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di Marco Luzzi
Chi non ha mai sognato di lasciare le fredde brughiere marchigiane alla volta di un assolato paradiso tropicale, magari per aprire un bar per turisti lungo le spiagge dorate, immersi nei palmizi di un’estate perpetua? Ma, più realisticamente, si può aspirare anche a cercare solamente un’opportunità lavorativa in un paese più meritocratico del nostro. Ecco come fare.
La principale opportunità per un cittadino italiano è certamente rappresentata dall’Europa. L’Unione Europea ha attivato già da molti anni e con molto successo la rete EURES (http://ec.europa.eu/eures/home.jsp?lang=it ), una struttura sinergica tra la Commissione Europea, gli Uffici di Collocamento dei Paesi membri e i vari organismi regionali o nazionali che si interessano delle problematiche di occupazione. Eures offre tutta una serie di preziosissimi strumenti a disposizione di chi è alla ricerca di lavoro o di formazione, a cominciare dall’inserimento del proprio Curriculum Vitae nel database europeo, e fornisce le informazioni necessarie per trasferirsi in un altro paese dell’Unione. È importante specificare che lo status di cittadino europeo dà il diritto al lavoratore comunitario di percepire tutti i vantaggi previdenziali e assistenziali mentre si trova in un altro Stato membro, contributi pensionistici e indennità di disoccupazione compresi! Inoltre, il Portale Europeo per i Giovani (http://europa.eu/youth/working/finding_a_job/index_eu_it.html) fornisce un interessante elenco di link per rispondere ai più variegati desideri occupazionali, dal Regno Unito all’Australia.
Se invece siete stufi marci della Vecchia Europa e vi sognate tutte le notti surf e noci di cocco, allora Mollo Tutto (http://nuke.mollotutto.com/) è il portale che fa per voi: dalle informazioni relative alla cittadinanza a quelle su che cosa mettere in valigia, il sito è ampio e dettagliatissimo, corredato di forum al quale iscriversi per chiedere a chi ha già passato il Rubicone.
Quali sono le Regole d’Oro per partire col piede giusto ed evitare di rientrare con la coda fra le gambe?
1) Avere coraggio: si fa presto a dire “mollo tutto”, ma lasciare il proprio Paese e le proprie abitudini è una vera e propria sfida psicologica; prima di vincere il mondo è necessario vincere sé stessi.
2) Effettuare un accorto sopralluogo: almeno un mese di “vacanza studio” nella destinazione prescelta, durante il quale stabilire se l’attività che abbiamo intenzione di intraprendere può avere successo e – aspetto fondamentale – prendere contatti con uno studio legale del luogo, al quale fare riferimento per tutte le informazioni necessarie. PS: farsi dare dal commercialista la lista delle cose da chiedere all’avvocato.
3) La destinazione: un po’ di accortezza è necessaria. Meglio scegliere un paese in cui il costo della vita è basso, l’economia è in crescita e la condizione politica è stabile.
4) Ius sanguinis: prima di stracciare il passaporto italiano e cambiare cittadinanza considerate le condizioni previdenziali e assistenziali, non solo gli sgravi fiscali!