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Candidati rettore, "Più spazi per gli studenti"

04-06-2010

di Marinella Bosi

Dopo l’incontro con il mondo della ricerca, per i due candidati allo scranno di rettore dell’Università di Macerata questa mattina è stato il turno del faccia a faccia davanti agli studenti dell’Ateneo. Il confronto tra la professoressa Antonella Paolini (Facoltà di Economia) e il professore Luigi Lacchè (Facoltà di Giurisprudenza Giurisprudenza) è stato organizzato dalla lista Obiettivo Studenti, per informare gli iscritti sulle elezioni del prossimo 9 giugno e permettere ai due contendenti di conoscere le esigenze e le opinioni della base dell’università.

Nel ruolo di moderatore Emanuele Sorichetti, neo eletto rappresentante degli studenti nel Consiglio di Amministrazione d’Ateneo, che ha sottolineato l’importanza del contributo di questo incontro nel dibattito in corso sul nuovo Rettore.

Per più di due ore i professori sono stati chiamati a rispondere ad un ampio ventagli di domande.

Tra le prime questioni venute in rilievo, la necessità di favorire i movimenti studenteschi. E’ stato posto in rilievo che molto spesso gli studenti vorrebbero prodigarsi in iniziative culturali o di solidarietà, incontrando però limiti burocratici (quali il pellegrinaggio tra gli uffici per avere i permessi, o l’assenza di aule) che pongono un freno alla creatività studentesca. Il Prof. Lacchè, prendendo spunto dalle esperienze conosciute all’estero, ha osservato che le associazioni degli studenti dovrebbero avere delle sedi stabili di incontro e si è detto disponibile ad immaginare, responsabilizzando le stesse, un luogo da destinar loro dalla mattina alla sera, ovviamente nel pieno rispetto delle regole. D’accordo anche la Prof.sa Paolini, che ha sottolineato il ruolo attivo che gli studenti possono svolgere nell’Università, ad esempio per il monitoraggio degli stage (che troppo spesso si risolvono in occasioni di sfruttamento per le aziende ospitanti e non in momenti di apprendimento per lo stagista) e per portare le loro testimonianze post- lauream.

Relativamente agli spazi degli studenti, un punto su cui si è discusso molto nel corso del dibattito è stato quello delle biblioteche. Parola d’ordine: apertura serale. Fortunatamente entrambi i candidati hanno preso un impegno in questo senso in caso di elezione, per garantire almeno l’apertura del Casb, biblioteca di raccordo dotata anche di altri servizi oltre alle sale lettura.

Si è passato poi al tema della formazione e alla necessità avvertita dagli studenti di un bilanciamento tra esigenze della ricerca ed esigenze della didattica. La Prof. sa Paolini, ricordando il rischio che con il meccanismo del 3 + 2 i corsi di laurea triennale diventassero dei superlicei, ha indicato l’esigenza di mantenere gli esami fondamentali di ogni Facoltà che possano assicurare una buona formazione di base, e di destinare ad essi i docenti migliori. Il Prof. Lacchè ha parlato di una sovrabbondanza acritica della didattica e di un eccesso di corsi nel triennio. La sua proposta per valutare la qualità degli insegnamenti è quella di un test di ingresso facoltativo e di progress test, per verificare i risultati.

Si è poi arrivati alla nota dolente della valutazione ministeriale della scorsa estate, che ha provocato all’Università un grave danno di immagine, e al caso del Prof. Colleoni. Per il Prof. Lacchè ci si sarebbe dovuti preoccupare se essa fosse stata rispondente a canoni scientifici ed equità. Ma ormai tutti sanno che le classifiche del Miur sono state un autentico disastro, costruite a tavolino, e che hanno prodotto un effetto boomerang sul Ministero. Fortunatamente non vi è stato danno all’immagine: le famiglie, i laureati, gli studenti hanno continuato a credere nell’Università. Anche la Prof.sa Paolini
ha criticato i criteri di quelle classifiche. I due candidati hanno preso
posizioni distinte sulla vicenda Colleoni. Il Prof. Lacchè ha detto che l’Università ha seguito le procedure di legge, e che pur non condividendo il metodo della chiamata diretta e non intendendo applicarlo in futuro, crede nelle “garanzie” a difesa degli imputati. La Prof.sa Paolini ha ribattuto che il rinvio a giudizio ha comunque disonorato l’Università e che, pertanto, sarebbe stato opportuno un passo indietro.

Tra gli ultimi argomenti affrontati, quello di Macerata come “città universitaria”. Il Prof. Lacchè vorrebbe avviare un gruppo di lavoro per lo studio approfondito del territorio. Ha inoltre in mente il progetto della città dello sport e una card per gli studenti che possa garantire agevolazioni e sconti. La Prof.ssa Paolini investe sulle residenze e dice che le piacerebbe avere in città tutti gli studenti dell’Unimc. Tuttavia, sapendo che per molti il pendolarismo non è una scelta, ma l’unica possibilità di frequentare l’Università, ha in programma degli incentivi per gli alloggi.

I presenti hanno apprezzato la disponibilità dei due candidati ad intrattenersi fintanto che vi sono state domande. “Ho avuto un’impressione positiva” dice Daniele Cipolletta, eletto nel CdA Ersu. “E' emersa una buona attenzione alle proposte degli studenti, che sono una componente che non si può tagliar fuori”.

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