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di Tiziana Sagretti
Nel 2006 il Ministero per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione ha emanato la “Direttiva per una pubblica amministrazione di qualità”, con la quale auspica che tutte le Ap seguano processi di miglioramento continuo delle prestazioni, stabilendo altresì che tale miglioramento debba essere monitorato mediante l’uso di sistemi di autovalutazione definiti a livello europeo.
L’Università di Macerata, per rispettare la direttiva, ha aderito al progetto “Caf Università” promosso dalla Fondazione Crui in collaborazione con il Dipartimento Funzione Pubblica e Miur per promuovere, anche con il supporto del Centro risorse nazionale Caf, un progetto di sperimentazione del modello Caf (Common Assessment Framework, ossia griglia comune di autovalutazione) quale strumento di valutazione delle prestazioni e di governance delle strutture universitari.
Tale modello è composto di nove criteri, di cui i primi cinque definiti quali fattori abilitanti ed i secondi quattro relativi ai risultati:
Leadership: promuovere la realizzazione della mission e della vision dell'organizzazione elaborando i valori e i sistemi necessari al successo.
Politiche e Strategie: realizzare la propria mission e la propria vision attraverso una strategia focalizzata sulle esigenze e le attese degli stakeholder.
Personale: gestire, sviluppare e consentire la manifestazione del pieno potenziale del proprio personale a livello individuale e di gruppo.
Partnership e risorse: pianificare e gestire le partnership esterne, i fornitori e le proprie risorse interne al fine di sostenere le politiche e le strategie.
Processi: porre in discussione lo status quo e nel realizzare il cambiamento facendo leva sull'apprendimento per generare innovazione e creare opportunità di miglioramento.
Risultati orientati al cittadino/cliente: ottenere risultati superiori in relazione ai clienti e effettuare misure approfondite.
Risultati relativi al personale: ottenere risultati superiori in relazione al proprio personale ed effettuare misure esaurienti.
Risultati relativi alla società: superare i requisiti normativi minimi dell'ambiente sociale nel quale l'organizzazione opera e nello sforzarsi di comprendere le attese degli stakeholder sociali e di rispondervi adeguatamente
Risultati relativi alle performance chiave: conseguire risultati in grado di soddisfare tutti gli stakeholder dell'organizzazione.
L’autovalutazione deve consentire una chiara definizione dei punti di forza e delle aree potenziali di miglioramento, alle quali devono seguire azioni di miglioramento pianificate e monitorate nel tempo per verificarne l’andamento. I vantaggi che se ne dovrebbero trarre sono: una chiara definizione degli obiettivi e della mission, una tensione continua al miglioramento, al cambiamento sostanziale, all’innovazione e successivamente all’analisi e alla comparazione tra obiettivi e risultati, alla ricerca delle cause che hanno creato scostamenti tra loro, allo sviluppo di progetti di miglioramento per l’eliminazione dei problemi evidenziati.
Organizzare e pianificare l’autovalutazione non è cosa semplice e presuppone un lavoro di squadra che abbia chiari gli obiettivi e le metodologie. Indispensabile è il coinvolgimento di tutte le parti interessate. Varie sono le tecniche di approccio all’autovalutazione: interviste, focus group, questionari, schede di raccolta dati e informazioni.
Il progetto di Autovalutazione deve anche essere necessariamente comunicato. E’ indispensabile che la strategia della comunicazione debba essere parte integrante del piano di autovalutazione. Chiari e conosciuti devono essere i motivi, gli obiettivi, le finalità. Nessuno può pensare che l’autovalutazione abbia una durata temporale, ma tutti devono essere consapevoli che è un processo di miglioramento continuo che si integra all’interno di altre iniziative quali: la valutazione della qualità, la riorganizzazione e l’innovazione in genere.
Altro punto nodale da chiarire è che l’Autovalutazione ha anche lo scopo di migliorare la soddisfazione di tutte le parti interessate, aumentare la motivazione e il senso di appartenenza, stimolare la partecipazione al miglioramento.
Il Progetto potrebbe risultare ambizioso e laborioso, ma solo la chiara definizione di obiettivi, la consapevolezza delle capacità, l’analisi oggettiva dei punti di forza e di debolezza, il coraggio e la capacità di intraprendere nuove strade, ci faranno naturalmente adottare tecniche ed atteggiamenti volti alla ricerca del miglioramento continuo.