadina. Ogni luogo è specializzato in un particolare prodotto: la fascia Montana e dei Sibillini offre piatti a base di funghi e tartufi, mentre la costa propone specialità di pesce dell’Adriatico e il famoso quanto gustoso “brodetto”. Per quanto riguarda i formaggi, una peculiarità del posto è il Pecorino dei Monti Sibillini.
Il viaggio prosegue con l’esplorazione delle fortezze, dei castelli e dei luoghi di fede della zona. L’architettura del passato è stata fortemente influenzata dall’aspetto militare. La costruzione delle mura urbiche, delle torri di avvistamento, la scelta della posizione della città avevano come scopo la difesa delle città da eventuali invasioni esterne. Ne sono un esempio le porte delle Mura cittadine difese da torri a loro sovrastanti, che si ritrovano a Macerata, Treia, Tolentino e Corridonia.
Anche l’architettura religiosa dipendeva dalle funzioni liturgiche assegnate: così, la forma di una chiesa destinata ad essere la sede del vescovo era ben diversa da un santuario che nasceva come ringraziamento ad un santo o alla Madonna stessa per un miracolo ricevuto.
Il territorio di Macerata conserva molte altre bellezze, come il Parco Nazionale dei Sibillini, una superficie costellata da montagne, gole, ripide pareti, boschi e praterie che si estende tra le Marche e l’Umbria. Ed ancora, la riserva naturale dell’Abbadia di Fiastra, luogo incantevole per i suoi splendidi prati, il percorso all’interno del bosco e per l’Abbazia dotata di un grazioso chiostro.
Questa è solo una piccola parte dei gioielli di cui è ricco il territorio maceratese. Vi sono ancora i 57 comuni che compongono la provincia di Macerata da scoprire in ogni dettaglio e sfumatura attraverso la splendida voce di Cesare Bocci, che non avrà difficoltà a far apprezzare questi magnifici luoghi, poiché è proprio in questi stessi luoghi che è nata e si è sviluppata la sua passione per l’arte della recitazione.
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Riceviamo dal network FLARE (Libera) e pubblichiamo.
"Se vi state scervellando per decidere dove andare in vacanza, con pochi soldi a disposizione e, soprattutto, con la voglia di rilassarvi sì, ma senza dimenticare la cultura, ecco l'idea che fa per voi.
Sperando in un'estate tardiva (c'è da aspettarselo, visto il tempo incerto che abbiamo avuto fino ad ora), ai primi di settembre Otranto sarà il posto perfetto dove fare le vostre vacanze low cost. Tralasciamo di raccontarvi quanto sia bella la Puglia, e il Salento in particolare, con le sue spiagge ancora incontaminate e il mare di un blu che si vede di rado. Tralasciamo anche di raccontarvi quanto possa essere bella Otranto, città tutta passeggiate e vita. Queste sono cose che ormai si sanno, fra amici e parenti che ogni anno invadono le coste del profondo Sud.
Il motivo che vi offriamo per andare quest'anno in quel di Otranto è una summer school, riservata agli studenti che vogliono imparare, discutere, informarsi e approfondire il tema della legalità (www.ole2011.org).
Ole, acronimo di Otranto Legality Experience, organizzato da Flare Network dal 5 all'11 settembre, è un'occasione unica per approfondire tematiche legate al rapporto tra la criminalità organizzata e la globalizzazione attraverso workshop, seminari e dibattiti tenuti da relatori italiani e internazionali.
Due sono i momenti di Ole: il primo è, appunto, la summer school, dal 5 all'8 settembre, aperta alla partecipazione di circa 200 persone (quindi fate in fretta a registrarvi sul sito www.ole2011.org), che vuole individuare quali e quanto vaste siano le zone grigie nei meccanismi di funzionamento della finanza e dell’economia legale e suggerire possibili azioni di contrasto a seconda del soggetto coinvolto.
