La foto del mese
Foto di Pixelmatica Macerata

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Vuoi cambiare colore degli occhi? Li vuoi azzurri o verdi? Da oggi non è più un problema. Dagli Stati Uniti una nuova procedura sperimentale ha permesso, attraverso il bombardamento con raggi laser, di cambiare il colore degli occhi secondo i propri desideri.
Bastano 20 secondi per avere occhi di un nuovo colore: ecco la scoperta del dottor Greg Homer, dello Stroma Medical Center in California. Con questa tecnica si potrà cambiare colore dell’iride con la stessa semplicità con la quale si fa la tinta dal parrucchiere. Il medico statunitense ha creato un laser capace di trasformare gli occhi marroni in occhi di un blu intenso. La scoperta nasce dal fatto che gli occhi di tutti gli esseri umani hanno il pigmento del colore marrone, ma chi ha gli occhi blu ne possiede di meno. Alla luce di questa scoperta, la soluzione viene da sola: basta togliere un po’ del pigmento marrone per far saltar fuori il blu.
L'operazione avviene in questo modo: dopo aver opportunamente tarato un laser, il medico verifica che tutto sia perfettamente in ordine e in 20 secondi si “brucia via” il marrone degli occhi, poi si aspetta qualche giorno, in modo che il blu cominci a venir fuori. Questo intervento è totalmente innocuo e non produce conseguenze indesiderate per la salute dei pazienti. L’operazione potrebbe essere a breve alla portata di tutti, tranne che negli Usa, dove ci vorranno almeno tre anni prima che venga approvata. Il costo medio è di circa 3.500 euro per tutti e due gli occhi, senza ricoveri e senza effetti collaterali. Il rovescio della medaglia, come in tutte le cose, c’è tuttavia anche qui.
Sembra una straordinaria conquista di libertà, ma secondo gli psicologi finirà per essere la corsa a una nuova omologazione estetica. Il boom di richieste scatenate dopo la divulgazione della notizia fa credere che ci sia un'insicurezza latente all'interno della società, una società che vive in maniera evidente un cattivo rapporto con il proprio corpo.
L'idea che ne esce è quella di una bellezza costruibile su misura; di un corpo imperfetto che si può, anzi, si deve correggere.
Entrare e uscire dalla propria immagine, smontare e rimontare le proprie fantasie attraverso travestimenti e trucchi è del tutto innocuo, qualora l'identità rimanga solida e ben radicata. Le persone contente di sé sono, infatti, disposte ad accettare i propri difetti fisici come qualcosa di unico che le rende speciali e originali.
Mutare il colore degli occhi potrebbe, però, produrre una metamorfosi nella quale, chi si sottopone all'intervento, rischia di perdersi e di non riconoscersi più. Gli occhi azzurri non vedranno mai le stesse cose che vedono gli occhi neri.
Dal mondo del social networking sono in arrivo interessanti novità, rilevanti per gli utenti in generale e, soprattutto, per gli internauti attenti alla privacy.
Sta per essere aperto al pubblico “Diaspora”, un progetto che avrebbe come obiettivo la creazione di una rete sociale utilizzando un sistema decentralizzato e sicuro. L'idea è venuta qualche tempo fa a quattro ragazzi della Courant Institute of Mathematical Sciences della New York University: Daniel Grippi, Maxwell Salzberg, Raphael Sofaer e Ilya Zhitomirskiy (quest'ultimo è da pochi giorni deceduto, come riporta il sito Webnews.it). Di “Diaspora” si parla già da diversi mesi. L'attenzione della stampa verso il nuovo network è, però, aumentata in questi giorni, visto che i gestori del servizio starebbero preparando l'accesso al grande pubblico, dopo un periodo di test. L'edizione on-line de “Il Sole 24 Ore” parla della prossima apertura in un articolo del primo novembre scorso.
