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Mercoledì 30 novembre, si è svolta ad Ascoli Piceno la manifestazione contro la Riforma Universitaria organizzata dagli studenti della Scuola di Architettura e Design “E.Vittoria” dell’Università di Camerino.
Un corteo, animato da cartelloni, striscioni e cori, formatosi a metà mattinata davanti alla sede dell’Annunziata, si è incamminato in direzione centro storico raccogliendo lungo il cammino ricercatori, studenti universitari e delle scuole superiori (ad aderire il Liceo Artistico “Licini”, il Liceo Linguistico “Trebbiani”, l’Istituto Tecnico Statale “Mazzocchi” ed una classe dell’Istituto per Geometri “Umberto I”) attraversando Lungo Castellano, viale Alcide De Gasperi, corso Vittorio Emanuele e piazza Arringo, per confluire infine in piazza del Popolo attorno a mezzogiorno.
Alla presenza di circa trecento persone, fra cui il direttore della Scuola e anche molti fra professori ordinari ed associati, hanno preso la parola il ricercatore Gabriele Mastrigli, lo studente universitario Matteo di Matteo e i rappresentanti degli studenti che hanno messo in luce alcuni degli aspetti ritenuti negativi della Riforma Universitaria, “giunta - si legge in un loro comunicato - inopportunamente poiché sostenuta da un organico debole e di certo non risolutiva dei problemi reali dell’Università statale italiana”.
“La nuova sconveniente posizione di subordinazione al Ministero dell’Economia che il Ministero dell’Istruzione andrà ad occupare – prosegue il comunicato - , rendendolo ancor meno autonomo e libero di agire secondo strategie di promozione della cultura; i tagli alle borse di studio, che vanno ad aggravare il già drammatico prospetto dei finanziamenti destinati agli studenti; una politica che sceglie di sostenere i grandi atenei e le Università non statali a discapito dei piccoli atenei come l’Università di Camerino: tali ed altri cambiamenti creano condizioni sfavorevoli alla crescita della nostra Scuola e incoraggiano un fenomeno di emigrazione all’estero da parte di studenti e ricercatori in cerca di prospettive di studio e di ricerca migliori”.
Fra la folla erano presenti anche il segretario provinciale della Cgil Aldo Benfatto e l’ex presidente della Provincia di Ascoli Piceno Massimo Rossi, i quali, invitati a intervenire, hanno lodato l’iniziativa e hanno indicato la giustizia sociale e la conoscenza come gli elementi da perseguire per condurre l’Italia fuori dalla crisi.
Gli studenti hanno deciso di rimanere in stato di mobilitazione, augurandosi “un gesto di responsabilità da parte del Governo, anche nei confronti di un piccolo corteo di poche centinaia di persone come il nostro, che oggi ha deciso di credere che attraverso un’autentica dedizione alla ricerca e a forme di studio a libero e democratico accesso si possa assicurare al nostro Paese un futuro più generoso”.