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di Maria Carmela de Dato
Tutte le indagini, le ricerche statistiche e le numerose inchieste realizzate dai diversi istituti di ricerca, danno un quadro abbastanza triste del consumo di libri tra i giovani italiani. Collocati agli ultimi posti della classifica europea, tali ricerche descrivono l’editoria libraria italiana come un mercato dal perimetro assai ristretto se la si confronta con gli altri paesi.
Tantissimi, poi, gli articoli sulla crisi della lettura tra i giovani. C’è chi si limita a commentare i risultati e a chiudere la questione descrivendoli nel peggiore dei modi e chi gioca a patata bollente dando la colpa ora alla dis-educazione alla lettura ricevuta dai genitori, ora alla scuola, ora alla televisione, ora ad internet o più semplicemente alla crisi dei valori che colpisce i giovani.
“Mercato nero per l’editoria”, “Crisi della lettura”, “I ragazzi italiani i più pigri d’Europa nella lettura”, “leggere per loro equivale ad essere poco moderni”, “morte annunciata del libro” ed altro ancora, è quello che si legge a caratteri cubitali se ci si imbatte nell’argomento.
Ma davvero la situazione è così tragica? Davvero i giovani italiani leggono poco? Stando ai numeri, dati, grafici, statistiche e percentuali sembra proprio di sì.
Ma non si spiega il perché, allora, del proliferare in lungo e largo e per tutto lo stivale, di concorsi letterari di ogni tipo, premi, fiere del libro, bancarelle, iniziative singolari di diffusione e prestito di libri, corsi di scrittura creativa o di lettura animata, blog e forum di lettori che si confrontano, manifestazioni ed eventi di promozione, salotti, caffetterie, pub e locali di ogni tipo con sale lettura ecc.
Allora, quanto è reale il repentino “tramonto” che avvolge il libro e la lettura in generale? Cos’è questo fermento? Una moda passeggera? Tentativi di un’ultima e disperata rianimazione prima della sua morte definitiva, oppure siamo spettatori di un cambiamento non ancora decifrato? Quanto è vera la disaffezione verso il libro da parte dei giovani?
Per chiarirci le idee a riguardo siamo andati ad intervistare quattro giovani che, vuoi per lavoro, vuoi per necessità, vuoi per passione o per hobby, “frequentano”, in modo differente e da diversi anni, il mondo dei libri: ovvero chi i libri li scrive, chi li pubblica, chi li vende e chi li legge.
Alcide Pierantozzi, giovane scrittore alle prese con il suo terzo romanzo, Francesca Chiappa, giovane imprenditrice di una casa editrice, Lara Lucaccioni, che della vendita dei libri ne ha fatto il suo mestiere e, infine, Francesca Tridente, universitaria con il “vizio” della lettura. Quattro diverse anime che si raccontano e si confrontano sulla lettura e i libri. Nei prossimi giorni potrete leggere le loro interviste. (1 - continua)
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