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I candidati rettore incontrano il Pta

07-06-2010

di Diego Cacchiarelli

Ultimo confronto ufficiale, stamattina, tra i candidati a rettore Luigi Lacchè e Antonella Paolini, che hanno incontrato il personale tecnico amministrativo nell'Auditorium San Paolo. Moderatore, il giornalista dell'Ansa Giuseppe Bellesi. Diverse le questioni messe sul tavolo, molte delle quali direttamente dal pubblico. Ecco una sintesi delle principali.

Azioni per garantire la separazione tra indirizzo politico e indirizzo gestionale.

Per Lacchè è essenziale che il rettore elabori un piano pluriennale di programmazione con le linee politiche essenziali, che passi poi al vaglio e al controllo degli altri organi di governo, in modo da garantire il massimo della trasparenza e della condivisione. Il nodo di raccordo tra i due indirizzi è dato dalle funzioni dirigenziali. Paolini fa riferimento a due leggi, la 241/90 e la 142/90, ribadendo che al rettore spetta indicare gli obiettivi strategici, che i responsabili del Pta devono declinare in azioni concrete indicando le procedure e le regole da seguire. La professoressa propone la creazione di un organismo tecnico a ulteriore garanzia della correttezza dei procedimenti.

Nomina del Direttore Amministrativo.

La Paolini sostiene la necessità di prendere in considerazione il curriculum dell'unico dirigente di ruolo dell'Ateneo, prima di valutare la possibilità di assumere un esterno, incrementando la spesa per il personale. Lacchè porta ad esempio il metodo adottato già da alcuni atenei, come quello di Firenze: bandire un avviso pubblico aperto a tutti coloro che abbiano competenze idonee e funzioni dirigenziali in questa o in altre università. Il problema di aggravio della spesa per il personale non si pone, perchè si andrebbe a sostituire un contratto di dirigenza che si chiude.

Sedi distaccate.

Per Lacchè le sedi distaccate dell'Ateneo vanno mantenute laddove proseguano rapporti di collaborazione leali ed efficaci con gli enti, visto che queste sedi presidiano i territori dall'interesse di altri atenei, si sono specializzate dal punto di vista didattico e scientifico, hanno raggiunto standard accettabili di dimensionamento e godono di una buona collaborazione con gli enti locali, tranne alcune criticità dovute alla crisi economica. La Paolini evidenzia la necessità di monitorare i corsi di laurea ospitati dalle quattro sedi (Civitanova, Jesi, Fermo e Spinetoli), evidenziando alcune criticità, soprattutto per Jesi, in termini di iscrizioni, per Civitanova, perchè sono pochi docenti, e per Spinetoli, dove potrebbero sorgere problematiche finanziarie.

Trattamento economico Pta.

Entrambi i candidati hanno sottolineato l'estrema difficoltà del quadro nazionale, ribadendo, comunque, la necessità di valorizzare le professionalità e i risultati raggiunti; si sono impegnati a liquidare il trattamento economico accessorio entro il 2010, visto che, secondo la manovra finanziaria, i dipendenti pubblici avranno stipendi bloccati ai livelli del 2009 per tre anni, e a prevedere incentivi per il personale, se i tagli lo permetteranno.

Organizzazione strutturale dell'Ateneo e finanziamento dei servizi.

 La Paolini ha ricordato la riforma della governance prevista nel disegno di legge universitario e ha ribadito la necessità di una revisione dei centri di responsabilità in genere (centri servizi, dipartimenti, facoltà, ecc.) per quanto riguarda la distribuzione delle risorse e del personale. Lacchè ritiene necessaria una riflessione sui centri di servizi per capire quali hanno raggiunto gli obiettivi prefissati. Per quanto riguarda le risorse, sostiene la necessità che l'Ateneo utilizzi sempre risorse interne per erogare i propri servizi, ma, non essendo queste sempre sufficienti, è necessario intraprendere un percorso che porti risorse anche dall'esterno.

Edilizia.

L'elemento di maggior disaccordo tra i due candidati è la destinazione di Villa Lauri, acquistata dall'Ateneo alcuni anni fa e che ha ottenuto un cofinanziamento dal Ministero per edilizia universitaria. Secondo la Paolini andrebbe chiesto al Comune uno scambio con Palazzo Conventati, dove sono concentrati i servizi amministrativi dell'Ateneo e per il quale si paga un affitto, evitando spese ulteriori per la qualificazione della Villa che andrebbero a pesare sul bilancio dell'Università; Lacchè ha auspicato il proseguimento del progetto di recupero, ricordando che ulteriori risorse, oltre finanziamento ministeriale, deriveranno dalla vendita del collegio Bartolo da Sassoferrato, permettendo una concentrazione delle residenze universitarie nella zona di Santa Croce, dove sono già stati avviati i lavori per la sistemanzione dell'ex Cras. 

 

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