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L'Abruzzo, ve lo ricordate ancora?

01-07-2009

di Chiara Fonzi

Faccio una chiacchierata con Emilio Garau, Responsabile Nazionale Emergenze della Prociv Arci e responsabile della tendopoli di Piànola, a L'Aquila.

L'11 aprile 2009 (cinque giorni dopo il terremoto) sul sito della Protezione Civile Prociv Arci Emilio firmava il seguente annuncio: “Attenzione: fino a nuova comunicazione bloccate le raccolte di cibo e beni”, seguito da un ringraziamento e da una specificazione tra parentesi: “(in questo momento i depositi sono pieni)”.
Ora sono passati due mesi e la situazione non è più quella di allora: “Fin dall'inizio avevo una preoccupazione” confessa Emilio “che nel primo momento sarebbe arrivato di tutto ai magazzini, mentre allo sgonfiarsi del pallone mediatico ci saremmo trovati in difficoltà. Ora i miei timori non si stanno rivelando del tutto infondati”.

Cioè?
Mantenere viva una tendopoli a lungo termine è sempre più faticoso, anche per il semplice fatto che le donazioni sono sempre meno, dalle derrate alimentari a quelle riguardanti abbigliamento. Proprio riguardo all’abbigliamento, non dimentichiamo che dopo ferragosto arriveranno le temperature rigide invernali. Anche in questi giorni la notte in tenda dormiamo con le coperte di lana...

Spero che gli italiani non si dimentichino delle persone che sono qui, perché per riportare tutto alla normalità c'è ancora bisogno di tempo.

Almeno la situazione psicologica è migliorata?
Gli psicologi delle tendopoli certamente fanno il loro lavoro, ma non è facile per queste persone recuperare. Il terremoto continua a scuotere la terra e i sindaci hanno ogni scrupolo ad apporre la firma finale per la piena agibilità... in più, nonostante alcune famiglie la ottengano, hanno comunque paura di rientrare in casa. La percentuale di gente che ha lasciato il campo per tornare a dormire nel proprio letto rappresenta una minoranza.
Gli stessi insegnanti, che hanno dovuto ricominciare le lezioni con i bambini a scuola subito dopo il terremoto, forse avrebbero avuto bisogno di un po' di tempo per sé stessi, ma hanno dovuto riprendere al più presto il lavoro, perché la mancata preparazione degli studenti non si aggiungesse ai danni del sisma

Quando questa gente sarà indipendente dai volontari?
Stiamo già ottenendo dei risultati su quel fronte. Con il calo dell'attenzione mediatica anche le forze volontarie stanno diminuendo, ma la Protezione Civile e lo Stato sono riusciti a portare a termine il progetto di assicurare a norma di legge gli aquilani che si sentissero pronti a sostituire i volontari nel lavoro giornaliero al campo.

Inoltre, prima un volontario che si offriva di partire per il servizio veniva retribuito e il suo datore rimborsato dallo Stato nel giro di qualche anno; oggi, sempre per ovviare alla mancanza di personale nelle tendopoli, i datori di lavoro possono ottenere il rimborso degli stipendi nel giro di soli due mesi.

Il G8 è in preparazione?
Sì, e la mia speranza è che il G8 attiri l'attenzione dell'Europa sulla questione abruzzese con l’apporto di nuove risorse, indispensabili per risolvere la situazione.

Che appello farebbe agli italiani?
Di continuare con le donazioni. Qui c'è gente che ha necessità di tante cose. Una sola preghiera: anche il popolo abruzzese ha una dignità da salvaguardare, pertanto le donazioni devono riguardare solo ed esclusivamente prodotti nuovi.

Gli alberghi non hanno offerto ospitalità?
Sì, gli alberghi stipulano delle convenzioni con lo Stato per alloggiare i terremotati, ma solo per le stagioni in cui il turismo è un po' più in ribasso.

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