Consultando la voce “Diaspora (software)” dell'enciclopedia on-line “Wikipedia”, versione italiana, si possono leggere alcune proprietà del nuovo servizio. Nell'enciclopedia è spiegato che Diaspora “è un personal web server libero che implementa una rete sociale distribuita”. Le funzionalità offerte sono simili a quelle di un noto social network, Facebook. Una delle principali novità proposte sarebbe ricollegabile al concetto di decentramento. “Wikipedia” spiega che ogni macchina su cui “Diaspora” è installato viene chiamata “pod”. Il “pod” raccoglierà tutte le informazioni dell'utente in un unico luogo. Le relazioni tra nodi “amici” saranno sicure, perché criptate. Agli utenti, che non hanno la possibilità di ospitare il software su un proprio server, verrà offerto un servizio per creare un account su un server terzo. Quindi, il programma potrebbe essere facilmente utilizzato anche dai non esperti di informatica.
“Diaspora” è, inoltre, un software libero, distribuito sotto licenza Agpl. Alcune altre caratteristiche annunciate sarebbero: la condivisione sicura di contenuti multimediali, l'integrazione di servizi di terze parti, un protocollo di messaggistica istantanea e l'integrazione di un servizio di Voip.
Visitando la pagina web Joindiaspora.com, uno dei “punti di accesso” al network, appare da subito la scritta “Condividi ciò che vuoi, con chi vuoi”. Più in basso, alcune parole chiave: scelta, proprietà, semplicità. Le frasi che seguono ad ogni vocabolo mettono in risalto l'attenzione che il progetto dedicherebbe alla tutela della privacy degli utenti. La suddivisione dei contatti in gruppi, chiamati “aspetti”, permetterebbe di condividere foto, racconti e altro solamente con le persone desiderate. Dopo la seconda parola, “Proprietà”, è anche scritto che “Su Diaspora possiedi le tue foto, se le vuoi condividere non hai l'obbligo di cedere i diritti d'uso a nessun altro. Tutto ciò che pubblichi rimane tuo ed hai il controllo sulla sua diffusione”. Per conoscere in prima persona questa nuova iniziativa, è possibile accedere al sito Joindiaspora.com.
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E' cosa piacevole e inaspettata scoprire che il piccolissimo borgo di Ripe San Ginesio – nemmeno mille abitanti, in provincia di Macerata - è il punto di riferimento per tutto ciò che riguarda ecosostenibilità e biodiversità. Ripe San Ginesio “ sta avanti”, si direbbe in slang giovanile. Si è, infatti, conclusa a luglio la seconda edizione di “Borgo Futuro”, meeting delle energie rinnovabili e sostenibili, nato nel 2010 in occasione dell’anno della Biodiversità nell’ambito della Comunità montana dei Monti Azzurri.
Ripe, a dispetto della sua natura medievale, vanta una tradizione ultra ventennale nel campo dell’arte contemporanea: ogni anno si svolge la rassegna “Ripe Arte” e ogni anno si realizza un’opera per il Parco delle Sculture lungo il viale degli Artisti, in pieno centro storico. Camminando per i vicoli si incontrano, infatti, numerose installazioni di artisti contemporanei come Tulli, Peschi, Bompadre, Barisani, Craia e altri: installazioni uniche, così com’è unico il parco giochi dei bambini, allestito con giochi-sculture d’artista.
L’unica cosa “ cementificata” a Ripe San Ginesio è il connubio tra il piccolo borgo e l’arte, un legame che è diventato espressione dell’intera cittadinanza e che ha fatto di questo progetto amministrativo un vero e proprio modus vivendi all’insegna della vivibilità. A questa realtà d’avanguardia si aggiunge “Borgo Futuro”, un momento di incontro, confronto, coesione e condivisione anch’esso unico nel suo genere. L’edizione 2011 del meeting ha proposto un ricchissimo programma di eventi e ospiti: da Andrea Vianello a Don Franco Monterubbianesi, da Elio Veltri a Bobo Rondelli, che ha chiuso simbolicamente la seconda edizione del meeting col suo concerto.
