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di Ilenia Paciaroni
Francesca Vitrone insegna italiano a stranieri dal 1993, dopo la laurea in Lettere presso l’Università La Sapienza di Roma. Dopo il dottorato di ricerca all’Università di Macerata, collabora con noi come docente a contratto, esperto linguistico e tutor e per la formazione di docenti di italiano L2/LS. Le sue esperienze sono interessanti per l’Ateneo e le sue prospettive.
Come giudica l’esperienza di insegnamento nell’ambito della Summer School a.a. 2009/2010? Insegnerà anche nella Winter School A.A. 2010/2011?
Ho insegnato nei moduli Lingua e Cultura con il Prof. Alfredo Luzi e Riflessione Linguistica e Lavoro sui testi con la Dott.ssa Federica Valentini. È stata un’esperienza molto, molto impegnativa, ma ricchissima umanamente e professionalmente. Dovevamo gestire livelli diversi e sperimentare l’integrazione di moduli di lingua con quelli specialistici Una vera sfida, in cui credo potrebbe essere il potenziale della Scuola stessa. Gli studenti hanno espresso valutazioni molto positive. Sono contenta che il Prof. Ventrone, Direttore del CRI e presidente del Comitato Tecnico, abbia creduto in questa iniziativa - così come il Professor Luzi ed i membri del Comitato (il Prof. Edoardo Bressan, la Prof.ssa Stefania Cavagnoli, il Dott. Giorgio Massei e la Dott.ssa Rosella Bellagamba della scuola Edulingua). Vorrei ringraziare anche lo staff del CRI, la responsabile Dott.ssa Antonella Tiberi e la Dott.ssa Mara Salvucci, e quello di Edulingua per queste ed altre attività, per la cura del progetto giorno per giorno. E’ lo stesso per ognuna delle segreterie con cui collaboro, fondamentali e spesso poco visibili. Per la Winter School, spero di sì.
Ha degli insegnamenti nel Master in “Didattica dell’italiano L2/LS in prospettiva interculturale”?
Sì. Coordino il modulo di Italiano L2/LS come lingua di studio e ho alcune lezioni e laboratori. In realtà, tutto si svolge in modo integrato, grazie al Comitato Tecnico presieduto dalla Prof.ssa Marina Camboni e composto dalla Prof.ssa Prof.ssa Danielle Levy , dalla Prof.ssa Stefania Cavagnoli, dalla Dott.ssa Cognigni, oltre a me stessa. E’ così anche per i tutor, tutto è condotto in team.
Quale è l’immagine che gli studenti stranieri hanno dell'Italia e degli italiani?
Non si può dare una risposta univoca, non solo perché ogni studente è unico, ma perché Italia ed Italiani sono categorie tutte da decostruire, da definire, proprio attraverso lo sguardo di chi è (o si rende, si sente) straniero. Certo alcuni stereotipi sono ricorrenti - mancanza di puntualità, improvvisazione, mammismo, e così via - e si incrociano con dati veicolati dal web, dai media o altre fonti di rappresentazioni sull’Italia, in un gioco complesso in cui il docente ha una responsabilità di cui deve essere consapevole. Come all’inverso, molti dei miei studenti sono persone che vivono qui da anni e possono aiutarci molto a comprendere quello che ora è anche il loro Paese.
Quale è il Suo punto di vista sull’attuale situazione del sistema universitario italiano?
Credo che stia pagando il prezzo di scelte, o non-scelte, precedenti, e che gli orientamenti attuali non garantiscano una svolta. Rigore nelle selezioni, lotta agli sprechi, valutazione del merito sarebbero accolti con gioia da tutti coloro che lavorano bene ma temo che senza una ‘riforma’ in senso etico non potranno avere l’esito sperato. Inoltre, investire su questo settore, come in tutto l’ambito educativo, non è ‘spendere’, è investire sul futuro.
Quali sono i Suoi progetti per il futuro?
Ora so come si sentono i miei studenti quando trattiamo la funzione ‘esprimere progetti’. Come molti, troppi dei miei coetanei, cerco di coniugare il ‘presente’, che è un dono, con un futuro che è “semplice” solo nelle grammatiche! Spero di trovare qualcosa insieme alle collaborazioni con diverse strutture dell’Ateneo - il Centro Linguistico (CLA) soprattutto, e le Facoltà di Scienze della Formazione e di Scienze Politiche. Soprattutto, crescerò insieme alle mie figlie ed ai miei studenti. Alcuni di loro sono più amici che allievi, persone di grande volontà e talento, che spero si riconoscano nelle mie parole.