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di Diego Cacchiarelli
Michela Meschini, professore a contratto del nostro Ateneo, ha avuto l’onore di essere stata chiamata per il secondo anno consecutivo dall’Université de Montréal come “Professore invitato in studi italiani; l’abbiamo incontrata per farci raccontare qualche dettaglio in più su questa interessante esperienza.
Da Macerata a Montréal, sembra più un viaggio da assistente di volo che da Professore universitario.
Vero ma ancora più vero è che la ricerca, la crescita professionale e personale a volte non si trovano sotto il portone di casa. Ho iniziato presto a girare gli Atenei stranieri e, dopo un’entusiasmante esperienza come studente Erasmus alla University of Hull, ho trascorso oltre cinque anni nel Regno Unito conseguendo un PhD presso il Dipartimento di italiano della University College London.
Di preciso cosa fa in Canada e come è arrivata al suo secondo periodo all’ Université de Montréal?
Lo scorso anno ho avuto il piacere di vincere un concorso organizzato congiuntamente da Università e Autorità diplomatiche del Québec che aveva come obiettivo il rilancio degli studi di italianistica in Canada. L’invito per questo secondo anno è la naturale conseguenza di un lavoro fatto con grande impegno da parte mia e i buoni riscontri a livello di frequenza dei corsi che ho tenuto.
In specifico quali corsi tiene?
Tengo due corsi che sono rispettivamente “Società e cultura in Italia” - che prende in esame il tessuto sociale e storico della nostra Nazione dall’unità fino all’ultimo dopoguerra - e “L’Italia mediterranea”, un corso per conoscere ed approfondire la cultura del meridione attraverso la letteratura ed il cinema.
Cultura del meridione attraverso il cinema? C’è anche un po’ de “Il Padrino” nelle sue lezioni?
Certo, si può anche partire da un luogo comune per approfondire, non è un problema. L’importante è andare oltre e far conoscere la ricchezza culturale e le innumerevoli sfaccettature della società delle nostre regioni più a sud. Tra l’altro la comunità italiana a Montréal è molto consistente (oltre 250.000 nostri connazionali), altamente radicata sul territorio e per larga parte proveniente proprio da quelle regioni di cui parlo nelle mie lezioni.
Comunità italiana a Montréal, cosa può dirci dei nostri connazionali in Canada?
Gli italiani nel bene e nel male rappresentano da sempre un riferimento culturale ed economico per questa nazione. La comunità è molto attiva e aggrega i diversi gruppi di italiani, ognuno dei quali fa riferimento alla propria regione di provenienza. Montréal esce addirittura con un settimanale totalmente in italiano che si chiama “Cittadino canadese” dove si possono trovare, fianco a fianco notizie sulla politica estera canadese, le classifiche del nostro campionato di Calcio o notizie di politica interna italiana.
Torniamo per un momento nella nostra Macerata, quando è da questa parte dell’oceano, di cosa si occupa?
All’Università di Macerata sono docente a contratto di insegnamenti afferenti l’italianistica, che spaziano dalla letteratura comparata al rapporto tra cinema e letteratura. Più in specifico, nell’ultimo periodo ho avuto il piacere di tenere dei corsi comparati di European Culture and Film per la Facoltà di Scienze della formazione e di Cinema e Storia per gli studenti americani provenienti dall’Oregon, grazie ad una iniziativa di studio all’estero attivata da alcune università consorziate degli Stati Uniti.
Se ho capito bene, quando è in Italia tiene lezioni in inglese e quando è in Canada le tiene in italiano, non le sembra un po’ strano?
Può sembrare un paradosso ma non lo è. Comunicare e insegnare anche in lingua inglese è una potente leva per la crescita professionale e un’occasione per diffondere quanto di meglio la nostra cultura e il nostro territorio possono offrire all’esterno. Spiace dirlo ma, la scarsa capacità di comunicare con il mondo anglofono penalizza gravemente le altissime potenzialità e le eccellenze che il mondo accademico maceratese possiede.
Un sogno nel cassetto o meglio nel trolley da viaggio?
Data la mia esperienza internazionale e le conoscenze acquisite in questi periodi di insegnamento all’estero, sarebbe davvero interessante ed utile per il nostro Ateneo poter attivare un canale permanente con il Canada per quanto concerne sia i programmi di scambio degli studenti, che dei professori come anche di neolaureati in cerca di una prima esperienza lavorativa particolarmente qualificata. Le opportunità sono davvero molte e di grande interesse.