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“Applicatevi, studiate quanto più è possibile, ma poi agite, non adagiatevi, realizzate.” Questo il pensiero di Lee Iacocca e questo dovrebbe essere, a mio parere, lo spirito di uno studente universitario. La voglia di vivere gli anni universitari come una grande opportunità, come una continua possibilità di confronto; la consapevolezza che le notti insonni sono una sfida dalla quale uscire vincitori. Tanti studenti a diciannove anni s’iscrivono alla facoltà che hanno sempre sognato, frequentano assiduamente le lezioni, vivono questi anni immersi in uno studio a volte “matto e forsennato” per raggiungere quel tanto agognato obiettivo, la laurea; quel pezzo di carta che li porterà lontano.
L’università è un luogo appassionante, dove confrontarsi con i docenti; un mondo dove sviluppare le proprie convinzioni e portarle avanti, dove il seguire un corso di studi non può essere finalizzato solo ad accumulare punteggio; una realtà coinvolgente che non deve essere confinata nel semplice andare a lezione, ma che va vissuta e da cui occorre trarre il meglio. Insieme a tutto questo ci si scontra continuamente con un sistema universitario a volte troppo poco attenti ai bisogni degli studenti e poco interessato al loro sviluppo personale. Un sistema frammentario, dove un “3+2” rischia di diventare un “4+3”, dove i contributi alla mobilità internazionale sono un miraggio, dove facoltà piene di corsi inutili e ripetitivi tolgono spazio al “vero” corso di studi. Insomma una situazione che di roseo ha ben poco e nella quale laurearsi nei tempi prefissati a volte diventa un miraggio.
Le recenti dichiarazioni del viceministro del Welfare Michel Martone “Dobbiamo iniziare a dare nuovi messaggi culturali: dobbiamo dire ai nostri giovani che se non sei ancora laureato a 28 anni sei uno sfigato, se decidi di fare un istituto professionale sei bravo e che essere secchioni, è bello, perché vuol dire che almeno hai fatto qualcosa.” hanno scatenato una sorta di piccola rivolta sui social network, rimbalzando di pagina in pagina, di tag in tweet.
La definizione di “sfigati” si riferisce a una particolare tipologia di studenti, quelli che s’iscrivono giusto per dire di essere diventati dottori in questo o in quello, che passano gli anni a crogiolarsi sul fatto che tanto c’è qualcuno che rinnoverà l’iscrizione per loro, che studiano il minimo indispensabile senza riuscire ad apprezzare l’importanza formativa di questi anni. Sono questi i ragazzi che potrebbero impiegare il loro tempo in modo migliore.
Continua il viceministro: “ Mi rivolgo piuttosto a tutti quegli studenti che, pur vivendo a casa con i genitori e non avendo avuto particolari problemi, si laureano comodamente dopo i 28 anni.” Ci sono sicuramente corsi di laurea molto difficili, che tra tirocini e laboratori non permettono di completare il corso di studi nel tempo prefissato, ma ce ne sono altri per i quali subentra quasi l'obbligo di laurearsi nei tempi previsti.
Per questo le parole del viceministro non sono così offensive come alcuni hanno ritenuto, anche perché, se vogliano smettere di essere il fanalino di coda dell’Europa, se vogliamo risollevare la nostra economia, se vogliamo entrare in seria competizione con i nostri colleghi stranieri, oltre ad un buon sistema universitario, abbiamo bisogno di crederci e incanalare al meglio le nostre energie, siano esse rivolte al mondo accademico o a quello lavorativo.
L’Università di Macerata ha avuto l’onore di avere come ospite della IX edizione della giornata del Laureato il Maestro Giovanni Allevi: le sue composizioni sorprendenti hanno emozionato grandi e piccoli ascoltatori in tutto il mondo. E' un magnifico compositore, nonchè pianista e direttore d’orchestra, ma il suo più grande talento è quello di riuscire ad arrivare al cuore degli ascoltatori.
Nel pomeriggio il Maestro Allevi ha presentato il suo nuovo libro, intitolato “Classico Ribelle” (edito Rizzoli), in cui, oltre ad esprimere il suo immenso amore per la musica, invita da una parte il mondo accademico a riformarsi per recuperare un dialogo autentico con il grande pubblico e, dall’altra parte, si rivolge ai “giovani dentro”, incitandoli ad impiegare tutte le loro energie per tentare di realizzare i loro sogni, senza lasciarsi intimidire dalle insicurezze e dalle paure.
All’entrata dell’Auditorum San Paolo di Macerata, dove si è svolto l’evento, già un’ora prima dell’inizio della presentazione si era formata una folla consistente di persone, che attendevano con ansia questo artista, segno del grande entusiasmo con cui il pubblico lo segue.
Un lungo applauso ha accompagnato l’entrata del Maestro, che si è recato subito verso il piano per la prima esecuzione: la posizione curva sulla tastiera, le mani sospese e le dita che si poggiano veloci e leggere sui tasti.
L’incontro, coordinato dal professore della facoltà di Lettere e filosofia Marcello La Matina, si è aperto proprio parlando di questo stravagante modo di approcciarsi allo strumento: “Mi piego per essere vicino alle note ed estraniarmi dal concerto, per vincere la paura di suonare che mi accompagna sempre e per essere il più vicino possibile all’origine del suono” spiega Allevi.
Il prof. La Matina ha sottolineato l’imprevedibilità delle composizioni di Allevi, il quale ha confermato quest’impressione affermando che “la musica deve parlare al cuore e far destare l’attenzione, non bisogna fare in modo che la musica divenga scontata. Essa subisce impennate e asciugature, che rendono vivo l’ascolto. Poi non deve mancare una buona dose di istinto e inspiegabile mistero”.
In merito all’opera di costruzione vera e propria della melodia, il Maestro ha spiegato che la maggior parte dell’attività musicale avviene nella testa, come scrive nel libro: “All’improvviso un gruppo di note, una melodia, un passaggio orchestrale s’impossessa dei miei neuroni. Spesso mi succede di notte. Nel dormiveglia le melodie mi assalgono: nel buio della stanza sono molto più lucide, più stagliate. Io resto incantato, ascolto questo momento e inizio a ripeterlo centinaia di volte, finché non si estende di sua spontanea volontà. Ed è il brano stesso ad indicarmi la direzione, a indicarmi dove vuole andare. Quando l’ultima nota di una composizione viene a trovarmi porta con sé un cartellino dove è scritto il titolo del brano. Lascio che la musica si esprima in totale libertà, io mi faccio da parte”.
E' stato, poi, introdotto un tema fondamentale trattato nel libro: l’opposizione alla standardizzazione musicale. Attualmente – è stato detto - il mondo accademico si concentra sulla tecnica ed ha come obiettivo primario quello di formare dei perfetti ed ineccepibili esecutori, dei grandi artisti del passato, rendendo a volte la musica classica incomprensibile ed inaccessibile al grande pubblico.
In realtà il compito dell’artista è quello di esprimere lo spirito del mondo contemporaneo, poiché “L’artista, grazie alla propria intuizione, riesce ad infondere nella sua opera le visione della totalità dello spirito del tempo, che diviene così accessibile a molti”.
E’ con questo intento che Allevi ha deciso di non sottostare agli schemi precostituiti imposti dall’Accademia ed ha iniziato a creare la propria musica, che consiste in “un nuovo linguaggio musicale, che è specchio di questo nostro tempo: ritmico, colorato, pieno di slancio e di poesia, furibondo e dolcissimo allo stesso tempo”. Questo tempo si racconta ogni volta che egli dirige un’orchestra o fa scorrere le propria dita sulla tastiera del pianoforte, così come è avvenuto durante l’esecuzione del suo brano “Tokio station”.
Il giovane compositore è riuscito in pieno a realizzare il proprio sogno di “comporre qualcosa di apparentemente semplice, ma in grado di creare profondi cambiamenti”. Vi è riuscito in parte avvalendosi delle conoscenze tecniche acquisite durante lo studio di pianoforte e composizione al Conservatorio di Milano e, soprattutto, lasciandosi guidare dalla “imprevedibilità dell’ispirazione artistica”.
Giovanni Allevi è classico, perché continua a considerare i compositori del passato come degli esempi e dei punti di riferimento, utilizzando forme classiche della musica (come la sonata, la toccata, il notturno, ecc.), ma è ribelle perché in tali forme inserisce contenuti che parlano del presente, delle paure, delle fragilità e delle passioni che pervadono l’uomo in questo momento della sua evoluzione, instaurando così un rapporto diretto con l’ascoltatore, poiché “l’opera d’arte si realizza nell’ascoltatore”.
Al termine Allevi si è diretto al piano per eseguire un altro suo pezzo, “Abbracciami”, e, ancora una volta, ha risvegliato in quell’insieme di “individui unici e irripetibili” (così egli ama definire il pubblico), che ascoltavano con gli occhi brillanti dall’emozione, la fanciullezza e la spensieratezza che è dentro di loro frenate da “un modo di vivere da spettatori” tipico di questa epoca.