Dire che Borgo Futuro è una fiera di paese sarebbe scorretto, così come sarebbe dire che si tratta di una sagra gastronomica, di un festival musicale, di una rassegna d’arte contemporanea o di una serie di convegni di settore. E’, invece, esatto dire che Borgo Futuro è questo e molto altro: improvvisazione teatrale, sperimentazione musicale, laboratori di manualità, educazione al riciclo e al riuso. Parte integrante del festival 2011 è stato il gruppo maceratese per la “decrescita felice”, che con laboratori pratici e informazioni sul consumo critico, ha fornito ai partecipanti gli strumenti basilari per una nuova autosufficienza all’insegna della sostenibilità ambientale. Anche la musica è stata ecologica: grazie ad una serie di accorgimenti e alla disponibilità degli artisti che vi hanno preso parte (il già citato Rondelli, la folk band romana Rein, quella marchigiana dei Rocko e The Rolls, Stefano Fabbroni e Lo Trainanà, il chitarrista jazz Freddy Giorni) gli show sono stati a ridotto impatto ambientale e con emissioni limitate di CO2. Presenti diversi stand gastronomici di cucina locale, macrobiotica e con prodotti del commercio equo e solidale, il tutto usando, rigorosamente, piatti e bicchieri biodegradabili.
“Borgo Futuro” è un’esperienza da fare: è un modo per scoprire un piccolo gioiello tra i molti centri abitati del panorama marchigiano e un momento di riflessione e svago insieme, dove le forme condivise della musica e dello spettacolo si incontrano in nome di un futuro migliore, per tutti.
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Macerata Taptour (www.imacerata.it) è un'applicazione per i telefonini di ultima generazione che consente ai turisti, ma non solo, di accedere rapidamente alle risorse del territorio: servizi, informazioni storiche, artistiche, culturali e naturali, peculiarità enogastronomiche, attività commerciali e ricettive.
E' stata l'assessore comunale alla Partecipazione, Federica Curzi a presentare questa applicazion destinata ai turisti e ai cittadini sviluppata dalla Sintab Srl di Sulmona per dispositivi Apple e Android che sfrutta la localizzazione Gps per ottimizzare la fruizione delle informazioni e che potrà essere scaricata gratuitamente.
"L'apertura di punti wi fi free in città faciliterà ancora di più l'uso di internet e della tecnologia per molti tipi di servizi. E' questo un modo innovativo - ha aggiunto l'assessore Curzi - stimolante per i giovani e gli studenti universitari, accessibile a chiunque e in qualunque luogo si trovi, per rendere fruibile la nostra città".
Un invito agli operatori del territorio, cui il Comune ha spedito una lettera a firma congiunta degli assessorati alla Partecipazione e alle Attività produttive, è stato rivolto loro da Giampaolo Tronca e Sussanna Iraci, rispettivamente amministratore e responsabile commerciale della Sintab, per entrare in rete.
"Così - è stato detto - potranno promuovere le proprie attività attraverso la presenza sul portale web e sito www.imacerata.it, sulle applicazioni mobili Apple e Android, inserendo tutte le informazioni per far conoscere al meglio i propri prodotti e servizi con testi, foto e video, con la presentazione di offerte e promozioni e la segnalazione di eventi".
"Il progetto si colloca sull'idea di sviluppo di una Macerata città digitale - ha concluso l'assessore Curzi -. Tramite internet la città può diventare democraticamente vivibile: piazze, strade, centro storico, locali, intrattenimento, cultura a portata di mano e alla portata di tutti".
