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di Francesco Barbabella
Il mondo dell’informazione all’interno delle università è in fermento. Dopo la crescente attenzione di alcuni media nazionali (tra gli altri, il magazine Wired e Radio Deejay) verso il fenomeno, il 27 e 28 maggio scorsi si è tenuto a Perugia il tanto atteso Festival delle Radio Universitarie (Fru), ideato dall’Associazione Nazionale degli Operatori Radiofonici Universitari e giunto alla quarta edizione.
L’evento ha visto la partecipazione di oltre 250 redattori rappresentanti di circa 40 media universitari, tra radio e televisioni. Vale dunque la pena fare il punto della situazione di una realtà multiforme e dinamica che interessa così da vicino gli studenti universitari: come fruitori, certo, ma soprattutto come produttori di informazione multimediale.
Rimanendo nel campo radiotelevisivo, le università italiane che possono vantare trasmissioni on-line di web radio o web tv sono una trentina circa: difficile censire con precisione queste realtà vista la mancanza di un network capace di coordinare e rappresentare tutte le esperienze universitarie (il network Ustation, in realtà, è solo un aggregatore dei contenuti prodotti).
A fare la parte del leone sono naturalmente gli atenei del Nord Italia, che gestiscono la metà dei media multimediali nazionali. Si tratta per la maggior parte di web radio: solo alcune università hanno sviluppato, oltre al mezzo radiofonico, anche quello televisivo (tra le altre: Milano Bicocca, Milano Bocconi, Padova e Torino). Le radio “storiche” sono invece Radiobue di Padova e Ucampus di Pavia, nate nei primi anni del nuovo millennio, a cui poi si sono affiancate altre realtà, tra cui: Bergamo, Bolzano, Milano Bicocca, Milano Bocconi, Milano Politecnico, Piemonte Orientale, Torino, Trento, Trieste, Udine, Venezia Ca’ Foscari e Verona.
Nel centro Italia si contano invece una decina di redazioni, di cui ben tre nelle università marchigiane: Macerata, Camerino e Urbino si sono inserite negli ultimi anni nella corsa all’informazione on-line, dotandosi di proprie web radio. Oltre gli atenei romani (La Sapienza, Tor Vergata e LUISS), sono dotati di web radio anche Perugia, Pisa e Teramo; tra le web tv si possono invece segnalare quelle di Chieti, Perugia e Roma Tor Vergata.
Per quanto riguarda il Sud Italia, il numero di realtà universitarie in cui si è sviluppato il fenomeno di web radio e web tv è sicuramente minore (circa sette atenei in tutto), ma la qualità dei propri contenuti non ha nulla da invidiare con i prodotti del Centro e del Nord Italia: si devono ricordare, a questo riguardo, gli esempi di Catania, Palermo, nonché dell’Università della Calabria, web radio vivaci e bene organizzate. Altre web radio dell’area sono quelle di Cagliari, Napoli Federico II, Salerno e Sassari.