“Questa è la musica, nonostante le sue strutture logiche: è impalpabile, è irrazionale, è emozione, è sogno”.
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L'Università di Macerata, attraverso la sua Facoltà di Scienze della comunicazione, scende al fianco dell'Inail Marche per ottimizzare la comunicazione del rischio ai lavoratori. Sono stati presentati oggi nell'Aula Magna dell'Ateneo i primi risultati del progetto di ricerca avviato dai due enti in collaborazione anche con la Regione Marche.
"Per l'Università di Macerata – ha introdotto il rettore Luigi Lacchè – è fondamentale allargare i rapporti con gli attori principali del territorio. La Facoltà di Scienze della comunicazione unisce la funzione applicativa alla ricerca ".
Anche il sindaco di Macerata Romano Carancini ha lodato la sinergia tra diverse realtà istituzionali e la scelta dell'oggetto di studio e analisi. "La comunicazione del rischio – ha detto – è un aspetto determinante, perché è inefficace continuare a dare regole, se i destinatari non le percepiscono e una comunicazione astratta non riesce a prevenire rischi evitabili".
" Vorremmo fare di questa ricerca – ha commentato il dirigente generale dell'Inail Marche Carlo D'Amato – un punto di riferimento per tutto il contesto nazionale. L'Inail investe molto nel campo della comunicazione. Il costo per gli infortuni e le malattie professionali in Italia è di 48 miliardi di euro, più del doppio di una Finanziaria "lacrime e sangue". I costi per la prevenzione sono un investimento".
Giuliano Tagliaferro, dirigente dell'Agenzia regionale sanitaria delle Marche ha ricordato l'importanza del coinvolgimento anche delle parti sociali per "fornire strumenti di comunicazione agli operatori che lavorano con le aziende e con i lavoratori" e per "aiutare anche i professionisti della comunicazione".
Il progetto - presentato dalla responsabile scientifica Barbara Pojaghi, preside della Facoltà di Scienze della comunicazione, dalle docenti Paola Papakristo, Gianna Angelini e Lucia D'Ambrosi - ha anche una finalità formativa: trasferire agli attori coinvolti competenze adeguate per poter continuare ad operare in autonomia. L'Inail ha messo a disposizione anche una borsa di dottorato che partirà a breve.
Il progetto coinvolge tutti i soggetti interessati: lavoratori, datori di lavoro e istituto previdenziale, per poter veicolare più efficacemente la cultura della sicurezza. Questa prima fase ha riguardato l'analisi della campagne di comunicazione finora attuate, tramite confronti a livello nazionale e internazionale. La fase successiva consiste nella ricerca sul campo tra lavoratori e datori di lavoro, in particolare dei settori edile e agricolo. Infine, sarà formulata una proposta di comunicazione strategica, che andrà poi monitorata per verificarne l'efficacia.
Dall'analisi delle campagne Inail dal 2008 al 2011, dello scenario internazionale e degli altri materiali a supporto – brochure, manualistica, prodotti multimediali – realizzati dall'ente, sono emerse tre principali aree di criticità. La prima è la mancanza di monitoraggio successivo all'attuazione della comunicazione, mentre invece è necessaria un'indagine per riscontrare se e come i lavoratori abbiano recepito il messaggio. Bisogna, quindi, definire il target sia dal punto di vista socio demografico, sia da quello psicografico. Anche gli strumenti utilizzati non sono sempre adeguati rispetto agli obiettivi e al destinatario: ad esempio, un video ben realizzato sui rischi in agricoltura distribuito in cd difficilmente sarà visto dai lavoratori. Oppure, per distribuire il materiale informativo può essere necessario utilizzare degli intermediari o organizzare eventi adeguati. I punti di forza, invece, sono il messaggio ben definito è il linguaggio utilizzato. Gran parte del materiale prodotto finora, molto valido nei contenuti ,può essere riutilizzato, ottimizzandone le strategie di diffusione.
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La IX edizione della Giornata del laureato organizzata dall'Università di Macerata e della sua Associazione di laureati Alam in questo 2012 verrà ricordata con emozione da studenti, ex-studenti e docenti, perché ha accolto il celebre musicista e compositore Giovanni Allevi.
La giornata del laureato è un momento importante per l'Ateneo, in quanto raccoglie tutti gli ex-studenti laureati con “110 cum laude”, che possono ritirare il proprio diploma, e coloro che hanno conseguito il titolo di dottore 25 o 50, celebrati con un attestato ricordo, perché l'Università non li ha dimenticati.
Nella cerimonia viene, poi, assegnato il premio al “Laureato dell'anno” a un laureato dell'Ateneo che si è distinto per meriti particolari in ambito culturale, scientifico, didattico, educativo o giuridico.
Quest'anno il riconoscimento è andato al Maestro Giovanni Allevi, che si è laureato con lode in filosofia nel 1998. A rendere più emozionante la premiazione ci ha pensato il coro di UniMc, che, in passato tra le proprie file ha potuto contare anche un giovanissimo Allevi: guidati, ieri come oggi, dal Maestro Aldo Cicconofri, i cantori hanno intonato le note di uno dei maggiori successi del compositore ascolano.
Allevi ha ringraziato ricordando un aneddoto: “Quando mi sono iscritti alla facoltà di filosofia noi giovani universitari abbiamo avuto un primo incontro con i docenti e, alla richiesta se avevamo domande da fare, ho chiesto:”Scusi ma cosa è la filosofia? E a cosa serve?”. Per tutta risposta il docente interpellato mi guardò con un sorriso e disse: “Non è una domanda cui si può rispondere con due parole”. Rimasi a disagio perché l’argomento ci toccava tutti. Molto tempo dopo, nel corso di un seminario, l’insegnante di filosofia ci spiegò: “Immaginate un sistema circolatorio con migliaia di globuli rossi che circolano nel corpo in un minuto. Pensate ad uno dei globuli rossi che si ferma e dice: “Porto ossigeno a tutti gli organi del corpo e ci metto un minuto”. Quello è il filosofo!”.
Nel pomeriggio, Allevi ha presentato il suo nuovo, nonché terzo, libro dal titolo “Classico ribelle” in una vivace intervista con il filosofo e, a sua volta, compositore Marcello La Matina, docente di UniMc. Il pubblico ha potuto godere anche dell'esecuzione al pianoforte di alcuni dei suoi pezzi più significativi. Un'esperienza intensa, che ha fatto conoscere l'animo di un musicista che suona con il candore dell'infanzia. Egli stesso ha concluso dicendo: “L'artista deve essere un po' filosofo, un po' inventore, un po' folle, deve uscire dalla torre d'avorio e avvicinarsi al sentire comune”.
(Foto per gentile concessione di Pixelmatica Macerata)
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Tante emozioni e ricordi hanno segnato questa mattina anche la IX edizione della Giornata del laureato, l'iniziativa con cui l'Università di Macerata e la sua Associazione di laureati, l'Alam, riunisce ogni anno i laureati di tre generazioni: quelli con lode del 2010 insieme ai "dottori" di venticinque e cinquant'anni fa.
Tante emozioni anche per il celebre musicista e compositore Giovanni Allevi, che è stato premiato come "Laureato dell'anno", un riconoscimento riservato da Unimc a un suo laureato "che si è distinto per il suo impegno nel sociale e per la propria storia personale legata al conseguimento della laurea nell'Ateneo maceratese", ha spiegato la presidente dell'Alam Daniela Gasparrini. Allevi, infatti, si è laureato in Filosofia con lode nel luglio del 1998 ed è stato uno dei primissimi componenti del coro universitario, guidato, oggi come allora, dal Maestro Aldo Cicconofri.
"E' stato proprio suonando alcune mie composizioni al pianoforte del dipartimento di filosofia che mi sono accorto che la mia musica piaceva, perché molti studenti erano attratti dal suono e si fermavano ad ascoltare", ha ricordato l'artista durante l'incontro con il rettore Luigi Lacchè.