Info: www.imacerata.it
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Quest’anno la facoltà di Scienze della formazione dell'Università di Macerata ha avuto un ruolo da protagonista sulla scena nazionale ed internazionale. La collaborazione più feconda si deve allo scambio avvenuto con l’università polacca di Bialystok; in questa città si è recato per scambi didattici e di ricerca il professor Piero Crispiani, docente di Pedagogia della disabilità e Pedagogia clinica, che presta particolare attenzione alla ricerca sui disturbi specifici dell’apprendimento. Successivamente è nata una collaborazione con l’università di Torun, con la quale già da due anni era in atto una feconda attività di scambio dei risultati nel campo della ricerca. Le docenti polacche sono venute in Italia ad esporre le teorie adottate in Polonia per la cura specifica dei bambini affetti da DDA. Con questa sigla si intendono i disturbi specifici di apprendimento, definiti anche con la sigla F81 nella Classificazione Internazionale ICD-10 dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, che fanno parte della famiglia dei disturbi evolutivi specifici. Si tratta di disturbi relativi ad alcune abilità specifiche, che non permettono una completa autosufficienza nell'apprendimento, poiché le difficoltà si sviluppano sulle attività che servono per la trasmissione della cultura, come, ad esempio, la lettura, la scrittura e il far di conto.
I disturbi specifici di apprendimento si verificano in soggetti che hanno intelligenza, caratteristiche fisiche e capacità di imparare nella norma. In un soggetto si possono verificare anche più disturbi contemporaneamente; si ritiene che abbiano tutti la medesima origine di tipo neuropsicologico e che comunque siano solitamente a carattere ereditario. I disturbi specifici di apprendimento più frequenti sono: dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia, che possono essere rilevati principalmente durante la scuola primaria; il disturbo specifico del linguaggio, o disprassia, il disturbo dell'elaborazione auditiva, o disturbo dell'apprendimento non verbale, sono invece evidenti in età prescolare e nell’infanzia.
Poiché questo ambito di studio è molto importante per la società odierna, vista l’alta incidenza con cui queste difficoltà si presentano, è stata avviata una collaborazione Erasmus per realizzare la mobilità di docenti e studenti tra i due atenei. Tale mobilità ha portato anche alla progettazione di un congresso da realizzare nel 2011, per avviare nuove ricerche sulla dislessia e sulla strumentazione per la diagnosi e il trattamento.
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Si è parlato di vita, morte, legge e Costituzione. Il convegno dal titolo “Testamento biologico e libertà negate. Verso una legge anticostituzionale?” organizzato dalla Facoltà di Scienze politiche (cattedra di Istituzioni di diritto privato) dell'Università di Macerata con la partecipazione dell’Aiaf Marche (associazione italiana degli avvocati per la famiglia e per i minori) ha visto la partecipazione di voci influenti nel campo bioetico.
Il controllo sulla fine della vita
La relazione del Prof. Maurizio Mori, professore di bioetica dell’Università di Torino, sul tema “Testamento biologico come affermazione delle libertà biomediche” ha toccato i punti chiave del dibattito bioetico allo stato attuale. “Così come la rivoluzione industriale ha consentito all’uomo il controllo del mondo inorganico – ha detto - la rivoluzione biomedica che è ora in atto segna l’evoluzione di tecniche e nuove conoscenze che ci consentono un maggiore controllo del mondo organico”. Uno dei risultati più rilevanti di questo processo è il controllo sul fine della vita. Alcune cifre: oggi l’80% delle morti avviene in ospedale, quasi a dimostrare una sorta di programmazione su un evento che fino a pochi decenni fa era “breve, imprevisto, prematuro e improcrastinabile”. Ancora: il primo censimento del Regno d’Italia rilevò che l’attesa di vita media era di 44 anni e mezzo. Oggi si attesta intorno ai 90 anni. Le riviste epidemiologiche prevedono che nei prossimi anni la soglia continuerà ad alzarsi.
Decidere sul proprio corpo
“Il punto centrale è che ci troviamo di fronte ad un problema che prima non c’era” ha spiegato il Prof. Mori “le condizioni normative sono cambiate”. Oggi grazie al consenso informato, il soggetto ha la titolarità di decidere sul proprio corpo. Persino farsi tagliare un capello è espressione della titolarità che ognuno ha su di sé! “Anche la perdita della “competence”, cioè della capacità decisionale, non potrebbe far venir meno la titolarità poiché la volontà del soggetto rimane nel tempo: questa è l’essenza del testamento biologico, che è quel “documento scritto in cui si indicano le proprie volontà” e può quindi essere considerato una sorta di estensione del consenso informato. “Il consenso informato è un atto di sovranità e la sua presenza nel nostro ordinamento è importante, perché senza di esso si tornerebbe indietro di almeno due decenni”. “Mi auguro che venga approvato un disegno di legge più liberale di quello attuale - ha concluso il Prof. Mori - in cui le volontà dell’interessato trovino attuazione e che sia uno strumento per liberarsi da quelle concezioni ataviche che automaticamente vengono spesso applicate alle nuove realtà storiche”.
