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Scegli il lavoro che ti piace

21-05-2009

di Maria Rita Sciarrone

Cercare lavoro è un’attività precedente la spedizione di curricula a pioggia. E’ ciò che spiega Gianluca Antoni, psicologo e consulente di orientamento da circa dieci anni, in occasione delle giornate d’orientamento all’uscita della Facoltà di Economia, con un seminario dal titolo un po’ azzardato: “Trovare il lavoro che piace”.

Antoni afferma che il nostro paese è pieno di aziende con posti che non vengono mai ricoperti per il semplice fatto che nessuno li cerca. La colpa è da imputare ai mezzi d’informazione che danno un’idea distorta del mercato del lavoro paragonato da Antoni ad un specie di iceberg. Succede così che ci concentriamo solo sulla parte visibile, trascurando quella sommersa.

"Cercare lavoro - continua Antoni - significa prima di tutto definire i propri obiettivi professionali attraverso quello che viene chiamato bilancio delle competenze. Il secondo passo è quello di intraprendere la ricerca informativa che ha lo scopo di rendere concreto il proprio obiettivo professionale". La ricerca del lavoro dovrebbe essere successiva ai primi due step, che, invece, secondo Antoni, non vengono mai prese in considerazione.

Ma perché limitarsi a guardare gli annunci e inviare curricula non è secondo lei un modo efficace per cercare lavoro?
Se tutti conoscessero il mercato del lavoro, saprebbero che la maggior parte delle aziende al momento di cercare personale, usa altri canali. Il primo è quello della conoscenza diretta. Se poi l’azienda non conosce nessuno che ha determinate competenze, userà il canale della conoscenza indiretta chiedendo ad amici e conoscenti. Secondo un indagine statistica, il 90% delle aziende trova i propri dipendenti attraverso questo canale.

Ma secondo lei non è discriminante nei confronti di chi non ha il contatto giusto?
Il metodo del networking è ormai socialmente accettato. Soltanto che non tutti sanno come usarlo. Bisogna essere bravi ad arrivare al contatto diretto attraverso la ricerca informativa e la partecipazione a fiere di settore, dove spesso è possibile incontrare i manager dell’azienda che c’interessa.

Quali altri suggerimenti si sente di dare per scegliere e ottenere un lavoro che piace?
Consiglierei di prendere le pagine gialle e cercare le categorie che v’interessano. Sembra strano, ma è una miniera di informazioni per conoscere le aziende che operano nel proprio territorio. E’ importante poi, parlare con persone che fanno quel lavoro per capire se esso risponde alle nostre aspettative. La mia esperienza mi insegna che molte professioni vengono altamente idealizzate. Quando è andata in onda la prima serie del telefilm Er c’è stato un boom delle iscrizioni alla Facoltà di Medicina, salvo poi rendersi conto che lavorare in un pronto soccorso non è per nulla divertente e soprattutto che George Clooney non sarà mai un nostro collega.

Come fa un ragazzo senza esperienza a trovare lavoro?
Non necessariamente la mancanza di esperienza è un punto di debolezza. Sono sommerso di gente che si lamenta che non trova lavoro, perché non ha esperienza, ma ne incontro altrettanta che non lo trova perché di esperienza ne ha troppa. Di certo chi non ha esperienza è facilmente malleabile dall’azienda, per cui bisogna puntare sulla propria flessibilità tenendo conto che un’azienda non cerca collaboratori che elemosinano il lavoro. Per maggiori informazioni visita il sito www.trovareillavorochepiace.it.

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