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La foto del mese

Walking in Dublin
Passeggiare (e lavorare) in Irlanda. (Foto di Maria Rita Sciarrone)

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Scienza e Tecnologia

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15-03-2010 di Chiara Fonzi

In Spagna e nelle Marche
L'Università di Santiago de Compostela si dimostra sensibile al problema della mobilità e dell'eccesso di Co2 nell'atmosfera, fornendo ogni anno ai propri studenti un servizio di prestito biciclette e un portale sicuro per la condivisione dell'auto (car-pooling), riservato ai soli studenti dell'università. Ma non c'è bisogno di ammirare la Spagna in quanto ad ecologismo: infatti, dopo il circuito di biciclette comunali, nelle Marche ha preso il via Viaggiareinsieme.it, un progetto sostenuto (tra gli altri) dalle amministrazioni di Macerata, Civitanova Marche e Jesi.

La convenienza del sistema
Usando l'auto da soli per un tragitto di 5km si consumano 126 litri di benzina all'anno, con una emissione di 383kg di Co2. Però se si ospitano almeno 3 passeggeri il consumo di benzina scende a 31,5 litri e l'emissione di Co2 a 109 kg a testa. L'università di Santiago ha condotto una ricerca, da cui è risultato che ben il 77% degli studenti sarebbe stato disposto a condividere la propria auto con membri della comunità universitaria che percorrono abitualmente lo stesso percorso. Le stesse ricerche ponevano in evidenza che le automobili circolanti nel campus trasportavano in media solo 1,5 persone ognuna.

Il funzionamento
Il problema principale del dare un passaggio a qualcuno, o di accettarlo, è in generale rappresentato dal fatto che, ovviamente, non ci si fida degli sconosciuti o, nel caso ci si fidi, da mete ed orari diversi. L'università di Santiago abbatte entrambi gli ostacoli permettendo solo agli studenti immatricolati nei corsi dell'università di usufruire del servizio, esattamente come Viaggiareinsieme, che si propone di sfruttare la creazione di comunità ridotte a livello locale. Se per esempio voi e i vostri amici siete iscritti all'Università di Macerata e fate a turno con la macchina, ottenendo un log-in per il sito viaggiareinsieme.it vi metterete in contatto con studenti di altre facoltà, con cui dividere ulteriormente tragitto e spese.

Non solo per andare a lezione
Infatti il car-pooling trova la sua massima utilità in occasione di eventi come concerti, fiere, conferenze e sagre. Dopo ogni viaggio non dimenticate di lasciare il feedback, di conducente o di passeggero che sia! Sappiate, inoltre, che lo scambio di messaggi tra utenti rimane nel sito, con il salvataggio dell'indirizzo ip del computer mittente, in modo da aumentare il livello di sicurezza del servizio. Sarà ora di provare? www.viaggiareinsieme.it.

 

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25-02-2010

Camerino, Macerata, L’Aquila. In queste tre località e in altrettanti giorni consecutivi, rispettivamente giovedì 25, venerdì 26 e sabato 27 febbraio, si svolge un corso di formazione per il volontariato di protezione civile nella salvaguardia dei beni culturali. E’ promosso dalla Provincia di Macerata, dalle Università di Macerata e Camerino, dall’Associazione Sistema Museale della provincia di Macerata e dalla Regione Marche, in collaborazione con il gruppo di lavoro regionale per la salvaguardia dei beni culturali in emergenza (MiBAC, Legambiente, Protezione Civile Nazionale e Regionale).

Il corso, che ha per tema “Salvaguardia del Patrimonio Culturale dai Rischi Naturali e Antropici”, si svolge nell’ambito del progetto internazionale “Musa” a cui aderiscono enti di Paesi della sponda sud del Mediterraneo e dei Balcani occidentali.
A Camerino il corso avrà sede a Palazzo Ducale, a Macerata nell’ Aula A del Dipartimento di Filosofia, a L’Aquila è invece prevista una visita al centro storico ed ai magazzini di emergenza.

Il corso è gratuito e aperto a tutti coloro che vorranno parteciparvi. Gli studenti universitari avranno possibilità di accedere ai crediti formativi.
Per informazioni ed iscrizioni tel. 331-3943815 oppure e-mail legambiente@protezionecivilebeniculturali.it 

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20-02-2010

A Casa Italia, a rappresentare l’eccellenza del Design Italiano, c’è il Leaf Meter del Gruppo Loccioni, selezionato dalla Collezione Farnesina Design del Ministero degli Esteri come esempio di un Made in Italy che non è solo moda o arredamento, ma anche pensiero progettuale rivolto al processo, creazione e diffusione di sapere tecnologico.

