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Giurisprudenza da lode, missione possibile

07-02-2011

di Marinella Bosi

Uno su mille ce la fa… a laurearsi con un anno di anticipo e un 110 e lode pieno. E’ riuscita in questa impresa Elisabetta Meschini, l’ex studentessa di Giurisprudenza che ha ottenuto il premio di migliore laureata dell’anno della sua Facoltà, premio consegnato annualmente dall’Alam (Associazione Laureati Ateneo Maceratese). Cittàteneo ha deciso di incontrarla per avere alcuni consigli su come affrontare lo studio universitario.

Dottoressa Meschini, come ci si sente ad essere la migliore laureata in Giurisprudenza dell’anno?
Soddisfatta. Gli sforzi fatti finora hanno trovato la giusta ricompensa! Anche se ora sono un po’ preoccupata per il futuro.

Come mai? Cosa stai facendo ora?
Uscita dall’Università, ho notato che il settore legale è molto saturo e che anche qui, ormai, gli sbocchi sono limitati. Attualmente sono impegnata con la pratica forense e con la Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali. La mia aspirazione sarebbe vincere il concorso per la magistratura, ma cerco di lasciarmi aperte quante più strade possibili.

Di certo il tempo gioca a tuo favore, visto che hai impiegato addirittura un anno meno del previsto ad arrivare alla laurea. Puoi dirci il segreto per mantenere un buon ritmo e non andare fuori corso?
Tutto sta nell’avere un adeguato metodo di studio. Alcune piccole strategie possono velocizzare le cose, ma il più risiede nella costanza e nell’impegno.

Quali strategie?
Ad esempio, approfittare dei preappelli, organizzare un calendario degli esami da sostenere, andare ad assistere alla sessione di esame della materia che si sta studiando per annotarsi le domande più frequenti e, soprattutto, ripetere a voce alta mentre si studia.

Ti sei mai lasciata condizionare dalle voci che circolano sulla difficoltà degli esami e la predisposizione dei professori alla bocciatura?
No, affatto. Sono considerazioni molto soggettive. Spesso sentivo dire di esami difficilissimi, ma poi, quando toccava a me, scoprivo che non era così

Molti studenti provano ad andare agli esami anche sapendo di non avere una preparazione brillante, e, a volte, sufficiente. Cosa ne pensi? A te è mai accaduto di trovarti in questa situazione?
Mi è capitato, dato che volevo assolutamente laurearmi in ottobre. Ci sono stati esami che ho preparato in una sola settimana! Comunque, bisogna sempre provare a chiedere al professore di farci un’ulteriore domanda se non si è completamente soddisfatti del risultato dell’esame. Molti si accontentano di un 27 o un 28 e non chiedono la domanda per arrivare a 30. Io invece l’ho sempre chiesta: in fondo non c’è niente da perdere.

Dovendo scegliere, avresti dato la precedenza ad una media alta o alla velocità di laurearti?
Non penso che bisogna incaponirsi e volere il trenta a tutti i costi. Al 110 e lode si può arrivare anche con qualche ventotto. Penso invece che sia importante cercare di uscire il prima possibile dall’Università, a meno che il proprio desiderio non sia quello di rimanere nel mondo accademico come assistente o ricercatore: in questo caso l’approccio è diverso.

Ci sono aspetti dell’organizzazione dell’Università che rallentano il percorso?
Alcuni professori richiedono troppo tempo per lo svolgimento della tesi. A volte viene chiesto anche più di un anno, ritardando l’ingresso nel mondo del lavoro. Penso che ciò che conti veramente sia il percorso fatto nel corso degli anni e che la tesi sia solo il passo finale.
Raccontaci la tua giornata tipo da universitaria.
Mi svegliavo alle 7, facevo colazione e poi iniziavo a studiare, fino alle 12.30. Pranzavo, guardavo la tv e verso le quattro di pomeriggio riaprivo i libri fino alle otto. Studiavo a casa, per poter ripetere liberamente, cosa che in biblioteca è impossibile.

E nel week end?
Nei periodi di esami, spesso ho sacrificato anche i sabati e le domeniche! Poi, però, nei periodi più tranquilli mi concedevo più spazi.

Puoi darci tre consigli per uno studente al primo anno?
Frequentare i corsi che riducono il programma o prevedono un preappello, schematizzare e ripetere ad alta voce, infine, avere un approccio aperto con i professori e non sentirsi intimoriti.

Qualcosa in particolare da aggiungere?
Penso che la fortuna giochi un ruolo importante durante le prove e così, un po’ per scaramanzia, ogni volta che avevo un esame mi vestivo nello stesso modo!

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