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Vademecum della matricola

03-09-2008

di Tiziana Sagretti

Cari studenti, avete fatto la scelta di studiare a Macerata? Allora … alcuni piccolissimi consigli.

Se siete amanti delle discoteche e dei ritrovi da sballo … avete sbagliato città.

Se pensate che a lezione i professori non si ricordino di voi e tenterete di farla franca saltando le lezioni …. siete degli illusi.

Per le ragazze: se per caso siete del tipo “tacco a spillo” … cambiate look. Immancabilmente le poche sventurate rischiano una frattura al giorno e hanno fatto un contratto stabile di riparazione quotidiana con il calzolaio di fiducia.

Per i ragazzi: se pensavate di fare conquiste da record … scordatevelo!!! Le ragazze locali hanno ancora il “pregio” di essere ragazze di “provincia” non facili alle avance (… di norma!!! Poi ci sono le eccezioni e … beato chi le incontra).

Se venite da lontano e odiate i lunghi viaggi in treno, i cambi nelle stazioni, lo spirito di adattamento nei giorni di sciopero … è proprio il caso di armarsi di pazienza e di acquistare un buon libro da leggere nelle pause di attesa.

Se … però … siete amanti della natura, avrete la possibilità di godere dei vari “polmoni di verde” dislocati in tutta la provincia e a pochi chilometri dal centro della città.

Se nelle ore libere dallo studio vorrete svagarvi, potrete scegliere di raggiungere, in venti minuti di auto o bus o treno, sia il mare sia la montagna, quale città vi dà di più?

Inoltre, quando dovrete richiedere certificati, attestazioni, informazioni o consigli, nel vostro Ateneo non incontrerete file interminabili. Avrete l’opportunità di parlare con chi desiderate senza fare ore di anticamera. Troverete disponibilità e cortesia ed una considerazione ad personam non facile da trovare.

Questa è Macerata e così sono i suoi abitanti; il resto lo scoprirete da voi camminando per le vie della città ed intrecciando rapporti con panettieri, salumieri ecc.

Un vecchio detto, che ancora circola, dice: “Meglio un morto in casa che un marchigiano dietro la porta”. Non lasciatevi impressionare. Questa famosa frase deriva dalla storia, infatti, in passato i marchigiani erano principalmente esattori delle tasse e sentirli bussare non era di certo un piacere.

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