Il Leaf Meter, che vanta la firma del Designer Giorgio di Tullio (vincitore del Wallpaper Design Award 2009) è insieme simbolo e sistema reale di misurazione del progetto Leaf Community Loccioni, un area progettata e realizzata in Italia, nella Marche, per dimostrare che sviluppo e sostenibilità sono davvero la strada possibile. 
Tecnologia e ricerca hanno restituito l’uomo alla natura: come una foglia, nella Leaf Community si abita, ci si muove, si lavora, generando energia vitale, trasformando sole, acqua, aria, in crescita, movimento, vitalità, progetti. La Leaf Community nasce per rendere concreta la terza rivoluzione energetica, con l’applicazione di tecnologie leggere, decentrate, flessibili, capaci di produrre, orientare e dosare i flussi di energia in funzione delle necessità del momento ed i cui risultati siano misurabili e chiari, i consumi consapevoli, i costi economici ridotti e quelli ambientali annullati. Soprattutto la Leaf Community è un’opportunità di confronto e di scambio, un laboratorio reale e visitabile, un territorio progettuale aperto.

Ma la sostenibilità è possibile solo se, misurata, riesce a generare consapevolezza e ad orientare i comportamenti. Il Leaf Meter rappresenta questo balzo in avanti nell’integrazione tra natura, tecnologia e essere umano. E’ il “navigatore” del vivere quotidiano, la sintesi comprensibile per tutti, dell’integrazione di oltre mille sensori che forniscono in tempo reale l’impronta ecologica dell’edificio e permettono agli abitanti della community di modificare consapevolmente i propri comportamenti: il ciclo dell’acqua, il rendimento energetico e le emissioni di CO2 sono i parametri esposti nel Leaf Meter. Ma nella Leaf Community i sensori, generano un intero panel di misurazioni finalizzate anche al comfort abitativo.

Misurare vuol dire trasformare i dati in valore e la consapevolezza in comportamenti. Cambiare i nostri comportamenti vuol dire iniziare a far cambiare il sistema e l’approccio alla problematica ambientale.” afferma Enrico Loccioni, fondatore e trascinatore di un modello di impresa aperto e innovativo, e aggiunge: “Diffondere un Made in Italy in cui la creatività sposa la tecnologia e punta l’attenzione sul processo oltre che sul prodotto, è una grande opportunità per la ricerca, l’imprenditorialità e l’immagine dell’Italia nel mondo. Nel nostro piccolo siamo lieti e onorati di dare il nostro contributo.”

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18-02-2010

Mentre i tradizionali distretti produttivi ed industriali stanno risentendo oltremodo della crisi economica e finanziaria che attanaglia l’intero pianeta, la cosiddetta “Green Economy” può essere una soluzione, anche se parziale, per molti cittadini ed imprese. Nella vicina Germania, con una situazione climatica completamente diversa dalle nostre, in 3 anni si sono creati 250.000 posti di lavoro. In Italia vi sono le condizioni per raggiungere e superare quest’obiettivo, ma purtroppo nel nostro Paese non si è ancora avviata una “cultura” del risparmio energetico, dell’uso razionale dell’energia, della riqualificazione degli edifici e della possibilità che ciascun cittadino e ciascuna impresa, si trasformino in produttori di energia da fonti rinnovabili per l’auto-consumo.

Alcuni professionisti, tecnici ed operatori del settore hanno deciso di organizzare un’associazione per promuovere e far conoscere ai cittadini le opportunità ed i vantaggi di carattere ambientale ed economico che può produrre la green economy anche nel nostro territorio. Venerdì 19 Febbraio alle ore 18 nella sala di Santa Maria Nuova, in Via da Serravalle, a Fano, verrà presentata l’Associazione “IOENERGIA”, congiuntamente alle finalità, all’organizzazione e al programma.

