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di Antonia Casiero
La crisi finanziaria mette "potenzialmente in pericolo" una famiglia italiana su due: sono quasi 12 milioni, il 48,8% del totale, le famiglie che "denunciano un concreto rischio di default". È quanto emerge dal 42mo Rapporto Censis sulla situazione sociale del paese, che evidenzia anche come sette italiani su dieci pensino che "il terremoto nei mercati possa ripercuotersi direttamente sulla propria vita".
La crisi economica ci preoccupa sempre di più e alcuni sostengono che siamo solo all’esordio del vero problema.
Opinioni divergenti
Sondaggi, interviste e media veicolano la consapevolezza della gente nei confronti della crisi e di come ciascuno adotti i propri “criteri” per affrontarla. C’è chi limita i consumi, chi attende i saldi per acquisti più convenienti, chi invece continua a spendere, con evidente incuria del problema.
Se si vuole tener conto, poi, di opinioni più autorevoli, ci si ritrova a confrontarsi con uno schieramento ben delineato tra gli esperti di economia e la Chiesa. Gli economisti sostengono che contenere i consumi costituisce un danno ulteriore alla crescita del Paese: meno consumi determinano meno produzione interna, meno esportazioni, più disoccupazione, mentre il Papa nel Te Deo invita i fedeli a saper rinunciare ad acquisti superflui in nome dello spirito di sacrificio.
Questione di pessimismo?
Amelia Beltramini, in un suo articolo pubblicato su "Focus" (febbraio 2009) sostiene che per uscire dalla crisi è fondamentale considerare il punto di vista dal quale la si osserva. La giornalista sostiene che guardare alla crisi con ottimismo e, dunque, come opportunità consente di uscirne più facilmente.
Ad ogni periodo di crisi, spiega, corrisponde un cambiamento che implica la scelta tra due tesi: “il bicchiere è mezzo pieno” e l’altra dei seguaci della legge di Murphy “se qualcosa può andare storto, ci andrà”. Imparare a leggere la realtà in maniera oggettiva è fondamentale: la crisi obbliga a riflettere su comportamenti errati e a valutare con cura la realtà. Una lettura della realtà improntata su una visione pessimistica induce alla passività e, quindi, al protrarsi delle situazioni negative. Occorre dunque controllare razionalmente pessimismo e paura.
Centinaia di ricerche hanno dimostrato che il pessimismo danneggia la salute e la capacità di relazione e tarpa le ali alla ripresa e al successo. Hellen Keller (1880-1968), insegnante e scrittrice, diceva: “nessun pessimista ha mai scoperto i segreti delle stelle o ha navigato in mari non segnati sulle mappe e neppure ha aperto nuovi territori per lo spirito umano”.
Basta l'ottimismo?
L’ottimismo, la fiducia nel futuro e nella soluzione dei problemi consentono di reagire, di combattere e di modificare la realtà a proprio vantaggio, indirizzandola in un senso più favorevole. I vincitori sono ottimisti, hanno fiducia nel futuro e sanno sempre di farcela. Ma sarà sufficiente ripetersi: “yes, we can”?