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La denuncia: "Le Marche come set? Siamo sottofinanziati"

19-01-2010

di Claudia Zavaglini

Nel corso della terza giornata degli Stati Generali del Cinema Italiano (20-22 ottobre), che si sono tenuti durante l’ultima edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, è intervenuta anche la responsabile di Marche Film Commission, Anna Olivucci.

La Olivucci ha messo in evidenza la novità di Marche film commission, una realtà nata ufficialmente a Venezia nell’estate del 2008; una realtà che in meno di un anno e mezzo ha tentato di “recuperare il terreno perso” in una regione poco connotata, una regione senza una “chiarezza cinematografica”, che però è arrivata, finalmente, ad avere una struttura operativa impegnata nella promozione del territorio e della cultura marchigiani attraverso lo sviluppo del cinema a livello regionale.

Da subito Marche film commission si è proposta di operare sull’identità territoriale chiedendosi sia qual era l’immagine del territorio già data (filmografia), sia quale quella da poter dare (filmogenia), quali insomma, le immagini da proporre.

Di qui, quindi dagli intenti, Anna Olivucci è passata a ricordare l’esiguità dei finanziamenti destinati a Marche film commission (“un decimo o meno dei finanziamenti che vanno invece agli altri”) e la difficoltà di “crearsi un background” - “non possiamo crearci un background in un anno, non possiamo diventare una regione di cinema se non lo siamo stati” – concludendo che per questo occorre certo molto più tempo, ma nemmeno il tempo può assicurare che le Marche diventeranno una regione che “sa di cinema”.

Nonostante l’entità esigua delle entrate e il dover andare in cerca di produzioni, il doversi continuamente proporre, la struttura marchigiana è stata in grado di andare avanti puntando sulla ramificazione territoriale, nella convinzione che soltanto così, ramificandosi, si potranno avere dei riscontri positivi non soltanto a livello di attività e attenzione, non solo a livello economico ma anche nell’ambito del cineturismo.
Infine, la Olivucci ha auspicato, sottolineandone la mancanza, un’azione organica, in cui tutti, le istituzioni in primis, programmino e pensino insieme il marketing.
L’intervento si è concluso con un invito a “dare alla location il valore che ha”, pur dentro le logiche di mercato.

Gli Stati Generali del Cinema Italiano, promossi dalla Fondazione Cinema per Roma e organizzati da Key4biz, hanno toccato alcuni tra i temi più importanti inerenti lo sviluppo del cinema. Il primo workshop è stato dedicato a “La promozione del cinema italiano”, in particolare alla promozione nelle sale e all’estero; il secondo ha avuto come tema “La rivoluzione del cinema digitale in sala”, mentre il terzo, “Il Cinema delle Regioni” ha coinvolto in un importante confronto i rappresentanti delle realtà regionali.

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