Quattro le aree di analisi: organismi internazionali, stati, multinazionali e società civile.
Il secondo momento, dal 9 all'11 settembre, è il forum aperto a tutti, con incontri, dibattiti, eventi culturali sulle tematiche della globalizzazione, della giustizia sociale e della finanza.
Parteciperanno relatori altamente qualificati provenienti da diverse regioni del mondo, tra cui Susan George, Alessandro Profumo, Pedro Paez.
Il titolo dell’edizione 2011 è “Economia Illegale, Mafie e Globalizzazione Finanziaria”, rivolto alla società civile, alla Pubblica Amministrazione e a tutti gli stakeholder.
Insomma, se ancora siete indecisi su cosa fare quest'estate, Ole è un'ottima occasione per una vacanza formativa, low cost e per di più in uno splendido luogo di villeggiatura. Cosa chiedere di più?".
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Periodo di esami. Estate alle porte. Con il caldo la concentrazione necessaria per studiare può essere seriamente compromessa e solo staccando momentaneamente la spina ci si può riprendere. Per chi studia a Fermo, ma anche per tutti gli altri studenti, ecco un insospettabile itinerario naturalistico proprio a due passi dal capoluogo fermano, dove è possibile concedersi una pausa rigenerante.
Il Bosco del Cugnolo, una delle aree protette della Regione Marche, si trova a Torre di Palme, piccolissimo centro abitato a strapiombo sul mare, a cinque minuti da Porto San Giorgio, proseguendo a sud verso Marina Palmense. Chi non è automunito può raggiungere Torre di Palme in autobus partendo dal capolinea dei bus – all’uscita della stazione ferroviaria- anche se ci sono poche corse, perciò è bene informarsi prima sugli orari.
Una volta giunti nel piccolo borgo, troverete facilmente le indicazioni segnaletiche per il boschetto, che si raggiunge con una decina di minuti a piedi, allontanandosi di poco dal centro storico.
L’inizio del sentiero è riconoscibile per la presenza di una bacheca informativa e di alcuni paletti di legno che tracciano il percorso. Se avrete voglia di spendere cinque minuti nella lettura, riceverete un’infarinata generale sulla storia geologica e floristica e sulla “grotta degli amanti”.
Nove ettari di bosco, il Cugnolo è un raro esempio di residua macchia mediterranea sul litorale adriatico - insieme al promontorio del Conero e al Gargano in Puglia: roverella, corbezzolo, ramno, leccio, querce secolari sono alcune delle specie botaniche caratteristiche. Il sentiero da percorrere è agevole, quindi anche se non siete escursionisti esperti non temete: l’importante è avere scarpe da ginnastica idonee (e per idonee intendo non snickers, o rischiate di scivolare ogni tre per due) e un abbigliamento comodo. Dopo aver oltrepassato il fosso di San Filippo col suo ruscello, il sentiero entra nel vivo della vegetazione e, come per magia, spariranno i rumori della – purtroppo - vicina autostrada e vi sarà possibile riconciliarrvi con la natura e col mondo (dimenticando per qualche istante i libri d’esame che vi attenderanno al ritorno).
Lungo il percorso ci sono diversi punti di affaccio panoramico sulla rupe pliocenica (cioè di un’era geologica tra 6 e 3 milioni di anni fa) su cui poggia Torre di Palme; altri brani di roccia pliocenica, dal caratteristico colore rosso aranciato (dovuto alla presenza di ferro) li incontrerete proseguendo nel cammino. Dopo alcuni minuti ecco un suggestivo affaccio sul mare; ed ecco, purtroppo, di nuovo i rumori della sottostante autostrada, unico vero neo di questa area di fatto completamente priva di antropizzazione. In questo punto del percorso è stata allestita una zona sosta con tavoli e panche, rigorosamente in legno: se volete concedervi uno spuntino en plein air siete liberi di farlo, a patto di ripulire e portare via i vostri rifiuti. Periodicamente i volontari del Cai fanno sopralluoghi per la manutenzione e la pulitura del bosco, il tutto in maniera volontaria. E’ perciò importante prenderci cura anche noi, per il tempo che vi trascorreremo, di questo piccolo gioiello della natura.