"Il premio non vuole essere tanto un riconoscimento per i suoi grandi successi, quanto anzitutto un modo per segnalare, specie ai neolaureati, il percorso esemplare di chi ha saputo trasformare anche le sue fragilità, che appartengono ad ogni essere umano, in capacità di autoriflessione e di crescita". Con queste parole il rettore Lacchè ha introdotto la consegna del premio, mentre la professoressa Daniela Gasparrini ha letto la motivazione: "Giovanni Allevi ha saputo coniugare la formazione filosofica, acquisita nell’Università di Macerata, alla valorizzazione del proprio talento, dando felice testimonianza dell’appartenenza alla Universitas. Egli ha fatto tesoro della sua formazione e, forte dell’insegnamento di Platone, come egli stesso dice, è riuscito a trovare il suo daimon, il suo talento, e a trasformarlo in musica. Il Maestro intende afferrare un lembo di eternità e creare un’emozione, in chi l’ascolta, che rimanga nel tempo e conservi intatto il suo valore estetico. Affidando alle note lasciate sul pentagramma il compito di rappresentare l’essenziale, Giovanni Allevi crea il suo linguaggio musicale: la musica classica contemporanea". Il coro ha infine omaggiato l'artista eseguendo una delle sue composizioni più celebri
Il noto compositore ha ringraziato ricordando un aneddoto: “Quando mi sono iscritti alla facoltà di filosofia noi giovani universitari abbiamo avuto un primo incontro con i docenti e, alla richiesta se avevamo domande da fare, ho chiesto:”Scusi ma cosa è la filosofia? E a cosa serve?”. Per tutta risposta il docente interpellato mi guardò con un sorriso e disse: “Non è una domanda cui si può rispondere con due parole”. Rimasi a disagio perché l’argomento ci toccava tutti. Molto tempo dopo, nel corso di un seminario, l’insegnante di filosofia ci spiegò: “Immaginate un sistema circolatorio con migliaia di globuli rossi che circolano nel corpo in un minuto. Pensate ad uno dei globuli rossi che si ferma e dice: “Porto ossigeno a tutti gli organi del corpo e ci metto un minuto”. Quello è il filosofo!”
“In questo periodo buio – ha proseguito Allevi – ci sembra di non avere speranze ma se sapremo trasformarci in quel globulo rosso, se sapremo resistere alla omologazione imperante possiamo sicuramente venirne fuori. Dobbiamo seguire i nostri sogni, accettandone i rischi. Portiamo ossigeno ad un mondo che non ne ha più. La nostra esistenza si trasformerà in una esperienza che vale la pena di essere vissuta”
La cerimonia è proseguita con la consegna dei diplomi d'onore ai laureati di cinquanta e venticinque anni fa e dei diplomi di laurea ai laureati con lode dello scorso anno. Tantissimi i partecipanti, almeno mille, tanto che molti parenti dei laureati sono stati fatti accomodare anche in Aula Magna.
Nel pomeriggio Allevi ha regalato alla città anche un momento di spettacolo. Sempre all'Auditorium San Paolo, ugualmente affollato, il musicista ha, infatti, presentato il suo ultimo libro "Classico ribelle", intervistato dal filosofo e musicologo Marcello La Matina, accompagnandosi con la musica del pianoforte. Oltre 500 persone ad applaudirlo conquistate dalla sua personalità e tanti gli autografi richiesti.
Foto per gentile concessione di Pixelmatica Macerata
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Due recenti missioni hanno confermato la vivacità dei rapporti tra l’Università di Macerata e alcune delle più importanti istituzioni culturali cinesi.
Una delegazione guidata dal rettore Luigi Lacchè e composta dai professori Uoldelul Chelati Dirar, direttore del Centro Rapporti Internazionali, Angelo Ventrone, direttore della Scuola di Studi Superiori Giacomo Leopardi, Maurizio Migliori, direttore del Dipartimento di Filosofia e Scienze Umane, e da Antonella Tiberi, direttore tecnico del Centro Rapporti Internazionali, ha incontrato a Pechino i massimi vertici della Beijing Normal University, ovvero la presidente del Consiglio Universitario Chuansheng Liu, il Presidente dell’Ateneo Zhong Binglin, la vice‑presidente Fanghua Hao.
"Dopo le visite di quest’anno a Macerata – commenta Lacchè - i colleghi cinesi hanno dato uno straordinario segno di ospitalità e di forte impegno nella collaborazione didattica e scientifica tra i due Atenei". Come è noto la Normal University – una delle più importanti e prestigiose Università cinesi – è il partner con il quale l’Università di Macerata ha fondato l’Istituto Confucio inaugurato lo scorso ottobre. "L’Università della città di Matteo Ricci non può non svolgere questa “missione” naturale, contribuendo a rafforzare il ponte che lega l’Italia e la nostra regione alla Repubblica Popolare Cinese", prosegue Lacchè.
La
delegazione maceratese ha incontrato a Pechino molti colleghi della Normal University - in ambito filosofico, giuridico, economico, delle scienze della formazione - allo scopo di individuare e rafforzare tutte i possibili terreni di collaborazione. La visita a Pechino è stata inoltre l’occasione per incontrare i vertici dell’Hanban, ovvero il quartiere generale dei quasi 400 Istituti Confucio fondati nel mondo, tra cui quello maceratese. Il vice-direttore Wang Yongli ha sottolineato l’importanza dell'Istituto maceratese, anche alla luce dello storico rapporto con la città di Matteo Ricci.
Successivamente, al National Conference Centre di Pechino si è svolta la sesta conferenza internazionale degli Istituti Confucio, dove sono state indicate le prospettive per i prossimi cinque anni. Ufficiosamente è stato confermato che non saranno aperti altri istituti in Italia e che, quindi, quello di Macerata, che sarà anche sede di certificazione Hsk, è stato l'ultimo. La delegazione di Unimc – composta dal direttore dell'Istituto Confucio Giorgio Trentin, dalla professoressa Barbara Pojaghi in rappresentanza del rettore e da Giorgio Pellin, come osservatore, in qualità di componente del consiglio direttivo dell'Istituto – ha presentato il progetto per l'avvio di classi curriculari di cinese gestite dall'Istituto Confucio nei licei di Tolentino, Recanati e Ancona. Si sono aperte prospettive di collaborazione anche nel campo dell'insegnamento a distanza tramite supporti multimediali, che rappresenta uno dei punti di forza di Unimc.
"Per la prima volta - racconta Trentin – ci siamo potuti confrontare direttamente con gli altri Istituti Confucio. Il nostro Ateneo è stato citato all'interno di due sessioni di lavori. Il viceministro dell'educazione e direttore generale dell'Hanban Hao Ping ha affrontato la questione della crisi economica europea e ci ha rassicurato che continueranno a sostenere finanziariamente gli Istituti".
Scambio di imprenditori e docenti con il Guangdong
I professori Ventrone e Chelati hanno anche visitato la University for Foreign Studies del Guangdong, con la quale è stato attivato un accordo che, negli ultimi due anni, ha permesso a otto studenti cinesi di frequentare l'Università di Macerata; il prossimo anno alcuni studenti di UniMc potranno recarsi a loro volta in Cina. Sono due gli ambiti dove questa collaborazione potrà essere approfondita. Il primo è linguistico e coinvolge principalmente docenti e ricercatori, visto che l'Ateneo cinese ha un importante Dipartimento di italianistica, mentre quello maceratese ha ormai una consolidata esperienza nell'insegnamento e nello studio del cinese. L'altro ambito è rivolto a imprenditori e operatori commerciali dei due paesi, interessati a conoscere i reciproci distretti industriali. Il Guangdong, infatti, è una delle regioni cinese più industrializzate. Entrambi gli Atenei, infine, hanno attivato Summer e Winter School con corsi in inglese, che potrebbero quindi permettere soggiorni di studio prolungati per gli studenti delle due Università.
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L'Università di Macerata ha presentato questa mattina il proprio Bilancio sociale 2010 nel corso di un incontro sul tema "Responsabilità, controllo e reporting. Esperienze di rendicontazione sociale nelle amministrazioni pubbliche e nelle organizzazioni non profit".
Sono intervenuti: il rettore Luigi Lacchè, l'assessore regionale Pietro Marcolini, Katia Giusepponi, Benedetta Giovanola ed Ernesto Tavoletti dell'Università di Macerata, Mirella Paglialunga, coordinatrice regionale Rete AuMi, Paolo Ricci, dell'Università del Sannio, Alessandro Fedeli e Davide Alessandrelli del Csv Marche, Carla Scipioni, dirigente della Provincia di Macerata, Umberto Silvi e Monica Serpilli dell'Ufficio innovazione e qualità dell'Università di Macerata.
L’incontro ha consentito di condividere esperienze di reporting con quanti sono interessati alla diffusione di una cultura gestionale basata sulla piena consapevolezza delle responsabilità aziendali, della necessità di interrogarsi e riflettere insieme agli interlocutori per fornire risposte nel senso del benessere collettivo.
La terza edizione integrale del Bilancio sociale di Ateneo fornisce il quadro complessivo delle attività svolte e dei risultati ottenuti nelle diverse aree di attività, evidenzia le risorse utilizzate e quelle investite e rendiconta gli effetti sociali e i benefici prodotti dallo svolgimento delle attività e dalle scelte dell’Ateneo sui portatori di interesse, con riferimento all’esercizio 2010 e all'anno accademico 2009/2010.
"Le organizzazioni pubbliche – ha commentato il rettore Lacchè – devono rendere conto di come impiegano le risorse e di quello che fanno in modo trasparente, anno dopo anno. Fa parte della democrazia. Questo strumento, inoltre, è in grado di incidere sull'innovazione, perché consente all'amministrazione un'auto-riflessione su quanto viene fatto, come e perché e su come sia possibile migliorare di volta in volta".
"Questo lavoro di coinvolgimento – ha detto l'assessore Marcolini in riferimento al bilancio sociale di Unimc – con una serie storica abbastanza lunga consente di chiarire gli obiettivi e monitorare i risultati".