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Si è da poco concluso il ciclo di conferenze promosso dal Dipartimento di Beni Culturali dell'Università di Macerata, “Eppur si ricerca ancora. Problemi, primi risultati e prospettive future”. Sette incontri per discutere e confrontarsi sulle ricerche in corso nel Dipartimento fermano, analizzando nello specifico le problematiche legate a gestione, conservazione e valorizzazione dei beni culturali. I seminari, tenuti da ricercatori e docenti, hanno visto in alcuni casi la partecipazione di giovani laureati, secondo lo spirito dell'interdisciplinarità, tratto caratteristico della ricerca in un settore complesso come quello relativo al patrimonio culturale, dove ambiti tecnico-scientifici, economici ed artistici si intrecciano e supportano a vicenda.
“ L'iniziativa è stata pensata anche per avvicinare il pubblico – gli studenti, ma pure la cittadinanza – agli obiettivi, ai metodi e agli strumenti propri della ricerca universitaria, che le campagne contro l’istruzione superiore e universitaria dei mesi passati hanno ampiamente bistrattato”, ci spiega la professoressa Mara Cerquetti, ricercatrice in Economia e gestione delle imprese e tra i promotori dell'iniziativa. “Il ciclo di seminari ha fornito l’opportunità di far conoscere ai colleghi e agli studenti non solo i contenuti delle proprie ricerche, ma anche i problemi scientifico-metodologici che le sottendono, aprendo alla possibilità di future collaborazioni, fornendo ulteriori sollecitazioni, e in alcuni casi possibili risposte a problemi ancora aperto.” Le conferenze sono state anche un momento per presentare agli studenti i risultati delle campagne di scavo e delle attività di ricognizione topografica, ai quali molti di loro hanno partecipato attivamente negli ultimi anni.
“Eppur si ricerca ancora” ricalca la celebre frase attribuita a Galileo Galilei ( “Eppur si muove ancora” pronunciata dallo scienziato davanti al tribunale dell'Inquisizione dopo l'abiura della teoria eliocentrica) e il chiaro riferimento vuole sottolineare lo stato attuale dell'università italiana, dove si continua a ricercare nonostante tutte le difficoltà e nonostante l'impegnativa attività didattica, che i ricercatori ormai svolgono ordinariamente al pari dei professori.
“Tutto questo rende molto difficile capire quale potrà essere in Italia il futuro della ricerca, che ancora presenta molte incognite, a partire dal ruolo dell’ANVUR ( Agenzia Nazionale per la Valutazione dell'Università e della Ricerca) e dai criteri di valutazione della ricerca, il cui scioglimento è demandato a decreti attuativi (almeno 40 secondo la CRUI) di cui le Università sono ancora in attesa”, prosegue la professoressa Cerquetti. “Di certo, la ricerca è più debole, da diversi punti di vista: basti considerare che la L. 240/2010, oltre a non aver accolto le istanze espresse dai ricercatori, ha sancito la scomparsa della figura del ricercatore a tempo indeterminato”.
La situazione, insomma, non è rosea, ma i ricercatori del Dipartimento di Beni Culturali non si scoraggiano e anzi proseguono al massimo nelle proprie attività. Il prossimo appuntamento in agenda è la presentazione della rivista “Il capitale culturale. Studies on the Value of Cultural Heritage”, che si terrà a Fermo venerdì 6 maggio presso la Sala Congressi della Carifermo e sabato 7 maggio presso l'aula magna della Facoltà di Beni Culturali.