La ciliegina sulla torta di questa passeggiata è la storia che lega questi luoghi alla vicenda dei due amanti che qui trovarono la loro morte. Giunti a metà percorso, infatti, vi troverete di fronte ad un ripido passaggio in salita: alla vostra destra troverete delle funi di appoggio con le quali aiutarvi a salire. Non lasciatevi impressionare dall’inclinazione: si può fare agevolmente e soprattutto ne vale la pena. Questo breve tratto solo all’apparenza impervio, vi condurrà alla grotta degli amanti, catapultandovi in un altro tempo. Era il 1911, nel pieno della guerra coloniale in Libia, quando il giovane soldato Antonio, in licenza per qualche giorno, torna nella natia Torre di Palme dalla famiglia e da Laurina, sua promessa sposa. L’amore tra i due è così forte che Antonio, finita la licenza, diserta la chiamata e con Laurina si nasconde nella grotta di arenaria scavata nelle pareti tufacee del Cugnolo (proprio dove siete voi adesso: un minuscolo e basso antro quasi inaccessibile). Si nutrono con il pane e i pesci che i pescatori locali fanno pervenire loro in gran segreto, ma dopo una settimana le autorità militari vengono a sapere del disertore e si mettono alla ricerca di Antonio. Prontamente informati dai pescatori amici, i due giovani amanti, forse presi dallo spavento e dal rimorso, decidono di togliersi la vita e si gettano nel fosso di San Filippo, a 70 metri di altezza, legati insieme dallo scialle di Laurina. La giovane donna morirà sul colpo, mentre Antonio resterà paralizzato e morirà dopo tre mesi di lenta agonia. Non si sa se e dove siano stati seppelliti; sappiamo soltanto che a Laurina venne negata l’estrema unzione in quanto suicida. Qualche appassionato volontario della sezione fermana del Cai sta svolgendo delle ricerche personali al fine di trovare le tombe dei due amanti, con l’idea di ricordarli in questo che è l’anno del centenario dalla tragica vicenda. Staremo a vedere.
Il percorso prosegue in tondo ancora per una ventina di minuti e vi riporta infine al punto di partenza. Avrete così passato una salutare ora e mezza – due ore se ve la prendete comoda - lontano da tutto e tutti, con la mente fresca e pronta per una nuova full immersion, stavolta sui libri.
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L'università è così: si studia, ci si diverte, nascono amicizie e amori nuovi, si cresce e si diventa adulti. C'è, poi, chi si impegna per gli altri, chi sceglie di tuffarsi in un'esperienza forte, importante come il Servizio Civile all'estero. É stata anche la scelta di Guido Palazzolo, brillante studente della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Macerata, che ha capito che nella vita non basta studiare. Per questo ora si trova in Albania, a Bathore, una frazione della periferia di Tirana, come civilista della Caritas di Macerata.
Tirana è una città europea sotto tutti gli aspetti, ma a pochi chilometri dalla capitale della Terra delle Aquile, il mondo è diverso. Bathore è un quartiere "fantasma", dove le costruzioni, le attività presenti e le persone sono inesistenti dal punto di vista giuridico-istituzionale. É la povertà che regna in questo piccolo pezzo di terra, povertà che trascina dietro di sé tutto ciò che ha di più “caro”: ignoranza, sofferenza, malattie, miseria.
C'è però un nemico accanito di tutto ciò. Sono tutte le organizzazioni no-profit, tra cui la Caritas maceratese, che ogni giorno prende in mano la bandiera della solidarietà, dell'amicizia e della carità e, senza arrendesi, continua la sua guerra alla povertà. E di battaglie ne ha vinte tante. É qui che troviamo il nostro studente-civilista, Guido Palazzolo, tra baracche e bambini che non hanno ancora perso la gioia di un gioco a pallone.