"Il cuore del bilancio sociale è il coinvolgimento degli interlocutori e per i prossimi anni vogliamo renderlo ancora più intenso" ha spiegato la professoressa Giusepponi, delegata al bilancio per le edizioni precedenti e oggi componente del gruppo di coordinamento. "In particolare – ha aggiunto – nel corso degli anni il confronto con gli studenti è stato molto proficuo: ci hanno fornito il loro punto di vista e si sono resi disponibili a partecipare anche alla raccolta dei dati".
Umberto Silvi e Monica Serpilli hanno illustrato alcuni dei principali aspetti che emergono dal bilancio sociale 2010, che si presenta come un documento da sfogliare, dove ognuno può approfondire le tematiche di maggiore interesse. In particolare, sono state messe in luce le risorse e le caratteristiche dell'Ateneo e i servizi dedicati agli studenti.
Strutture coinvolte
La rendicontazione sociale ha riguardato 45 strutture dell'Ateneo, alle quali, per la prima volta quest'anno, si sono aggiunte anche l'Ersu e il Cus. Nella redazione del bilancio sono stati coinvolte oltre 90 dipendenti tra personale tecnico amministrativo e personale docente e ricercatore, circa il 15% delle risorse umane.
Emerge il quadro di una istituzione molto articolata, con 7 facoltà, 5 scuole di specializzazione, 14 dipartimenti, 7 istituti, 6 centri di ateneo e 6 aree dell'amministrazione centrale. In vista della razionalizzazione, contemplata nel nuovo Statuto secondo le direttive della riforma universitaria, la sfida sarà quella di non perdere le tante competenze acquisite.
Risorse umane
Al 31 dicembre del 2010, l'Università contava 311 docenti, di cui il 28 % ordinari, il 23 % associati e il 48 % ricercatori. L'alta percentuale di questi ultimi abbassa l'età media dei docenti, al di sotto di quella nazionale.
Alla stessa data, il personale tecnico amministrativo contava 303 impiegati, di cui il 54% laureato e il 40% in servizio nell'amministrazione centrale. Rispetto ai due anni precedenti, per effetto del blocco del turn over e dei pensionamenti, il personale docente e ricercatore è diminuito del 2%, il pta dell'8%. Il rapporto tra le due categorie è in linea con la media nazionale. La componente femminile risulta pari al 46% dei docenti e al 65% del pta.
Nel corso del 2009/2010 sono state erogate 46.237 ore di didattica, delle quali il 69% tenuto da docenti di ruolo.
Risorse finanziarie e patrimoniali
Per quanto riguarda le risorse, le entrate finanziarie dell'Ateneo sono costituite principalmente per il 17% dalle contribuzioni studentesche e per il 72% dal fondo di finanziamento ordinario del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della ricerca. Le voci di uscita più significative sono gli stipendi (66%) e gli interventi diretti a favore degli studenti (17%). Il patrimonio, infine, è costituito per il 67% da immobili e per ben il 15% da materiale bibliografico.
Didattica
Sempre durante l'anno accademico 2009/2010 sono stati attivati 35 corsi di laurea, dei quali, oltre la metà, offriva anche servizi di didattica on line. Gli iscritti erano 11.322, dei quali il 63% in corso, il 16% già possedeva una laurea, il 19% iscritto a tempo parziale, il 13% immatricolati. Nel 2010 si sono laureati 1.765 studenti, dei quali il 74% erano donne.
Nello stesso anno, a integrazione dei tradizionali corsi di laurea, l'Ateneo ha offerto occasioni formative particolarmente qualificanti, come corsi di eccellenza per gli studenti più meritevoli, la Scuola di studi superiori per i più talentuosi e la partecipazione al progetto Nmun, con 15 giorni di formazione a New York presso le Nazioni Unite.
Internazionalizzazione
Nel 2010 gli studenti iscritti ai dottorati di ricerca erano 237, dei quali il 7% stranieri da Albania, Argentina, Cina, Croazia, Cuba, Francia, Germania, Libia, Russia e Tunisia. L'incremento della dimensione internazionale costituisce un obiettivo strategico per l'Ateneo maceratese, come dimostrano anche i dati della mobilità internazionale degli studenti in entrata e in uscita, aumentata del 5% rispetto all'anno precedente. Gli accordi bilaterali Erasmus sono passati dai 260 del 2008/2009 ai 286 del 2009/2010 con un incremento del 10% e sono state erogate 520 borse Erasmus, il 9% in più rispetto all'anno precedente.
Servizi per gli studenti
Tra i principali servizi offerti agli studenti, oltre alle numerose attività di orientamento e di job placament, alle certificazioni linguistiche di vari livelli e alle certificazioni informatiche, sono significativi anche i dati delle biblioteche dell'Ateneo, che sono complessivamente 27, oltre alla biblioteca centrale. Il patrimonio librario messo a disposizione degli utenti supera i 500.000 documenti, di cui 5.400 periodici. I laboratori informatici, che mettono a disposizione complessivamente 400 postazioni, nel 2010 hanno contato 20.200 accessi, circa 1.800 al mese su 11 mesi di apertura.
Il parere degli studenti
Per valutare la qualità percepita dagli studenti, l'Università di Macerata somministra due questionari, uno diretto agli studenti frequentanti, l'altro ai laureandi.
Dal primo è emerso che il 71% degli studenti è soddisfatto dell'organizzazione complessiva degli insegnamenti, il 94% dell'interazione con i docenti, il 78% ritiene che le aule siano adeguate e l'87% si è dimostrato interessato agli argomenti insegnati.
Dei laureandi, l'85% è rimasto soddisfatto del proprio corso di studi e il 74% si iscriverebbe di nuovo all'Università di Macerata. Le prospettive immediate sono: per il 20%, continuare il proprio lavoro; per il 6% accettare un nuovo impiego; per il 35% mettersi alla ricerca di un posto di lavoro; per il 32% di proseguire con gli studi.
Sport
Secondo i dati forniti dal Centro universitario sportivo di Macerata, circa 200 studenti atleti hanno partecipato alle attività sportive in campo federale (Campionati di Serie C2, Under 21 e Juniores di calcio a cinque maschile; 1^ Divisione e Under 16 di pallavolo femminile; Serie B e Under 14 di hockey su prato maschile, nonché partecipazione a tornei nel tennis e karate). Una selezione ha partecipato ai Campionati assoluti. Nel 2010 circa 600 utenti hanno usufruito di altre attività sportive a livello non agonistico.
Diritto allo studio
Sempre nel 2010, l'Ersu di Macerata ha erogato 1130 borse di studio, il18% in più rispetto al 2008, al 100% degli aventi diritto. Le strutture abitative sono 16, per un totale di 460 posti letto. Le tre mense hanno erogato oltre 171.000 pasti con un incremento del 10% in confronto al precedente anno.
Bilancio on line
Il Bilancio sociale 2010 di UniMC può essere consultato on line sul sito www.unimc.it/uiq. E' possibile inviare commenti e segnalazioni scrivendo a bilanciosociale@unimc.it. Ad esso è affiancato il Report di Gestione, che contiene la rendicontazione dettagliata delle singole strutture.
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Ospite speciale per la IX edizione della Giornata del laureato, organizzata dall'Università di Macerata per sabato 21 gennaio 2012: il celebre musicista e compositore Giovanni Allevi tornerà nell'Ateneo, dove si è laureato con Lode in Filosofia nel 1998, per ricevere il premio "Laureato dell'anno".
Porteranno il proprio saluto il rettore Luigi Lacchè e la presidente dell'Associazione laureati Ateneo maceratese Daniela Gasparrini, la quale consegnerà il riconoscimento simbolico ad Allevi. Alla cerimonia, che prenderà il via alle 9.30 e che riunisce i laureati di venticinque e cinquant'anni fa con i laureati cum laude del 2010, è possibile accedere solo su invito. L'evento sarà comunque trasmesso in diretta streaming sul sito www.unimc.it/live.
La presenza del M° Giovanni Allevi riempie di orgoglio l'Ateneo, che può nuovamente incontrare un suo laureato che ha saputo, come dice la motivazione che accompagna il Premio, "coniugare la formazione filosofica, acquisita nell’Università di Macerata, alla valorizzazione del proprio talento, dando felice testimonianza dell’appartenenza alla Universitas. Giovanni Allevi ha fatto tesoro della sua formazione e, forte dell’insegnamento di Platone, come egli stesso dice, è riuscito a trovare il suo daimon, il suotalento ea trasformarlo in musica. Il Maestro intende afferrare un lembo di eternità e creare un’emozione,in chi l’ascolta, che rimanga nel tempo e conservi intatto il suo valore estetico. Affidando alle note lasciate sul pentagramma il compito di rappresentare l’essenziale, Giovanni Allevi crea il suo linguaggio musicale: la musica classica contemporanea".