"L’Associazione è aperta a tutti i cittadini, agli operatori del settore e a coloro che vogliono contribuire alla crescita culturale della nostra Provincia - scrive il comitato promotore in una nota stampa -. L’Associazione non aderisce a partiti e movimenti politici, chiunque può farne parte senza distinzione alcuna. E’ tempo che ognuno di noi dia il proprio contributo a questa giovane economia nell’interesse delle generazioni future".

Info: Associazione per lo sviluppo delle energie rinnovabili
Corso Matteotti, 2 - 61032 FANO (PU). ioenergia@ioenergia.com - www.ioenergia.com

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16-12-2009 di Marco Luzzi

Alcuni scienziati, osservando la straordinaria calibratura delle costanti delle leggi fisiche, hanno descritto l’universo come “fine-tuned”, ovvero “messo a punto”. Ma “a punto” per cosa? La risposta fu: per la nostra esistenza. Ci sono state ovvie e pesanti critiche a questo tipo di approccio, che fu bollato come tautologico: “noi esistiamo, pertanto dovevamo esistere”. Le leggi fondamentali, si è risposto, sono precise a causa della loro stessa natura, altrimenti che leggi sarebbero? Ma così il problema non si risolve, perché si passa da un pensiero circolare ad un altro: “le leggi naturali sono precise perché è nella loro natura esserlo”. Certo è che le costanti della fisica sono “messe a punto” ad un livello non raggiungibile dall’ingegneria umana.
Consideriamo cinque di esse: i valori descritti in tabella rappresentano il massimo grado di variazione consentita per evitare che l’universo non esista oppure esista ma sia privo di materia o sia inadatto ad ospitare la vita. Il grado di “fine-tuning” è difficile da immaginare: è come colpire un bersaglio grande come una moneta da 2 euro posto dall’altra parte della galassia.

Un’altra incredibile “costante perfetta” è la forza nucleare forte, quella che tiene insieme gli atomi. Il Sole brucia trasformando idrogeno in energia: ogni volta che due atomi di idrogeno vengono “fusi” nella fornace solare, è esattamente lo 0,7% della loro massa a convertirsi in energia. Se questa percentuale fosse più piccola (0,6%) non esisterebbe forza sufficiente per tenere insieme protoni ed elettroni e l’universo sarebbe composto interamente da idrogeno. In un cosmo così non ci potrebbero essere pianeti rocciosi e quindi nemmeno la vita nella sua complessità. Se invece il quantitativo di massa convertita fosse più grande (0,8%), al contrario, la combustione sarebbe così veloce e violenta che al Big Bang non sarebbe sopravvissuto nemmeno un atomo di idrogeno: niente idrogeno, niente sistema solare, niente vita.

La straordinaria precisione dell’universo, che si è formato in seguito al Big Bang esattamente come ci serviva, o è il più sfacciato colpo di fortuna nella storia cosmica oppure le cose sono così precise per un motivo preciso. Di ciò si è reso conto anche uno dei più famosi teorici dell’ateismo dell’epoca contemporanea, Antony Flew, che dopo aver preso atto di questi e altri dati ha abbandonato per sempre il materialismo e si è pronunciato a favore dell’esistenza di Dio, come racconta nel suo ultimo libro There is a God.

I padri della Chiesa sono sempre stati concordi nell’affermare che dall’osservazione della natura è possibile, per l’uomo scevro di pregiudizi, giungere a percepire la presenza del divino. Questa certezza, lungi da essere il retaggio di un passato troppo ignorante per fare ricorso ad una razionalità propriamente scientifica, si è susseguita lungo tutte le epoche della storia umana, anche in tempi insospettabili: l’illuminista Diderot, uno dei creatori dell’Encyclopédie, sosteneva che fosse sufficiente guardare l’occhio e il colpo d’ala di una farfalla per “annientare l’Ateo”, mentre il celebre naturalista Fabre, prendendo in mano un insetto, diceva che non c’era più bisogno che uno gli venisse a portare le prove dell’esistenza di Dio: era tutto chiaro.

Nessuna misurazione scientifica, per quanto precisa, è in grado di dire alcunché sull’”ipotesi Dio” o sulla natura dell’Universo, ma più la scienza umana progredisce, più le domande fondamentali dell’uomo acquistano rilevanza invece di scomparire.

