La foto del mese
Foto di Pixelmatica Macerata

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di Marinella Bosi
Cittateneo si è già occupato dei tanto discussi spot delle Marche che vedono il premio Oscar Dustin Hoffman vestire i panni di un moderno Leopardi, nuovo testimonial della Regione. Negli ultimi mesi, infatti, i filmati destinati alla promozione turistica delle Marche in Italia e nel mondo sono stati al centro dell’attenzione. Annunciati dal Governo regionale lo scorso autunno, il primo ciak è stato dato a dicembre, quando per alcuni giorni le città si sono contese la presenza di Hoffman e non si è fatto altro che parlare di dove la star avrebbe mangiato, soggiornato, fatto compere.
Ma la meraviglia generale per la celebrità del protagonista è stata subito affiancata da non poche polemiche. Bersaglio delle critiche sono stati gli elevati costi, soprattutto in tempi di crisi, e lo svolgimento dell’appalto, vinto da Europroduzioni. Poi il dito è stato puntato sulla valenza culturale dell’operazione e si è detto che sarebbe stato meglio trovare un attore italiano per promuovere le bellezze locali anziché importarne uno da oltreoceano, evitando l’accento americano e le incrinazioni nella lettura della poesia L’Infinito.
I sostenitori del progetto, invece, hanno messo in evidenza come la scelta di Hoffman abbia dato grande eco alla campagna promozionale, fino ad arrivare alle pagine del New York Times.
In seguito alla messa in onda degli spot in tv e sale cinematografiche, siamo andati a sondare le opinioni degli studenti di Scienze della comunicazione della nostra Università. La prima critica mossa allo spot riguarda il suo carattere di una tantum e il timore che da tanto sforzo economico non arrivino i risultati sperati. Claudio Ricci, studente di Comunicazione Multimediale (laurea specialistica) definisce lo spot “un vestito carissimo e prezioso, da poter indossare però, solo in un'occasione, visto che la campagna è estremamente concentrata nel tempo” . Ed aggiunge: “Penso che avendo ‘la stoffa’ a disposizione, studenti della nostra Facoltà di Scienze della comunicazione di Macerata e, perché no, di tutta Italia, avrebbero potuto far meglio, creando anche un circuito di maggiore interesse intorno all'evento.” E proprio per questo lancia una proposta: “La prossima volta perché non pensare ad un concorso che coinvolga queste realtà?”. Secondo Cecilia Coletta, laureanda in “Le panoramiche dei paesaggi marchigiani sono molto belle, se non fosse che nel complesso viene presentata una sorta di casa di riposo all'aperto. Trovo che lo spot sia noioso e che non renda giustizia alla nostra regione: dimentica soprattutto di mettere in rilievo che le Marche sono fatte di persone, visi, storie, musiche e non di distese disabitate e anonime.” Quanto alla scelta del divo Hoffman, una nota di disapprovazione viene da Laura Tedeschi, del terzo anno: “Credo sarebbe risultato più significativo, e senz’altro meno costoso, scegliere un personaggio marchigiano come Giovanni Allevi o Neri Marcorè”. C’è da dire che molti degli studenti interpellati non erano a conoscenza del “caso Dustin”, della campagna promozionale delle Marche e di tutto il parlare di questi mesi. Un dato, questo, suscettibile di una doppia lettura: come disinteresse dei giovani verso gli argomenti dell’attualità politica e culturale locale o come scarsa capacità delle istituzioni di far trapelare, fuori dal campo degli addetti ai lavori, le notizie sulla propria attività.