La cerimonia si concluderà con la consegna dei diplomi di laurea ai dottori con lode del 2010 e degli attestati ricordo ai laureati senior. Come da tradizione, l’appuntamento sarà accompagnato da brani musicali eseguiti dal coro di Unimc. L'esibizione acquista un significato particolare in questa occasione, in quanto tra i coristi di un tempo, come ricorda il direttore del coro, M° Aldo Cicconofri, ci fu anche un giovanissimo Allevi.
La presenza del M° Giovanni Allevi a Macerata, in collaborazione con l’Ateneo, continuerà nel pomeriggio con un incontro aperto a tutta la cittadinanza, fino ad esaurimento posti, in programma per le 16.30 nell’Auditorium San Paolo.
L'artista, intervistato dal professor Marcello La Matina, filosofo e compositore a sua volta, presenterà il suo ultimo libro, "Classico ribelle" edito da Rizzoli, un piccolo manuale di felicità laterale "alla ricerca di quel lampo di poesia che si nasconde tra le pieghe dell'esistenza". Un incontro tra parole e musica, che permette di guardare il mondo attraverso gli occhi di un artista contemporaneo secondo il quale “stiamo tornando nel Rinascimento italiano, dove l’artista deve essere un po’ filosofo, un po’ inventore, un po’ folle, deve uscire dalla torre d’avorio e avvicinarsi al sentire comune”.
Foto per gentile concessione di Gianluca Saragò
Scheda libro "Classico ribelle"
Adagio Michele, Agostini Giancarla, Alessandrini Arnaldo, Alfarano M. Antonietta, Andreozzi Emanuela, Anelli Mario Felice, Antognetti Rosanna, Antonacci Rita, Antonelli Patrizia, Antonini Gianni, Appignanesi Lorella, Arcangeli Rita, Baleani Claudio, Bartoli Anna, Bartolucci Giorgio, Bastianelli Lorenzo, Benedetti Mauro, Benigni Caterina, Berdini Irene, Biondi Bruna, Biondi Bruna, Bittarelli M. Laura, Boni Annalisa, Bordi Carla, Bordoni Antonietta, Bottolini Laura, Braghini Roberto Attilio, Brandoni Maura, Cambertoni Denise, Canaletti Marco, Cancellieri Giuliana, Capanna Gaetano, Capocasa Cesare, Caporelli Mara, Capponi Fabio, Caprioli Alberto, Carassai Roberto, Cardelli Patrizia, Cardinali Marisa, Carducci Andrea, Carletti Manuela, Carloni Carla, Carlorosi Franca, Carmosino Carmine, Carosi Piergiorgio, Carradorini Adriana, Casadidio Diego, Castelletti Ubaldo, Cavarape Paola, Cecarini Antonio, Cerce' Clementina, Cibelli Armonia, Cicare' Marida, Cichella Giuseppina, Cimarossa Patrizia, Ciuti Antonella, Colli M. Gabriella, Colombo Silvana, Coronis Menelaos, Corti Ines, Cruciani Pier Paola, D'Alba Adriana, De Bartolomeis Carla, De Simone Alberta, De Stefani Mauro, Del Borrello Ettore, Del Gobbo Silvia, Del Moro Filippo, Di Luca Elisabetta, Di Stefano Anna, Di Vincenzo Norangela, Duca Fabio, Eugeni Anelide, Eusebi Paolo, Evangelisti Maria Grazia, Felici Antonio, Felici Antonio, Fiordelmondo Lorena, Fiore Antonio Domenico Giovanni, Fiorillo Luigi, Folli Paola, Forconi Maurizio, Frascarelli Ivano, Gaetano Ester Maria Rita, Galgani Maria Grazia, Gasperoni Umberto, Gattari Patrizio, Germani Giorgio, Ghio Cinzia, Ghio Stefano Massimiliano, Giacche' Elisabetta, Giampaoletti Franco, Giardini Rossana, Giuliano Giuseppe, Giunta Carmelo, Giustozzi Sandro, Grandinetti Daniela, Greco Franca, Gregori Stefano, Guanti Gianfranco, Guerrieri Giuseppina, Guglielmi Guglielmina, Gusella Gabriele, Guzzini Maria, Inguscio Mirella, Lacche' Luigi, Lampignano Irene, Lancioni Pacifico, Laureti Pasqualina Maria, Lauro Sonia, Leoni Maria Teresa, Leopardi Maria Grazia, Lepretti Elisabetta, Lolli Maria Pia, Lombardi Mariassunta, Lorenzetti Laura, Luciani Luciano, Macchini Fabio, Malcangi Giuseppe Gontrano, Mancini Maria Grazia, Manni Alberta, Maraldo Antonello, Marandola Roberto, Marcelli Eleonora, Marcolini Marisa, Marini Maturo, Mariotti Giuseppe Maria, Martone Elio, Marzan Barbara, Mattii Stefano, Maurizi Pietrino, Mazzieri Luigino, Meconi Mariella, Meconi Uriano, Menno' Piero, Mentoni Lorenzo Stefano, Mihailidou Despina, Milici Paola, Monosi Margherita, Monosi Margherita Anna Maria, Montecchiari Paolo, Montecchiari Tiziana, Monteforte Ignazio Salvatore, Morelli Isabella, Morosetti Renzo, Natale Gennaro, Negroni Marina, Neroni Adriano, Nespoli Andrea, Novelli Sergio, Nucera Francesco, Oliverio Massimo, Orienti Roberto, Ortenzi Luigi, Ortini Guerrino¸Paci Isabella, Pacioni Sandro, Paiotta Bianca Maria, Panichi Alessandra, Panichi Gino, Paoletti Maria Rosa¸Paolini Filippo, Paolini Massimo, Paoloni Alberto, Pasquale Rosario Giuseppe, Pasquini Sebastiano, Perreca Giacomo, Perreca Giacomo, Persichini Pier Paolo, Piangerelli Carlo, Piccinini Domenico, Piccinno Enrico, Pietrella Lorella, Pietroni Emanuela, Pinto Francesco A., Piunti Piero, Polacco Massimiliano, Polverini Maurizio, Porzi Vincenzo, Postacchini Donatella, Puliti Gianluca, Quaglia Eugenio, Raimondi Pasquale, Ramazzotti Arnalda, Recchi Emanuelita, Ricci Fabio, Romanelli Silvana, Romiti Giuseppe, Rossi Arianna, Rossi Paolo, Rotoli Adelaide, Russo Germana, Salvatori Antonio, Sanfilippo Giuseppe, Santini Maria Letizia, Scarpetta Guglielmo, Seri Giuseppe, Serino Roberto, Severini Marino, Silveri Teresa Maria A., Soprano Francesco, Soscia Antonio, Spaccesi Daniela, Spinucci Paolo, Stanizzi Elena, Stoppini Elvira, Stoppini Elvira, Strazzullo Gennaro, Taffoni Pier Donato, Tesei Giuseppe, Tomassini Marco, Tombesi Marina, Tonucci Antonietta, Torretti Bruno, Tortorelli Silvia, Tosi Rudyard, Traini Giuseppina, Traini Venanza, Trapasso Luisa, Tritapepe Alfredo, Trivilino Carmelina, Trovati Antonella, Turchetti Dora, Urbani Guido, Urriani Marino, Urzi' Luca, Vallesi Giuseppe, Vannucchi Paola Maria, Vannucci Vanna, Vecchiotti Manlio, Venanzi Marco, Venieri Silvio, Vespasiani Renzo, Vespasiani Vito, Vita Lorena, Vitullo Antonio, Voltattorni Francesco, Vulpiani Paolo, Zagoreo Francesca, Zanotti Cecilia, Zechini Achille. Bisacci Nicola, Botti Gianluca, Canori Maurizio, Chiarolla Pietro, Chirico Claudia, De Felice Paolo, Di Cenzo Enea, Di Lullo Marcella Michele, Guzzini Sabrina, Lanzidei Pasquale, Paolotti Mauro, Papanastassatos Gerassimos, Patrizi Tommaso, Pellagrini Daniela, Puglia Paola, Rasi Ardimosa Ashraf Ali, Roumelis Emmanovil, Sirocchi Giuseppina, Spreti Roberto, Vitali Ovilio. Antonelli Antonella, Aurini Mariella, Bacelli Silvana, Bandini Matilde, Bianchi Stefania, Biocchi Fiorella, Bocci Laura, Bravi Maria, Buatti Stefania, Cammoranesi Patrizia, Carboni Giovanni, Cerolini Daniela, Cerquoni Lucia, Ceteroni Susetta, Cingolani Massimo, Ciocci Luciana, Ciuffoni Paola, Coppari Giorgia, Cucculelli Maria, Cudini Fabiola, Cutini Paolo, Della Valle Berta, Dini Irene, Evangelisti Letizia, Ferracuti Luisella Carla, Ferranti Laura, Ferranti Maria Sabina, Garbuglia Loredana, Giberti Gigliola, Giordani Donatella, Giorgetti Francesca, Giri Mariagiuliana, Gorini Antonella, Governatori Stefania, Hitiroglou Martha, Izzi Graziella, Jajani Nadia, Labia Elisabetta, Lana Maria Antonietta, Magrini Emanuela, Marchetti Daniela, Marinelli