 

PARAMETRO
MASSIMA
DEVIAZIONE
CONSENTITA
Proporzione elettroni/protoni
1:1037
Rapporto elettromagnetismo/gravità
1:1040
Tasso di espansione dell’universo
1:1055
Massa dell’universo
1:1059
Costante cosmologica (una densità di energia costante
che riempie omogeneamente lo spazio)
1:10120

 

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02-12-2009 di Giorgio Cipolletta

Il giornalismo cambia nel XXI secolo, crollano le idee e non solo, le immagini si scaraventano di fronte ai nostri occhi stupefatti: 11 settembre 2001. I fatti vengono raccontati, scritti, diffusi, i lettori prendono in mano il giornale, che in Italia perde ogni anno in fatturato. Si legge poco e si vede molto. I reality-show diventano reali, danno spettacolo, unico desiderio degli italiani che credono di avere bisogno di gossip, pettegolezzi e non di informazione. Ecco come cambia il diritto all’informazione, spesso manipolata, spesso subordinata ai giochi di potere: Porta a Porta condotta da Vespa è l’unica “informazione” che passa nei salotti italiani, mentre gli altri programmi come Ballarò, Anno Zero, Report sono condannati a passare come sovversivi, comunisti, una caccia alle streghe nel ricordo amaro del Presidente McCarty. I giornalisti scompaiono, una morte bianca silenziosa, taciturna, ma dolorosa. Pensiamo alla buon anima di Biagi, maestro e decano del giornalismo, quello vero, quello sano, costretto alle dimissioni dopo l’editto bulgaro del 2007. Ci consoliamo con il coraggio di Roberto Saviano con Gomorra, condannato a sopravvivere sotto scorta. Il giornalismo sta modificando la sua grammatica sempre più a favore della spettacolarizzazione, dell’evento che produce stupore.

Ecco che qui spunta sotto il velo, dietro lo schermo, dentro al telefonino, una nuova forma di partecipazione, una informazione che cambia pelle, si veste di nuovi colori: la Rete. Un giornalismo partecipativo che viene chiamato controinformazione.
Il giornalismo della carta stampata diventa un surrogato degli affari del proprietario, dove lo sponsor diventa vitale per il giornale e, quindi, si rinuncia alla verità per uno spazio pubblicitario in più. Il corpo dell’informazione perde i suoi organi vitali, si frammenta, si scorpora, si veste di griffe, di abiti dello spettacolo. Il giornalista diventa una mosca bianca che cerca di lottare a favore della verità, contro il quarto e quinto potere, cerca di scavare dietro ai misteri, ai segreti di stato che non decadono, ma si conservano come scheletri dentro gli armadi, dietro le maschere degli interessi politici e finanziari. Il giornalista deve scrivere ciò che vuole il padrone, ciò che fa comodo, perché lo stipendio lo deve esclusivamente a lui. Il giornalista non deve creare problemi, deve conservare la sua precarietà e mantenersi in equilibrio, sotto ricatto. La cultura si trova a subire un attacco, dove lo sponsor è più importante del cittadino che legge o che ascolta il telegiornale, dove i direttori attaccano con gli editoriali migliaia di persone che cercano di recuperare una libertà di informazione, per tutelare i diritti previsti dall’articolo 21.

Il senso del giornalismo sarebbe quello di aiutare il cittadino ad affinare la sua estetica, il suo gusto critico, il suo diritto di sapere la verità, bella o brutta che sia. L’Italia soffre della mancanza di un editore puro, un editore senza vincoli imprenditoriali, come il vecchio “Principe” Caracciolo, unico caso italiano. La controinformazione acquista oggi un ruolo principale nella ricerca di una verità libera. Le nuove tecnologie hanno un compito importante, quello di recuperare il diritto di informare, il dovere e il senso critico di fare informazione. La notizia, che pure non è mai sganciata dalla soggettività di chi la presenta, deve comunque far pensare, deve far digerire, deve essere espressione di confronto. “Ho sempre sognato di fare il giornalista, lo scrissi anche in un tema alle medie: lo immaginavo come un vendicatore capace di riparare torti e ingiustizie. Ero convinto che quel mestiere mi avrebbe portato a scoprire il mondo”, ha detto Enzo Biagi.

Questo articolo è nato dopo l’incontro con Gianni Minà, giornalista vero, con un amore spassionato per l’America Latina e le sue verità, che spesso rimangono straniere ai nostri occhi pieni di polvere, dove ci vengono raccontati solo i dettagli, così da eliminare quei particolari fondamentali che ci sarebbero invece utili per comprendere meglio il nostro mondo. Spettatori di un truman show preparato a tavolino.