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La piattaforma “S.OR.PRENDO” è stata sperimentata per la prima volta quest’anno durante il salone dell’orientamento di Unimc. In questa occasione sono stati raggiunti grandi numeri, più di mille presenze tra gli alunni di quasi venti scuole superiori marchigiane, ma anche qualche studente isolato proveniente da altre regioni e desideroso di conoscere meglio questa realtà. Ai ragazzi sono state fornite tutte le informazioni necessarie per potersi muovere all’interno della città e tra le facoltà oltre alla possibilità di ascoltare la testimonianza di quelle persone che vivono già l’esperienza del nostro Ateneo e dei servizi che esso offre ai suoi iscritti.
La novità è stata, appunto, la possibilità di seguire dei laboratori pratici di orientamento, tra i quali, il più originale è stato, sicuramente, quello guidato attraverso la piattaforma “S.OR.PRENDO”. “S.OR.PRENDO” è un programma di orientamento alle professioni sponsorizzato dalla Regione Marche che permette di esplorare le caratteristiche essenziali di diverse professioni, in relazione agli interessi di ogni persona. Il programma si rivolge a studenti, ma anche a giovani e adulti in cerca di occupazione e a chiunque desideri sviluppare e approfondire le proprie idee rispetto alla professione.
La guida degli studenti era affidata ad una giovane psicologa, Luisa Cherubini, che conduceva i ragazzi alla scoperta dell’attinenza delle singole abilità personali con le professioni odierne, attraverso le loro conoscenze, i loro gusti e le loro capacità.
Il percorso si è snodato nell’arco di un’ora all’interno del Centro per l’Orientamento e Tutorato (Cot): ogni studente, tramite un computer, poteva muoversi all’interno della piattaforma “S.OR.PRENDO”.
All’inizio, una volta effettuata la registrazione e spiegato come utilizzare il programma, ogni ragazzo ha eseguito una prima parte del test, rispondendo a 39 domande che fornivano un primo elenco di professioni; poi è stata verificata e approfondita la conoscenza di queste ultime. La seconda parte del test ha permesso una scrematura più profonda attraverso la risposta alle domande su ciò che piace o non piace fare, sui titoli di studio o le qualifiche già in possesso dall'utente. Gli studenti che hanno partecipato a questo laboratorio sono stati entusiasti, chi aveva le idee un po’ confuse le ha chiarite, anche grazie all’alta competenza del personale universitario, mentre altri sono arrivati a scoprire realtà che non pensavano esistessero. La conclusione è stata per tutti una sola: “Mi iscriverò quasi sicuramente a questa università!”.
Chi si fosse perso il salone dell’orientamento, può contattare il Cot al numero 0733.2586005 e prendere un appuntamento per svolgere il proprio incontro di orientamento esclusivo e personale.
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Cercate Ricerca Bibliografica Servizio su Facebook e aggiungetelo come amico. Il principio assodato che lega l'amico e il tesoro è noto a tutti, ma nel nostro caso questo particolare topolino da biblioteca potrebbe un giorno salvarvi la vita... accademica naturalmente.
Cosa fa in concreto?
Data la vantaggiosa posizione a Roma, Ricerca Bibliografica ha facile accesso a tutte le biblioteche della capitale. Un colpo di telefono e si riceverà nella posta elettronica la scansione di quel capitolo sperduto nell’angolo più pieno di ragnatele dello scaffale più tarlato di Roma.
In realtà le biblioteche nazionali convergono proprio su questo, sull’eliminazione del prestito interbibliotecario a favore dell’invio del file pdf, anche se sappiamo tutti che il pachidermico sistema ha i suoi tempi.
Testato per voi!
Giovedì alle 18.30 (notare: orario in cui quasi tutti gli uffici e i servizi di spedizione sono chiusi) abbiamo inviato al topolino di facebook la richiesta disperata di un libro, di cui avevamo stretta necessità per il giorno dopo, dato il ritardo del servizio di prestito interbibliotecario.
Nemmeno mezz’ora dopo riceviamo la risposta di “S”, da cui parte il fitto botta-risposta che ha impegnato entrambi fino alle 23.30 (altro che orari d’ufficio, povero “S”!).
