La foto del mese
Foto di Pixelmatica Macerata

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di Giorgio Cipolletta
Innovare per vincere la crisi, l’headline coraggiosa che da il via al secondo Festival delle Città impresa, dal 2 al 5 aprile, ideato e organizzato da Nordesteuropa e dal Corriere della Sera. La manifestazione si è svolta in cinque Comuni del Veneto: Comuni del Camposampierese (Padova), Rovereto (Trento), Schio (Vicenza), Montebelluna-Asolo (Treviso), Maniago (Pordenone). 5 comuni, 200 ospiti, 500 studenti e ricercatori, questi sono i numeri che hanno dettato l’evento.
Tra gli studenti presente anche una delegazione selezionata dall’Università di Macerata, la quale ha partecipato alle diverse conferenze nei vari comuni. Una riflessione di respiro internazionale, sulla crisi che ha invaso il mondo. Innovare sembra essere il motto che trasporta il Festival con occhi rivolti verso il futuro, in un momento in cui la speranza sembra fermarsi di colpo. È proprio in questo momento che bisognerebbe riprendere la traiettoria, indirizzandola verso un cambiamento radicale e necessario, queste sono le parole coraggiose che riecheggiano ad ogni conferenza.
L’innovazione si fa in rete ed insieme, recuperando una prospettiva e la visione del futuro che la crisi finanziaria ha di colpo spazzato via. Un passaggio necessario dall’innovazione di quantità a quella di qualità, correggendo la perdita di senso che il lavoro e il consumo subiscono. Infine il bisogno e l’esigenza di sfruttare intelligentemente e con creatività Internet e il Web 2.0, in direzione di un processo innovativo dove le reti locali devono diventare reti globali e il circuito di produzione materiale deve far spazio a produzione immateriale di significati, esperienze, identità e servizi.
Il Festival è la conferma, che è possibile cambiare la visione globale del mondo. Protagonisti: importanti esponenti della cultura industriale, politica, scientifica e finanziaria, ma anche dell’architettura e dell’urbanistica.
Una scommessa difficile ma non proibitiva e questo è il senso della seconda edizione del Festival. Una sfida questa, rivolta all’economia, alla politica, alla società nei prossimi anni, affrontando i temi della creatività e della ricerca con una prospettiva di sviluppo, partendo prima di tutto da noi stessi, come motore vitale per innovare il nostro futuro.