Come mai in Albania, Guido?
Era da tempo che volevo fare una scelta importante nella mia vita, fare qualcosa di concreto, di vero, di positivo. Con gli stessi propositi avevo già cominciato un master che forma manager per il terzo settore a giugno dello scorso anno mentre a settembre, per caso, mi è arrivata una email dell'Informagiovani Macerata, dove, tra le varie opportunità di stage, lavoro e concorsi, c'erano anche le informazioni relative al servizio civile, il bando e le offerte dei posti disponibili in provincia. Onestamente non ho mai pensato di fare il servizio civile, ma quando ho visto che c'erano due posti disponibili alla Caritas per andare a Bathore, vicino Tirana, sono rimasto entusiasta. Ho fatto la richiesta e a fine novembre ho ricevuto la bella notizia che ero stato ammesso. Devo dire che quella notizia mi ha un po' scombussolato i piani, mi preparavo a passare un altro anno a Macerata e, invece, mi sono ritrovato immerso in un paese affascinante, ricco di tradizioni e costumi diversi dai nostri.
Come stai vivendo questa esperienza?
Questa esperienza in Albania sta sicuramente sviluppando in me un forte spirito critico. Basta osservare la gente, i loro modi di fare, di dire e mi rendo conto che, per quanto diverse siano le nostre culture, tutte le persone reagiscono allo stesso modo alle emozioni, hanno una logica simile alla nostra nell'affrontare i problemi quotidiani.
E' una vera e propria esperienza di vita dunque?
Non è un'esperienza di studio e neanche di lavoro. E', appunto, un servizio, un donarsi all'altro e al bisogno collettivo; ma svolgere il servizio civile all'estero ha delle peculiarità: vivere in un contesto differente, in situazioni sociali più a rischio, nel mio caso vedere e toccare con mano la povertà, quella vera, fatta di persone che piangono dalla fame e dalla disperazione.
Sono tanti gli studenti albanesi a Macerata e sicuramente ne conoscerai tanti anche tu. Cosa ne pensano loro della tua scelta ed esperienza?
Devo dire che mi hanno un po' sorpreso. Quasi tutti mi hanno detto: come? Vai in Albania? A fare che? Stai attento. Solo un ragazzo mi ha presentato l'Albania come un posto bello e divertente in cui vivere. Per non parlare poi degli italiani: tutti mi hanno risposto: eeeeeh??
E' cambiato il tuo modo di vedere l'Albania, gli albanesi? E' cambiato il tuo rapporto con gli studenti albanesi a Macerata?
Sicuramente. Vedo oggi l'Albania un paese diverso da come l'avevo immaginato; le persone molto più simili a noi. È in atto un processo di "occidentalizzazione" che, ahimè, rende tutti i paesi ormai familiari in troppe cose. L'Albania è un paese meraviglioso per quello che ho potuto vedere, ha dei paesaggi stupendi, si mangia benissimo ed è molto ospitale. Il rapporto con gli albanesi che vivono a Macerata non è cambiato e non cambierà. Non li vedo migliori solo perché ho finalmente conosciuto il loro paese d'origine. Al massimo comprendo le loro difficoltà e certi loro usi, ma il giudizio su una persona deve rimanere sempre individuale e circoscritto.
Sei contento della tua scelta. Lo consiglieresti?
Sono estremamente contento. È una scelta importante e coraggiosa, allarga la mente e stimola la crescita personale. La consiglio a tutti come scelta, ma soprattutto ai più giovani, magari a chi ancora deve cominciare l'università, un anno sabbatico dove si può capire veramente tanto su se stessi e sul mondo che ci circonda. Questo aiuterà molto al ritorno, per una scelta degli studi più consapevole.
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