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Elezioni studenti, il programma di Officina Universitaria

10-05-2010

di Marinella Bosi

Un’alternativa trasparente, concreta e seria al vecchio modo di governare l’Università e di rappresentare gli studenti: così si propongono i candidati di Officina Universitaria agli organi accademici. Cittateneo ha intervistato Andrea Tonnarelli e Marco Monaldi, studenti della Facoltà di Giurisprudenza in corsa per i seggi del Consiglio Studentesco.

Ragazzi, partiamo alla critica molto forte che avete mosso all’attuale rappresentanza studentesca…
Riteniamo che la qualità dei servizi e della didattica siano crollati nel silenzio generale e che non ci sia un legame sufficientemente forte tra i rappresentanti e gli studenti. L’attuale rappresentanza studentesca presente negli organi accademici non ha reso conto del suo operato nel corso del mandato. La nostra sfida è diventare punti di riferimento per i fruitori dell’Università e il nostro motto è “portare gli studenti nell’organo e l’organo agli studenti”.

Bello slogan…
Non è solo uno slogan, ma un impegno preciso, da mettere in pratica. Noi ci impegniamo ad informare concretamente gli studenti di quanto si andrà a discutere prima di ogni riunione, organizzando delle assemblee, ascoltare le loro richieste ed, infine, riferire cosa accade nel corso delle riunioni.
Fino ad oggi questo legame è mancato, e molti studenti non sanno nemmeno che faccia abbiano i loro rappresentanti.

Che idea avete di Università, in generale?
Andrea: I principali cardini della nostra politica universitaria sono la tutela dell’ Università pubblica, contro qualsiasi privatizzazione. Siamo contrari ai finanziamenti privati perché portano necessariamente anche interessi privati dentro l’Università. E le università private creano omologazione.
Marco: Noi invece vogliamo un’ Università pluralista e laica, cioè libera da ogni condizionamento religioso, capace di lasciare ognuno padrone di esprimere la propria identità.

Come mai non avete candidato nessuno al Cnsu?
Si è trattata di una scelta di responsabilità. Officina Universitaria è una lista molto giovane. Piuttosto che candidare un ragazzo privo di esperienza, abbiamo scelto di appoggiare un candidato dell’Udu: Mauro Vecchietti, un giovane di Corridonia che studia ad Urbino.

Un punto su cui insistete molto è il rafforzamento del welfare studentesco. Cosa chiedete a riguardo?
Vogliamo un’Università incentrata sui servizi allo studente. In un periodo di crisi, difficile come quello attuale, non sono ammissibili tagli in questo settore. Invece sempre più spesso si assistono a riduzioni di spesa proprio sul fronte dei servizi allo studente e sulle attività culturali. Noi ci opponiamo fortemente a questa politica.

Quali sono le vostre proposte per l’Ateneo di Macerata?
Andrea: Sono numerose. A partire dall’ introduzione di una carta dello studente, che dia diritto ad agevolazioni per mostre, musei, parcheggi e mezzi di trasporto (in primis verso Scienze della Formazione). Gli studenti e l’Università danno molto alla città di Macerata e al suo territorio in termini economici, quindi è giusto che qualcosa ritorni a loro vantaggio.
Marco: Un’altra proposta è quella della filiera corta dei servizi. Oggi è lo studente a rincorrere i servizi. Ad esempio, se cambia un orario di lezione, se manca un professore, agli studenti non viene comunicato. Inoltre, per avere qualsiasi informazione, lo studente è costretto a lunghi pellegrinaggi e attese alla Segreteria o al Centro Orientamento e non sempre ottiene i dovuti chiarimenti. Noi pensiamo che lo studente abbia diritto ad ottenere notizie nel più breve tempo possibile. Per questo chiediamo l’istituzione di un punto di riferimento della Segreteria Studenti distaccato presso ogni Facoltà.
Andrea: Nel programma abbiamo inserito anche il ripristino dei fondi per le iniziative culturali. L’Università ha tagliato le somme destinate agli studenti per le attività. Da parte dei rappresentanti degli studenti ci saremmo aspettati delle proposte alternative e non l’accettazione passiva di questa scelta. Ad esempio delle risorse economiche potevano essere recuperate eliminando i corsi doppione e con pochissimi iscritti, in tutte le Facoltà, cominciando da Giurisprudenza. Questo è un punto su cui insistiamo molto.
Marco: Un’altra proposta che facciamo è quella del Consigliere comunale aggiunto. In altre città, come Urbino, è già stata istituita questa figura che dà una rappresentanza concreta degli universitari negli organi comunali. Pur non avendo diritto di voto, il consigliere degli studenti ha una funzione consultiva e porta il punto di vista degli studenti sull’amministrazione della città.

C’è altro?
C’è molto altro. Ad esempio, le nostre proposte per il Cus, un ente pressoché dimenticato, e per l’ Ersu, a partire dalla richiesta alla Regione di verifica della resistenza sismica degli edifici e al potenziamento dell’assistenza medica per gli studenti fuori sede e alla previsione di più servizi a prezzi minori.

A proposito di Ersu, un punto particolare del vostro programma è la richiesta di agevolazioni per aiutare gli studenti a conservare il diritto alla borsa Ersu anche se fuori corso.
Pensiamo che uno studente debba avere la possibilità di usufruire della borsa Ersu per cui ha titolo anche se va un anno fuori corso. Lo scopo è quello di non perdere la qualità dello studio e di non sentire la pressione insopportabile degli esami. Uno studente che usufruisce dei servizi Ersu è uno studente che già parte da una situazione di fatto più problematica di altri, per cui non riteniamo debba subire ulteriori carichi vessatori.

Avete ottenuto dei risultati negli organi in cui siete attualmente presenti?
Al di là dei risultati nei Consigli delle singole Facoltà, a livello di Ateneo il nostro consigliere Daniele Principi ha fatto molte proposte, tra cui è importante la richiesta, messa a verbale, dell’acquisto di un pulmino dell’Ersu, necessario per garantire i trasporti.

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