Brunella, Mariotti Monica, Mecozzi Giuseppina, Micozzi Luciana, Minnozzi Mariella, Montalboddi Adriana, Orciani Paola, Paglialunga Mirella, Pagnanini Serenella, Paoloni Emanuela, Pellegrini Marina, Perrucci Lorena, Perugini Patrizia, Polidori Luigi, Priori Luciana, Quintaba' Lorella, Ragaini Tiziana, Regnicoli Agostino, Reinini Natalia, Ridolfi Lucia, Rosettani Annalisa, Rosetti Rossella, Rubini Maria, Rumeni Massimo, Sacchi Grazia, Saini Bianca Maria, Sampaolo Carla, Santori Antonio, Santorini Stefania, Saragoni Federica, Senigagliesi Lucia, Seri Beatrice, Settimi Maria Antonietta, Sileoni Annapaola, Sisti Marina, Storti Cinzia, Straccali Mirella, Taffoni Fulvio, Tambroni Manuela, Tommacco Carlo, Toto' Edel Vaise, Trubbiani Annapaola, Vittorini Orgeas Nelly, Zappi Daniela. Bernabucci A.Maria, Berti Alberto, Bizzarri Leonello, Bocci Francesco, Bonadies Rocco, Bonfili Giovanni, Brancari Helvio, Brocchini Davide, Camillo Umberto, Capodaglio Luciana, Cappelletti Sergio, Cardone Michele, Cataldi Luciano, Cecchini Vittorio Federico, Celletti Virgilio, Cesari Liliana, Ciampechini Francesco, Ciarmatori Lenardo, Cillo Michele, Coppari Dino, D'Anniballe Clara Raffaela Rosaria, De Medio Ernesto, Di Giandomenico Dante, Domanin Gastone, Drabeni Lino, Evangelisti Siriano, Ferroni Mario, Fiorani M.Luisa, Fortunato Cesare, Galatello Adamo Andrea, Gentilucci Filiberto, Giani Alfredo, Giraldi Domenico, Giudiceandrea Virginia, Greco A.Maria, Gregorini Gianpaolo, Grifi Paolo, Janni Marco, Jori Franco, La Marchina Giuseppe, La Morgia Giulia, Lopizzo Domenico, Manfredi Sergio, Marconi Elena, Marino Romano, Martinelli Emma, Masigna' Giulio, Mazzonello Giovanni, Melizzi Vitantonio, Palozzi A.Maria, Poeti Fiorella, Pompeo Ambrogio, Potì Cesare Tobia, Rabini A.Paola, Rabini Cesare, Renzetti Augusta Maria, Ricciotti Enzo, Rosati Rosita, Rossi Giuseppe, Sabbatini Giuseppe, Santone Giovanni Pietro, Saracco Carlo, Sciarra Giovanni, Straffi Bernardina, Taccioli Gian Franco, Talevi Gianfranco, Talocchi M.Grazia, Taranta Guido, Tebaldi Walter, Thau Riccardo, Tuzzato Alberto, Valori Giulio, Vichi Luciano, Vitali Francesco, Zampa Fernando. Laureati con 110 lode divisi per Facoltà Bonazzoli Giovanna, Brandolini Francesca Paola, Capriotti Sara, Fiore Valerio, Fonzi Tea, Grigioni Simone, Mazzoni Mara, Ortenzi Patrizia, Paolini Andrea, Poloni Giuseppina, Vitellozzi Pierluigi. Alimenti Riccardo, Antinori Laura, Baccifava Ilaria, Baiocco Silvio, Balloriani Ilaria, Bellezze Laura, Branchesi Arianna, Burzacca Ilaria, Canullo Romina, Capozucca Luca, Cinti Diego, Conti Silvia, Contigiani Arianna, De Franceschi Manzoni Ludovica, Di Battista Marco, Di Pantaleo Fabrizio, Fabbroni Roberta, Faraotti Alessandra, Felicetti Silvia, Ferranti Paolo, Ferrari Laura, Ferri Marilia, Fioschini Federica, Fontanella Camilla, Galiè Federica, Ghitarrari Manuela, Giannandrea Fabio, Mancinelli Irene, Marchegiani Andrea, Marconi Alessandro, Mase' Stefania, Mercuri Manuela, Metushi Eldi, Monachesi Michele, Montecchiari Sara, Morbidelli Lucia, Paggi Gabriele, Palpacelli Federica, Paolini Caterina, Paolucci Sabrina, Papa Federica, Piergentili Samanta, Pietrella Elena, Rapallini Arianna, Roda Liri, Scocco Francesca, Spreca Letizia, Stabile Sara, Starace Sabrina, Taddei Milena, Thano Soni, Trisciani Silvia, Vecciolini Claudia, Verolo Veronica, Zamponi Mauro. Alessiani Serena, Bartolomei Elisa, Batocco Federica, Beato Francesca, Belogi Raffaele, Bianchini Eleonora, Bigozzi Silvia, Bitumi Francesca, Bocale Grazia, Bonetti Laura, Bucci Francesca, Capomasi Mirco, Carrea Lidia, Centobuchi Marta, Chiaramoni Eleonora, Cocchieri Federica, Consorti Cristina, Corradetti Annalisa, Di Berardino Alberta, Di Lella Fabio, Di Pasquale Gioia, Dottori Fabrizio, Fioravanti Luca, Giostra Valeria, Grasselli Silvia, Luccisano Guido, Lucentini Chiara, Luconi Matteo, Marini Vanessa, Melatini Myrna, Minnozzi Sara, Minnucci Alessandro, Montanari Morena, Nasini Laura, Pagano Andrea, Paoletti Silvia, Peretti Gian Marco, Pistoni Paola, Pompa Valentina, Pulcini Emanuela, Ragnetti Monica, Sartini Gabriele, Sbaffi Enrico, Sbarbati Giulia, Sticozzi Sara, Streppa Cristiano, Tombolini Ilaria, Traini Emanuela, Varani Valeria. Accoroni Giorgia, Allevi Monica, Amagliani Valeria, Amaolo Silvia, Ambrogi Gloria, Baiocco Valentina, Baldini Silvia, Balduini Andrea, Ballesi Elisabetta, Barbato Matteo, Battaglia Francesca, Bernardini Caterina, Biangini Natalia, Bonifazi Mario, Brandi Alessia, Brutti Marco, Buccolini Valerio, Bugiolacchi Francesca, Capacchietti Francesca, Capitani Elena, Capparuccia Federica, Caterina Aldo, Caucci Chiara, Cerolini Chiara, Cicarilli Valentina, Ciccolini Francesco, Cimadamore Maria Paola, Cingolani Idalisa, Cintio Ludovica, Cioci Angelo, Colizza Taisa, Concetti Eugenio, Conocchioli Valeria, Cortese Ilaria, Cotulelli Silvia, Crescenzi Alessia, Croci Romina, Crucianelli Enrico, D'Ambrosi Mattia, Damiani Riccardo, De Angelis Roberta, Del Rosso Chiara, Dezi Erika, Di Blasio Angelo, Di Donato Sonia, Di Giuseppe Enrica, Di Pasquale Chiara, Elisei Irene, Ercoli Marzia, Fabiani Lorella, Falaschini Marco, Fedeli Marina, Ferrarin Andrea, Fiammenghi Piera, Fioretti Elena, Fiori Francesca, Flammini Sara, Franchini Serenella, Frontini Luca, Gentili Marco Gaetano, Gerace Giulia, Gesu' Francesca, Giachini Lucia, Giacometti Valentina ,Giacomozzi Francesca Beatrice, Granatelli Serena, Iacoboni Anna, Iura Laura, Lalloni Martina, Lampacrescia Luca, Landi Elisa, Leoni Luca, Liberati Mariachiara, Litantrace Giorgio, Lonoce Elisa, Luca Alitia, Luchetti Alessandro, Malaspina Sara, Mancinelli Monia, Mancini Greta, Manfredi Carmelo, Manfrini Miriam, Maoloni Sabrina, Marchetti Aurelio, Marchionna Giuseppe, Mariani Giada, Marrocchi Ilaria, Martelli Maria Francesca, Marziale Giada, Mazzoni Agata, Mecozzi Elisa, Medei Simone, Menichelli Valentina, Mercadante Sara, Miconi Irene, Millozzi Sandra, Minnoni Michela, Mongiello Susanna, Mongiello Alice, Montesarchio Elena, Morelli Katiuscia, Morresi Silvia, Morroni Giulia, Narcisi Rita, Natalini Marta, Negromanti Tini Chiara, Nicu Valeria, Orazi Alessandra, Orazi Laura, Oreficini Rosi Daniele, Paci Giulia, Palmioli Silvia, Perozzi Stefano, Piancatelli Alisia, Pieragostini Mery, Pierangeli Fiorella, Pontoni Laura, Porfiri Elisa, Principi Sara, Quatrini Francesco, Quattrini Carla, Quinzi Linda, Ragni Angela, Recchioni Francesca, Referza Carmen, Ripa' Daniele, Romagnoli Paola, Rossetti Piero, Rossini Lucia, Rutili Sophie, Rutili Alice, Sacchini Eleonora, Sacco Raffaella, Santini Lucia, Santoni Gaia, Scarpellini Velia, Sercecchi Benedetta, Severini Silvia, Sgambetterra Volha, Sorichetti Emanuele, Sparaciari Laura, Straccia Giulia, Taibi Roberto, Tarantini Alice, Tempestilli Silvia, Tiffi Federico, Tona Elisa, Tosti Guerra Serena, Traballoni Lucia, Travanti Eleonora, Trobbiani Giulia¸Valente Laura, Vannicola Teresa, Varelli