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Tra i due litiganti...il terzo è ibrido. Ovvero, come Google vincerà la battaglia tra tv e internet

03-09-2008

di Diego Cacchiarelli

Che il rapporto tra Tv e Internet non sia dei più facili non è un mistero. Entrambi hanno ottime frecce nel loro arco per poter essere il mezzo di comunicazione “definitivo”. Oggi, però, una novità proveniente dal web potrebbe decretare il futuro vincitore di questa ipotetica (ma neanche tanto) gara.

Sto parlando della creazione di una nuova piattaforma di condivisione dei contenuti creata dal consorzio europeo P2P-Next (http://www.p2p-next.org/), che, con i 15 milioni di euro della comunità europea e i 4 dei partners privati (tra i quali la gloriosa e lungimirante BBC), è arrivato a creare un nuovo formato di file (.tstream) e un player dedicato (swarm player – http://trial.p2p-next.org/). Tale combinazione sembrerebbe poter fornire in contemporanea dati audiovideo a una quantità illimitata di utenti. Detta così la notizia lascia il tempo che trova, quindi meglio offrire qualche dettaglio in più per comprenderne la portata innovativa.

Il nuovo formato di file .tstream è sostanzialmente un file torrent con la differenza che, mentre il file torrent tradizionale consente la condivisione di contenuti esistenti, il nuovo formato (tramite lo swarm player) gestisce la condivisione di file “live”. Per semplificare con un esempio: se con il file torrent possiamo scaricare dal web la puntata di ieri della nostra serie preferita (registrata, digitalizzata e messa in condivisione da qualcuno), con il .tstream+swarm player possiamo scaricare e vedere la puntata di oggi in diretta! A tale novità va aggiunto anche il fatto che questi nuovi strumenti sono stati rilasciati sotto licenza open source che, senza addentrarci troppo in termini legali, significa che sono di libero utilizzo e sostanzialmente gratis. Tanto per capirci, nessun decoder da comprare, al limite solo il pagamento dei contenuti che intendiamo vedere nel caso in cui siano coperti da diritto d'autore.

Qual è la reale portata innovativa? Beh, siamo molto oltre il classico e limitato streaming di flussi video e credo di poter dire che siamo vicini ad una reale convergenza tra tv e web con una sostanziale supremazia del mezzo informatico a discapito della tv. Affermo questo anche per un'altra ragione: fino ad ora il maggior limite di internet rispetto alla tv è stato che il web offre solo i contenuti cercati dall'utente, mentre la tv offre informazioni senza alcuna richiesta specifica se non il canale da selezionare. In definitiva, oggi il web è meno semplice da usare, proprio perché chiede all'utente di scegliere (e, quindi, pensare) cosa vorrà vedere.

E qui entra in gioco il colosso Google, che in questi anni è cresciuto grazie a strategie più che lungimiranti candidandosi a diventare l'entità che per prima farà convergere tv e web in un unico strumento. In estrema sintesi, ecco quello che Google ha fatto: da una parte, ha creato e ottimizzato un algoritmo di ricerca che ha semplificato al massimo le modalità per trovare qualunque tipo di informazione e, dall'altra, ha acquistato YouTube, leader mondiale per l'offerta di video in rete, acquisendo così know-how, utenti e visibilità per porsi come riferimento di erogatore di videocontenuti a facile fruibilità e veloce reperimento. Il nuovo protocollo e il nuovo player sembrano, quindi, essere la ciliegina sulla torta di Google. Il tutto, antitrust e majors permettendo che, a dirla tutta, permettono molto poco. A tal proposito credo valga la pena andarsi a leggere la news http://www.mediaset.it/corporate/salastampa/2008/comunicatostampa_4550_it.shtml il cui titolo: “Mediaset cita Youtube per 500milioni di euro” la dice lunga sull'attuale rapporto tra i due mezzi di comunicazione.

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