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10-11-2009

L’Università di Macerata ha ricevuto il premio Unique e-learning quality label per il triennio 2009-2012 consegnato a Helsinky dalla European Foundation for Quality in e-Learning. Oltre a Macerata, le altre sei istituzioni che in Europa hanno ricevuto il premio sono: Dipoli Institute (Helsinki University of Technology), Metid Centre (Politecnico di Milano), Moscow University of Industry and Finance, School of Humanities (University of the Aegean), University of Granada, University of Leicester.

Unique, acronimo di European University Quality in e-Learning, è il primo sistema di accreditamento europeo che valuta le Università nei settori dell’e-Learning e premia l’uso eccellente delle nuove tecnologie. La partecipazione dell’Università di Macerata al progetto è stata coordinata dal Centro e-Learning e formazione integrata (Celfi), e dal professor Pier Giuseppe Rossi, direttore del centro.

Il processo di valutazione è stato complesso e articolato: nel giugno 2008 due componenti della commissione internazionale di valutazione hanno visitato le strutture dell’ateneo, incontrando i dirigenti dell’amministrazione, il personale del Celfi, del Centro d’ateneo per l’informatica e la multimedialità, docenti, tutor e studenti coinvolti nella didattica online. I valutatori hanno esaminato aspetti estremamente tecnici, come l’infrastruttura della rete o la progettazione degli ambienti online, insieme ad aspetti amministrativi, didattici e di politiche d’ateneo. E’ stato apprezzato che i servizi e-Learning siano inseriti in una strategia per l’innovazione e la qualità, per accrescere i servizi erogati agli studenti, nell’ottica di un costante confronto con le istituzioni leader del settore in Europa.

In questo anno accademico, le facoltà che erogano corsi di laurea con servizi anche online sono cinque su sette: Beni culturali, Lettere e filosofia Scienze politiche, Scienze giuridiche, Scienze della formazione. Gli studenti disporranno della piattaforma online Olat (sviluppata dall’Università di Zurigo), premiata dalla Ims. come migliore piattaforma open source del 2009 e personalizzata dai tecnici del Celfi. Il personale del centro è costantemente coinvolto nelle attività di studio e miglioramento tecnico-metodologico, grazie a collaborazioni internazionali, tra cui quelle con l’università di Zurigo e di Monaco.

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28-10-2009 di Claudia Zavaglini

Si chiama Anobii da Anobium Punctatum - il nome scientifico del cosiddetto tarlo del legno o tarlo dei mobili, che corrode anche i libri – ed è un social network interamente dedicato ai libri e a chi ama leggere. Collegandosi a www.anobii.com ed effettuando la registrazione, il lettore potrà condividere le sue letture preferite, navigare tra quelle degli altri, organizzare i propri libri in una libreria virtuale, tenere conto di quelli prestati, scrivere recensioni, commenti, consigli, creare una lista dei desideri, confrontarsi con lettori dalle passioni simili.

Per ogni volume inserito l’utente potrà creare una scheda in cui dare un voto, esprimere opinioni e, se è interessato a vendere o scambiare, specificare le condizioni del testo e il prezzo. Tutte queste informazioni, insieme a quelle date sullo stesso documento dagli altri utenti, confluiranno nella scheda generale del libro. Se un utente sta cercando un volume, potrà vedere chi lo possiede, chi lo ha letto, mettersi in contatto con lui, controllare se qualcuno è disponibile a scambiare o a vendere, leggere tutti i commenti che sono stati scritti.
Un esempio a questo link.
Come si vedrà, sotto il libro ci sono una serie di recensioni, una finestra che indica quali gruppi hanno il libro nella collezione, una sezione relativa ai dettagli (voto espresso dagli utenti, casa editrice, ecc.) ed una dedicata all’acquisto, con i prezzi dei vari venditori e la specificazione che 3 utenti sono disponibile a scambiare/vendere il libro. Non male, no?

Insomma, una rete in cui tutto, ma proprio tutto, ruota intorno ai libri e alle letture degli utenti – una rete simile per certi versi a quello che è YouTube per i video e Flickr per le foto.
Proprio perché tutto, anche la compatibilità di coppia, può avere come punto di riferimento i libri - i nostri sogni di carta - non spaventatevi se, cliccando sulla libreria della vostra dolce metà, vi dovesse capitare di leggere con stupore “compatibilità: basso”. Tranquilli: è solo questione . . . di libri!