Pamela, Vecchiarelli Alessandra, Verducci Silvia, Vicarelli Nicoletta, Vissani Silvia, Zeppa Saverio, Zoccari Susanna. Carducci Catia, Coletta Cecilia, Colotti Claudio, Corinaldi Valentina, Ercolino Nunzia, Fiordelmondo Luca, Gigli Elisa, Giorgi Laura, Grillo Fabio, Impagnatiello Valentina, Lo Terzo Valentina, Luzi Daniele, Minasi Viviana, Napolitano Alessandra, Orazi Claudio, Panunzio Claudia, Paolini Cristiano, Piemontese Pasqua Cristina, Porfiri Matteo, Sabbatini Emanuela, Savelli Diego, Traini Daniele, Zampetti Giacomo, Zoli Anna. Acerbi Ilaria, Alunni Bistocchi Emanuela, Barchi Maria Chiara, Barchi Lucia, Barigelli Alessandra, Belleggia Jenny, Bertoni Cristina, Bertuccioli Alice, Bini Serena, Brunelli Alice, Buffone Donatella, Calamante Chiara, Cameli Silvia, Castellano Sabrina, Cataldo Claudia, Ceccherini Veronica, Cesaretti Stefano, Ciabattoni Maria Laura, Cianflocca Incoronata, Ciarimboli Elisa, Cingolani Paola, Compagnucci Milena, Coppari Letizia, Costantini Martina, Crescenzi Gloria, Cruziani Alice, Cutolo Sara, D'Asaro Selenia, De Gregorio Margherita, De Vito Rita Assunta, Del Gobbo Pamela, Del Vecchio Federica, Di Candilo Dajana, Di Chiara Gioia, Di Cintio Patrizia, Di Lascio Nicoletta, Di Palma Anna, Donati Cristina, Farabollini Veronica, Fermanelli Daniela, Ferri Lucia, Flammini Valeria, Foresi Giorgia, Gallucci Francesca, Gargiulo Giulia, Gatti Valentina, Giacobelli Elisa, Giancristofaro Simona, Guzzini Valentina, Lappani Stefania, Laurini Ludovica, Lezzi Claudia, Lo Presti Eleonora, Maccagnan Alessandra, Magri Viviana Helga, Mancini Cristina, Mancini Martina, Mandurrino Annalisa, Marcantoni Michela, Marchegiani Arianna, Marzioni Meri, Massi Jessica, Mattioli Maria Stella, Mazzoni Evelin, Mercuri Caterina, Miliozzi Monia, Montani Eleonora, Moretti Serena, Nanni Elisabetta, Novella Martina, Occasi Stefano, Occhino Giulia, Ognissanti Matteo, Olmetti Paola, Pacilio Daniela, Paparoni Denise, Pellegrini Sara, Piave Nicolo' Antonio, Plantamura Feliciana, Polini Sara, Portelli Fabiola, Prenna Valentina, Prisco Veronica, Pucci Giacomo, Quercetti Ilaria, Rapaccini Fausto, Ricciotti Laura, Romagni Laura, Rossi Eleonora, Salvi Annalisa, Santoro Lazzaro, Sbaffoni Valerio, Schiavulli Luca, Sciamanna Natalia, Sicolo Mirella, Sopranzetti Liana, Sozzi Isa Maria, Speranza Rossana, Tampone Annalisa, Tesei Manuela, Tiribelli Marina, Tolli Francesca, Torquati Elisa, Torresi Chiara, Verdenelli Claudia, Vergallo Giuseppina, Vignati Valentina, Villani Noemi, Zepponi Chiara, Ziccardi Mariafranca. Ago Aulona, Alessandrini Natascia, Altarocca Tiziano, Amati Maria Sara, Ausili Monica, Belleggia Cristina, Berrettarossa Maria Rita, Capriotti Patrizia, Castracane Marialaura, Ceci Alessio, Costantini Nerea, Danesi Luciana, Dezi Maria Jolanda, Di Camillo Catia, Funari Vanessa, Giordano Maria Lucia, Giordano Monica, Giulietti Simona, Guariso Davide, Incardona Ilaria, La Torre Leonardo, Mancini Erica, Marcucci Sara, Martucci Luigi, Mastrangelo Alessandro, Monachesi Paola, Morandi Emanuela, Moschini Eleonora, Neroni Irene, Nicolai Raffaela, Pagliarini Stefano, Parisciani Emanuela, Pasqualini Alessandra, Petrini Elisa, Piersimoni Alessio, Pincini Lucia, Recchioni Laura, Rinaudo Maria Emilia, Santoni Eleonora, Superina Irene, Testaguzza Stefano, Torresi Ketty, Tubaldi Elisa, Vecchioli Benedetta. Giovanni Allevi | Cenni biografici
Il M° Giovanni Allevi è uno dei maggiori compositori puri e incontaminati dell’attuale panorama internazionale.
E' compositore, direttore d’orchestra e pianista. Ha 40 anni, benché ne dimostri 15 di meno. Ha una laurea con lode in Filosofia, oltre 2 diplomi di Conservatorio, conseguiti con il massimo dei voti in Pianoforte e Composizione, ma afferma: “Attraverso la musica vedo il
mondo con gli occhi di un bambino”.
Sul palco veste in jeans e scarpe da tennis, non per rinnovare il “look” del musicista classico ma per sentirsi completamente se stesso: per lui, quello che conta sono le note, tutto il resto è superfluo.
Così Allevi diventa un fenomeno sociale, l’enfant terrible che ha lasciato annichilito il mondo accademico con il suo straordinario talento e carisma. Entra nell’immaginario collettivo delle nuove generazioni che affollano i suoi concerti, e con le quali ha instaurato un rapporto privilegiato, e, come lui afferma, “misterioso”.
Le sue composizioni tratteggiano i canoni di una nuova Musica Classica Contemporanea, attraverso un linguaggio colto ed emozionale, che prende le distanze dall’esperienza dodecafonica e minimalista, per affermare una nuova intensità ritmica e melodica europea fondata sulle forme della tradizione classica infuse dei suoni del Presente.
Per il suo impegno intellettuale Allevi, oltre a sollevare l’entusiasmo del suo pubblico, ha ricevuto attestazioni di stima da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, del Papa Benedetto XVI, del Premio Nobel Mikhail Gorbaciov e di molti esponenti del mondo artistico e culturale.
Tanti i concerti e le sue tournée internazionali. Tra gli ultimi successi in ordine di tempo vale la pena di ricordare: la direzione delle proprie musiche eseguite dalla China Philharmonic Orchestra nel concerto alla Città Proibita di Pechino durante le Olimpiadi 2008, il debutto alla Carnegie Hall di New York ad apertura del tour americano, il concerto di pianoforte solo per il Teatro San Carlo in Piazza del Plebiscito a Napoli di fronte a 11mila persone e il concerto all’Arena di Verona in cui Giovanni Allevi ha diretto la propria musica per orchestra sinfonica alla guida della “All Stars Orchestra”, (un’orchestra di 90 elementi scelti tra i virtuosi dei più importanti ensemble musicali del mondo), di fronte ad un pubblico di oltre 12mila persone (da cui è tratto il DVD/CD “Allevi&All Stars Orchestra”).
Ma il suo grande amore, il pianoforte, è sempre con lui, e così eccolo tornare in scena dal 2010 con una serie di concerti di piano solo per l’Alien World Tour, iniziato con le premières estere in Svizzera, California e Giappone e continuato in Italia e nelle maggiori capitali europee nel 2011, in cui presenta le sue ultime composizioni raccolte nell’album “ALIEN” (pubblicato da Bizart/Sony Music e già disco d'oro) insieme ad una selezione delle sue composizioni più amate dal pubblico.
Allevi è anche scrittore di successo: In viaggio con la strega (marzo 2008) e La musica in testa (novembre 2008) sono i suoi best-seller editi da Rizzoli. Da poche settimane è pubblicato anche un ultimo lavoro letterario: il manifesto estetico “Classico ribelle” (Rizzoli), intensa riflessione filosofica sul rapporto tra Arte e Vita. Una ulteriore conferma della solidità della sua formazione classica e statura culturale in cui il pensiero filosofico esplicita l’estetica artistica volta ad attualizzare le forme della tradizione restandovi fedele, ma vivendo, al contempo, in maniera passionale e verace, la propria contemporaneità.
