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di Marinella Bosi
E’ tempo di politica all’Università. Per il 12 e 13 maggio sono indette, infatti, le elezioni dei rappresentanti degli studenti negli organi accademici e al Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari. Nove schede per ciascun votante e poche semplici regole per esprimere un voto valido: presentarsi ai seggi allestiti presso le Facoltà muniti di libretto o documento di identità, barrare la lista che si vuole votare, indicare eventualmente la preferenza per il candidato della lista prescelta, non dare voti disgiunti (voto ad una lista e voto al candidato di un’altra). Possono votare gli studenti regolarmente iscritti all’ A.A. 2009/2010. La lista degli organi da eleggere è lunga: oltre al Cnsu, si vota per i consigli di classe, i consigli di facoltà, il consiglio degli studenti, il comitato delle pari opportunità, il comitato universitario sportivo, il senato accademico, consiglio di amministrazione e consiglio di amministrazione dell’Ersu. L’elenco completo dei candidati può essere consultato sul sito internet dell'Ateneo o sui manifesti affissi in ogni Facoltà. In estrema sintesi, a competere per le cariche di “tribuni”degli studenti (usando un’espressione cara al compianto professor Serangeli di diritto romano) saranno i candidati di cinque liste di diversa estrazione politica, che si presentano ciascuna con il proprio programma e con la propria idea di università a misura di studente.
Tuttavia fino ad oggi è stato l’astensionismo il dato a pesare maggiormente sui risultati elettorali. Nel 2008, infatti, solo il 12% degli aventi diritto ha partecipato alle elezioni. Per questa ragione, pur dividendosi su altri argomenti, tutti i candidati incontrati da Cittàteneo sono d’accordo nel voler lanciare un appello al voto. “Se pochi studenti vanno a votare, i loro rappresentanti sono più deboli, perché hanno una legittimazione minore” osserva ad esempio Andrea Pambianchi, candidato di Azione Universitaria al Senato Accademico. Così è anche per Andrea Tonnarelli di Officina Universitaria, candidato al Consiglio Studentesco “I rappresentanti possono incidere molto sugli interessi degli studenti, soprattutto in un momento di crisi qual è quello attuale”.
Sono molte le ragioni alla base del non voto: c’è chi sostiene che i rappresentanti cerchino gli studenti solo nei giorni di campagna elettorale per poi disinteressarsi degli stessi una volta eletti, chi pensa che la loro opinione non serva perché destinata comunque a soccombere davanti a quella dei professori, in maggioranza negli organi accademici, ci sono tantissimi “fuori sede” ed altrettanti studenti non frequentanti che non si trovano a Macerata nei giorni delle elezioni. Ma per chi sta qui l’invito è unanime: non perdete l’occasione di dire la vostra sull’Università, in fondo siete voi studenti i principali fruitori dei servizi che offre.
Elezioni 2010