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19-10-2009 di Antonia Casiero

Con l’avvento del web la parola scritta gioca un ruolo di primaria importanza nel processo di socializzazione. Tanto è stato confermato dalle ricerche di Clive Thompson sulla base di una indagine condotta dall’Università di Standford, in cui si rileva che gli americani oggi scrivono molto di più di quanto non facessero le generazioni precedenti. Tra sms, mail e post si sperimentano nuove scritture e nuovi modi di comunicare complessi (con audio e video). Nascono così, consapevolmente o inconsapevolmente, testi che appartengono a una nuova letteratura. La casa editrice

Il Foglio Letterario ha mostrato interesse per questo nuovo genere di letteratura e sta preparando un libro dedicato alla “Webletteratura italiana”, a cura di Mario Gerosa. Tale volume raccoglierà alcuni degli esempi più originali e interessanti della nuova letteratura nata e sviluppata nei vari socialnetwork: Facebook, Twitter, forum, Second Life, blog, Skype, LinkedIn. I testi potranno essere storie scritte in collaborazione da più utenti on-line o racconti di viaggio reali o virtuali.

Tutti possono partecipare con una segnalazione di un testo proprio o trovato sul web, che sarà oggetto di selezione da parte dei membri del comitato scientifico. I testi segnalati per la pubblicazione riporteranno anche il nome delle persone che li ha segnalati.
A chi vorrà partecipare si ricorda che le proposte verranno accolte entro il 31 ottobre 2009.
Per maggiori info cliccate sul seguente link
http://mariogerosa.menstyle.it/243/antologia-della-webletteratura-italiana/

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15-10-2009 di Francesco Barbabella

La Microsoft rompe gli schemi della pubblicità convenzionale e tenta il lancio del nuovo pacchetto Office con un trailer in stile hollywoodiano. Distribuito su Internet a partire da questa estate, il video pubblicitario ha pochissimo a che fare con il prodotto ma molto con l’immaginario digitale della rete (il link al video con sottotitoli in italiano: http://www.youtube.com/watch?v=IOmpbELLZgY).

Il trailer è stato ideato per promuovere il nuovo pacchetto di applicazioni software Office 2010, che dovrebbe essere commercializzato all’inizio del prossimo anno. Tuttavia, il protagonista non è tanto il prodotto in sé (di cui non viene mostrato assolutamente nulla), quanto l’immagine dell’azienda di Redmond: la Microsoft vuole convincere gli utenti che le sue applicazioni soddisfano le esigenze del lavoro moderno, caratterizzato da velocità, multi-connessione ed integrazione tra software.

Per questo, l’azienda ha lanciato un divertente trailer di 135 secondi basato sui cliché del film d’azione e del thriller, dove i riferimenti a Matrix si sprecano sia per le scene che per la colonna sonora. In breve, un reparto della Office Division deve trovare una hacker, responsabile di aver rilasciato in rete dei font che causano ipnosi. La stessa hacker è responsabile della morte della graffetta virtuale Clippy, l’assistente interattivo a disposizione dell’utente nelle vecchie versioni di Office: ad un agente il compito di trovare il pirata informatico, superando la dolorosa perdita di Clippy.

Il tutto è combinato in modo ironico: la Microsoft vuole prendersi in giro, nella speranza di migliorare la sua immagine presso i consumatori e di divenire un po’ più simpatica. Il problema, in effetti, è tutto qui: l’azienda deve recuperare la sua popolarità, in parte perduta negli ultimi anni a causa delle sue vicende giudiziarie (più volte multata per abuso di posizione dominante nel mercato europeo) e della rapida affermazione di nuovi sistemi operativi (tra tutti, il Mac e gli open source come Linux), percepiti come più affidabili, più versatili e più semplici da usare di quelli Microsoft.

In questa operazione di marketing virale (che sfrutta cioè solo il canale Internet), l’azienda di Redmond ha attivato un sito dedicato al nuovo Office 2010 (http://www.office2010themovie.com), contenente video tecnici di presentazione del progetto in cui compaiono gli sviluppatori del software. Del programma finale, però, ancora nessuna traccia.

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