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Tutto ha avuto inizio lo scorso settembre, con l’apertura del sito www.appellogiovani .it . E così, tra un click e l’altro, nel giro di tre giorni un esercito di oltre 14 mila tra studenti, professori universitari (tra cui il rettore dell’Università di Macerata), politici e non solo si sono resi firmatari a sostegno della battaglia tra “giovani” e Ministero dell’istruzione.
Ma…cosa è successo?
Il decreto ministeriale 249/2010, forse più noto come “Decreto Gelmini”, ha voluto riformare la modalità di abilitazione all’insegnamento. Con il nuovo decreto si voleva eliminare il fenomeno del precariato svuotando le graduatorie, cioè abilitando un numero di soggetti pari alle capacità di assunzione. Nel decreto sono presenti sia l’istituzione di corsi di laurea per l’insegnamento, sia il successivo Tfa (tirocinio formativo attivo transitorio). Lo studente quindi, raggiunta la laurea triennale si iscriverà ad una specialistica ad hoc per l’insegnamento (vi si accede con un test poiché è a numero chiuso) e concluderà il suo percorso con un anno di tirocinio.
L’impegno di Unimc
Nella nostra facoltà è stato Carlo Bruno Ortenzi, rappresentante nel Cnsu (Consiglio nazionale studenti universitari) dell’ateneo maceratese, con la collaborazione e l’appoggio del Preside della facoltà di Scienze della formazione Pier Giuseppe Rossi e del Rettore Luigi Lacchè, a portare alla luce la questione e a dare un forte impulso a livello nazionale. Già dallo scorso aprile, una prima mozione del Cnsu chiedeva al ministro di definire i requisiti quantitativi e qualitativi con cui le università si potessero adeguare alla riforma, istituendo i corsi di laurea per l’anno accademico in entrata. Dopo una risposta parziale da parte del Ministero, a maggio seguiva un’altra interrogazione, volta a chiarire quali fossero i corsi di laurea idonei per accedere alla specialistica. A metà giugno i dati del Ministero rendevano nota l’assunzione di 67mila precari, di cui solo 30 mila insegnanti, attinti dalle graduatorie in esaurimento. “In questo modo viene assunto personale ormai non più giovane e viene precluso ai ventenni la possibilità di iscriversi alle graduatorie. Così facendo si crea un vuoto generazionale: tra 7-10 anni avremo un corpo docente di età media 45-50 anni” è l’accusa di Ortenzi nei confronti di questa riforma. "Chiediamo pertanto al Ministro di ripensare questa politica”. Inoltre, non manca la preoccupazione per la conseguente diminuzione delle iscrizioni alle facoltà, che trovano nell’insegnamento il più frequente sbocco professionale. “Appellogiovani.it, oltre alla richiesta di rivedere il decreto, ha proposto anche tre soluzioni caratterizzate da due linee fondamentali: "libertà di educare e valorizzazione del merito” spiega Ortenzi.
Questa lunga storia non ha di certo risparmiato le molte critiche di chi ha letto la battaglia contro il Ministro come uno scontro all’interno del Pdl, una “rivendicazione di categoria” o ancora una“polemica di palazzo”. “Tutto è partito dal basso, si è trattato di mettersi in gioco per promuovere i Tfa nella nostra università” risponde invece Ortenzi. “La mozione è stata appoggiata sia da liste di sinistra che di destra e approvata dal Cnsu. Il Ministro si è reso conto che la questione non poteva più essere sottovalutata e così un comunicato stampa del Miur ha reso noto che i posti riservati agli studenti che vogliono abilitarsi all’insegnamento saranno portati da 10mila a 13mila per il prossimo anno”.
I presidi delle facoltà erano stati invitati a comunicare entro il 7 ottobre i posti che possono offrire nei loro atenei e così, a livello regionale, sono stati discussi e bilanciati i dati offerti dall’Ateneo maceratese relativamente ai posti disponibili per i corsi di specializzazione. Il Ministero ha quindi recepito i dati offerti da tutti gli Atenei, che sono stati poi pubblicati. Ora si aspetta l’ultima mossa: l’incrocio tra le esigenze delle università e le disponibilità del Ministero. Il recente cambio di Governo potrebbe riservare delle novità. Concludendo con le parole di Ortenzi: sarà forse il caso di dire che stavolta "hanno vinto i giovani”?
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Circa quattrocento persone hanno applaudito la lectio di Edgar Morin, uno dei massimi esponenti della cultura internazionale, che questa mattina è stato insignito della laurea honoris causa in Scienze pedagogiche dall'Università di Macerata.
Prima della cerimonia Morin è stato accolto in Comune dal sindaco Romano Carancini. Nell’occasione Morin è stato salutato anche da Primo Boarelli, componente del direttivo provinciale dell’Anpi. I due uomini sono accumunati dalla militanza nelle Resistenza. Morin, infatti si legò al socialismo ai tempi del Fronte Popolare francese e della Guerra civile spagnola. Nel 1942 entrò nella Resistenza e adottò il nome di battaglia Morin che tutt’oggi gli è rimasto. Primo Boarelli, invece, è un partigiano matelicese, classe 1923, scampato per una fortuita circostanza all’eccidio di Braccano.
"E' uno studioso che ha pochi eguali nel mondo e il nostro Ateneo ha la predisposizione per accogliere il suo messaggio scientifico". Con queste parole il rettore Luigi Lacchè ha introdotto la cerimonia in Aula Magna. Per l'occasione è stato allestito anche un maxischermo nell'Auditorium San Paolo, visto l'alta affluenza di pubblico.
"La vastità e la varietà della produzione scientifica di Edgar Morin rendono improbabile, in questo contesto, qualsiasi velleità di presentare una ricostruzione organica del suo pensiero e della sua attività" ha premesso il professor Sebastiano Porcu nella laudatio, ricordando come la riflessione di Morin fin dalla prime opere abbia camminato contemporaneamente sulle gambe della sociologia e dell'antropologia, in una prospettiva transdisciplinare.
Questo percorso ha preso le distanze dalla sociologia, con l'introduzione del concetto della complessità, ma, allo stesso tempo, ha prodotto un quadro teorico che rappresenta uno dei contributi più fecondi alla disciplina. Morin presenta una prospettiva di integrazione dei saperi, che, sul piano pedagogico, "comporta il superamento della cesura tra cultura umanistica e cultura scientifica, la necessità di educare alla auto osservazione umana, alla consapevolezza della multidimensionalità dell'essere umano, al riconoscimento dell'errore e dei limiti che ogni processo conoscitivo incontra e, quindi, alla prospettiva etica della comprensione del'altro entro una comunità di destino contrassegnata dall'incertezza", ha concluso Porcu.
Dopo la lettura del dispositivo di conferimento da parte del professor Edoardo Bressan e la consegna del diploma di laurea, che ha segnato l'ingresso di Morin nel corpo accademico dell'Università di Macerata, il celebre studioso ha affrontato il tema delle sfide della conoscenza per un umanesimo planetario.
"L'attuale crisi economica è una crisi dell'umanità stessa e anche del pensiero" ha premesso. Secondo Morin, infatti, i saperi specialistici sono impotenti davanti ai problemi connessi alla globalizzazione. "Per conoscere la complessità è necessaria la transdiciplinarietà. Sono due facce della stessa medaglia". L'intervento di Morin ha messo in luce la complessità della natura umana, nella quale non è possibile separare l'atto razionale dalla parte emozionale, anche se "la passione senza ragione arriva alla follia". L'Umanesimo, quindi, deve favorire allo stesso tempo l'individualità e la comunità. "Abbiamo un senso dell'universale, ma lo abbiamo chiuso nel mondo occidentale. Dopo la decolonizzazione, il destino umano è diventato comune, perché tutti gli uomini in tutti i continenti corrono gli stessi pericoli di morte e vita, connessi alla crisi economica, alla degradazione della biosfera, alle armi di distruzione di massa, al fanatismo religioso. Tutte queste condizioni sono come una minaccia mortale e questo vale per l'intero pianeta terra. Bisogna considerare la terra come una patria". Ma unità e diversità sono inseparabili. "In passato l'universalismo era astratto, perché non vedeva le diversità. Oggi l'umanista deve rispettare le diversità umane. Se non riesce ad affrontare questi problemi, il pianeta terra ha solo tre possibilità: la disintegrazione, la regressione o la metamorfosi" ha incalzato Morin, lanciando, però, un messaggio di speranza e ricordando come, anche in passato, dalle grandi crisi si siano generate importanti correnti di rinnovamento, spesso ad opera di poche menti ."La sfida per un umanesimo planetario – ha concluso - è la sfida per una conoscenza umana complessa, per un'etica planetaria, per un pensiero complesso e non mutilato. L'umanesimo planetario, che permetta di uscire dalla siccità e dal sonnambulismo, è oggi una necessità vitale".
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