Risultato? Il libro richiesto è stato acquistato coi nostri soldi ed è fisicamente finito nelle nostre mani venerdì alle 14, nemmeno 24 ore dopo la richiesta. Il nostro “S”, cioè Simone - così si chiama il ragazzo che c’è dietro - si è preoccupato infatti di entrarne in possesso e di farcelo arrivare tramite la RomaMarche, in tempi davvero record.
Per cui promuoviamo il miracoloso servizio a pieni voti, e lo consigliamo a tutti i lettori di Cittateneo, ringraziando Claudia Zavaglini per la segnalazione!
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l progetto “Radioattivi” della Provinci di Macerata che, attraverso il sito www.radioattivi.mc.it, si pone come strumento multimediale per colmare la distanza tra le istituzioni e la componente giovanile della popolazione, a poco meno di due anni dalla sua nascita si è ristrutturato nei contenuti e nella operatività redazionale.
Il sito è realizzato in modalità blog ed una parte importante dei suoi contenuti è affidata direttamente ai giovani. Ogni mese vi si affrontano due temi privilegiati (“i temi del mese”, appunto), ma gli argomenti trattati da Radioattivi sono i più svariati. In genere sono tutti quelli che potenzialmente interessano i ragazzi e spaziano da un contesto generale a quello più a carattere locale. Come in passato, la gestione di Radioattivi è curata da Task srl, la società di servizi informatici per la Pubblica Amministrazione di cui sono soci la Provincia, i Comuni ed altri enti del territorio e che per conto degli stessi gestisce la rete telematica provinciale Sinp, nonché il relativo Cst (Centro Servizi Territoriale), ma per rafforzare la mission di “sito per i giovani scritti dai giovani” da ottobre – e questa è la principale novità – il sito web sta sperimentando una nuova modalità operativa, che comprende il coinvolgimento diretto degli istituti scolastici superiori del territorio provinciale, che – due a due - si avvicendano nelle attività di redazione.
Il lavoro redazionale è suddiviso per quadrimestri, in ognuno dei quali sono coinvolte due scuole, differenti sia per collocazione geografica che per caratteristiche. Attualmente stanno collaborando alla redazione un gruppo di studenti dell’Istituto professionale “Ivo Pannaggi” di Macerata ed uno del Liceo classico “Filelfo” di Tolentino. Da ognuna delle due scuole coinvolte ogni giorno viene inviato alla redazione centrale almeno un articolo, che verte sui temi di volta in volta concordati dietro proposta dei ragazzi stessi.
“Un ruolo particolare – ha spiegato Giovanna Gabrielli, che presso la società Task segue il lavoro della redazione centrale - è rivestito dai “commenti”, che consentono agli utenti di lasciare in ogni singolo articolo una traccia personale della propria approvazione o disapprovazione del punto di vista esposto”.
Ai temi del mese sono correlate anche le rubriche “l’intervista” e “opinioni a confronto”. Accanto ai temi del mese, i ragazzi affrontano anche argomenti che sentono vicini, magari drammatici o più leggeri sui quali vogliono confrontarsi. Tra gli ultimi, ci sono riflessioni generali su alcool, sessualità, fumo a scuola, ma c’è anche chi scrive su eventi sportivi locali. Altre rubriche sono: “Accade nella mia scuola”, con racconti sulla vita quotidiana della scuole coinvolte, “Image Box” con foto interessanti o creative, il “Sondaggio” con cui giovani interrogano altri giovani su argomenti che stanno loro a cuore, “Appuntamenti ed Eventi” per tenere e tenersi informati su quello che accade in provincia. Infine “Radio Radioattivi”, lo spazio dedicato in particolare alla pubblicazione di pezzi musicali inediti eseguiti da gruppi della provincia di Macerata.
Accanto ai contenuti scritti dai giovani c’è poi una parte del sito più “istituzionale”, il cui obiettivo è di suggerire opportunità di studio o lavoro e fornire informazioni utili.
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