La foto del mese
Foto di Pixelmatica Macerata

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di Marinella Bosi
Da Princeton a Macerata per studiare lingua e cultura italiane. E' trascorso così il mese di giugno per i sedici studenti della celebre università del New Jersey che hanno preso parte alla Summer School del 2010 organizzata presso l'Unimc. Il progetto va avanti da ben dieci anni e non si tratta di una vacanza studio qualsiasi, ma di un vero e proprio corso intensivo riconosciuto a fini didattici dall'Università americana. Scopo del viaggio è migliorare la conoscenza della lingua italiana, ma anche saperne di più su cultura, politica ed economia dello Stivale. Per questo gli studenti arrivano con una preparazione omogenea, frutto di uno studio preliminare alla partenza, ed il corso ha ritmi serrati: quattro settimane per quattro ore di lezione al giorno. L'intera mattina trascorre a lezione, e il pomeriggio è dedicato all' homework, sebbene non manchino poi i momenti di svago.
“Spesso ci siamo portati i compiti in spiaggia a Civitanova!” ci informa Catherine Ettman, una dei giovani partecipanti che Cittàateneo ha incontrato per parlare di questa esperienza. La scelta di Macerata appare strategica. “E' sede di un'Università piccola ma storica, gli studenti possono muoversi liberamente senza incontrare pericoli” spiega il Prof. Pietro Frassica direttore del programma di studi italiani presso la Princeton, accompagnatore dei ragazzi ed insegnante della Summer school, insieme ai Professori Gianluca Fringuelli e Marco Dondero, dell'Ateneo di Macerata.
Gli studenti hanno apprezzato questa scelta. “Non ci sono molti stranieri e questo ci agevola nel parlare italiano. La città è piccola, ma carina, e dopo qualche giorno già sappiamo dove andare.” dicono Julie Cerullo e Chris Remele. Il Prof. Frassica aggiunge: “Le Marche sono una bella Regione, e si mangia molto bene!”.
Capitolo cibo: il soggiorno maceratese offre la possibilità di conoscere la cucina italiana, soprattutto a quegli studenti (la metà) che sono per la prima volta nel Belpaese. Da un rapido sondaggio tra loro, emerge un dato originale: i piatti preferiti sono stati il vitello tonnato, i carciofi, e i confetti di Sulmona. Ma le Marche sono terre di sapori e un incontro con le nostre tipicità non poteva andare evaso. Per questo gli studenti americani hanno avuto modo di assaggiare i vini regionali e alcuni di loro sono stati iniziati al rosso (conero o piceno), mai bevuto prima. Ovviamente da bere con moderazione e senza ubriacarsi, secondo i consigli dei Professori. Una visita golosa, restando in città, è stata fatta al laboratorio Marangoni, celebre per la cioccolata artigianale.
Lezioni a parte, la Princeton Summer School prevede anche alcune escursioni programmate. I ragazzi sono stati a Loreto, Recanati, Assisi, Perugia ed Urbino. “Studiamo storia dell'arte e storia del Rinascimento ed abbiamo potuto conoscere meglio autori come Francesco d'Assisi e Giacomo Leopardi” ci spiega Matt Butler. I week end liberi sono stati occasione di visitare le altre famose città italiane, come Roma, Firenze, Venezia. La Laguna è stata raggiunta in autobus dagli studenti più intraprendenti, che non si sono fermati davanti allo sciopero dei treni indetto nella giornata della gita.
Gli studenti sono stati ospitati presso le strutture di alloggio dell'Ersu ed hanno potuto usufruire dei servizi di mensa. Per la realizzazione del programma è stato importante il contributo organizzativo del Centro Rapporti Internazionali dell'Università di Macerata. Di certo soggiorni studio all'estero sono consueti per gli studenti italiani, ai quali sin dalle scuole elementari viene spiegata l'importanza di conoscere l'inglese, e questa reciprocità ci ha piacevolmente sorpreso.
Ma perché studiare l'italiano? Un buon motivo ce lo indica Win Suen: “Mi interessava conoscere lingua e cultura, e venire in Italia, dove non ero mai stata. Macerata è stata un'ottima idea”. Bene, siamo felici di aver soddisfatto le aspettative.