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di Alexandra Florescu
“Caro ministro Tremonti, con Verdi si può mangiare.” Se l'ha detto Umberto Eco allora deve essere vero. Se si è a Macerata, poi, il nostro pensiero vola immediatamente allo Sferisterio. Ma perché agli studenti dell'ateneo maceratese dovrebbe interessare il destino dello Sferisterio? Un'arena che è solitamente chiusa, che propone qualcosa di serio solamente nei mesi estivi e che probabilmente un buon numero degli studenti non arrivano nemmeno a visitare durante gli anni universitari, non sembra essere troppo degna di attenzione. E probabilmente nemmeno gli stessi politici maceratesi intravedono un legame concreto tra lo Sferisterio e l'Università nella nebbiosa offerta culturale maceratese visto che, durante il Consiglio Comunale aperto sullo Sferisterio svoltosi il 1° marzo, sono stati in pochi a richiamare l'attenzione sul ruolo dell'ateneo in città e tanto meno sulla naturale parentela tra le due istituzioni culturali e dunque sulla necessità di una reale collaborazione.
L'intera Macerata è d'accordo che l'arena Sferisterio rappresenta una ricchezza per tutto il territorio provinciale, anzi, per tutte le Marche. Questa è la conclusione più immediata che si può trarre a conclusione del consiglio. Per il resto, le idee su come far emergere le enormi potenzialità dell'arena risultano piuttosto confuse. E sono proprio queste potenzialità che interessano agli studenti. Lo Sferisterio produce occupazione ed un'importante ricaduta economica nell'intera provincia. Una fetta della torta potrebbe appartenere alla nostra università e ai suoi studenti.
La posizione dell'Università di Macerata riguardo al suo ruolo all'interno del discorso sul futuro dell'arena neoclassica è stata ribadita dal rettore, il prof. Luigi Lacché. “Macerata è la città dello Sferisterio e dell'Università. È una città con vocazione culturale. Per guardare al presente e al futuro non possiamo guardare solo all'evento, ma dobbiamo ragionare in termini di sistema e rendere concreto e operante il logo Macerata, città della cultura.” ha detto il prof. Lacché aggiungendo il bisogno di “rafforzare i legami con il territorio, le scuole, le associazioni e l'Università” e di avvicinare i giovani alla lirica, offrire una migliore accoglienza in città sia per i turisti che per gli studenti, utilizzare lo Sferisterio durante tutto l'anno. “É sciocco pensare che un solo ente sia in grado di gestire lo Sferisterio” ha continuato il Rettore. “Fare sistema” è la sua ricetta auspicando anche un maggiore interesse e coinvolgimento di privati. Amanti dell'opera o no, lo Sferisterio può dare tanto agli studenti dell'Università di Macerata. Come ha sottolineato anche il prof. Lacché si tratta di un “volano economico, produttivo e di sviluppo”.
Come fare per trasformare lo Sferisterio in un “volano economico”? Intanto, secondo il consiglio comunale, che alla fine dei lavori del 1° marzo, ha approvato all'unanimità l'Ordine del Giorno sullo sviluppo dell'arena, servono figure professionali all'interno dell'Associazione Arena Sferisterio, organizzatrice della stagione lirica. Inoltre, nell'Ordine del Giorno, si auspica la modifica delle norme attuali sull'ingresso di privati nell'associazione, di evitare la precarietà di coloro che lavorano nell'arena, di salvaguardare la qualità del cartellone e l'apertura di un tavolo di confronto con tutte le altre istituzioni, anche di livello regionale. Infine, il consiglio comunale di Macerata ha aggiunto un ultimo punto all'Odg: la richiesta al parlamento e al governo di reintegrare immediatamente il Fondo Unico per lo Spettacolo, sospeso nell'ultima finanziaria. Non sarebbe male, però, poter contare su qualche idea proveniente anche dalle file degli studenti.