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Unimc? Efficiente e a misura di studente

22-01-2009

di Marinella Bosi

Nessuno più di chi vive quotidianamente l’Università di Macerata può esprimere giudizi e pareri motivati sui suoi pregi e difetti. Abbiamo chiesto di parlarci della loro esperienza a due ex studentesse: Martina Pelonara, laureata al triennio di Lingue e Letterature Straniere e Gioia Rossi, laureata al biennio di Scienze della Politica.

Qual è secondo voi il punto di forza dell'offerta dell’Unimc?
Martina:
La possibilità di creare un rapporto diretto tra studenti e docenti, favorita dal fatto che non si tratta di un Ateneo molto grande.
Gioia: Oltre a questo, la prossimità e l’efficienza dei vari servizi offerti: dalla segreteria studenti alle biblioteche e ai dipartimenti, nonché i vari spazi per studiare, leggere, approfondire, dislocati un po’ ovunque nelle varie strutture dell’Università.

Qual è invece il punto di debolezza?
Martina:
Non ho riscontrato particolari punti di debolezza nell’offerta dell’Università.
Gioia: I corsi del biennio specialistico non sono stati abbastanza diversi rispetto al triennio precedente. Quello che è mancato è stata un’ attenzione al legame con il mondo del lavoro.
Ad esempio, corsi propedeutici ad affrontare concorsi pubblici, lezioni tenute da professionisti, dirigenti di varie aree aziendali. Avrei preferito che nell’offerta dei corsi di laurea specialistica ci fossero stati, oltre a corsi miranti a preparare uno studente ai percorsi di ricerca e dottorato, peraltro riguardanti un numero esiguo degli iscritti, anche corsi con un taglio più operativo, che fungessero da periodo di transizione verso il mondo del lavoro.

Parliamo della città: vi siete trovate bene con i trasporti, con gli affitti, con i collegi?
Martina:
Non posso dire di aver avuto problemi con gli affitti, in quanto il loro costo è comunque più basso rispetto a quelli di altre città italiane. Parlando dei mezzi di trasporto, penso possa esserci un miglior collegamento tra la mia città, che è Jesi, e Macerata. Infatti sono previste solo due partenze giornaliere dei pullman da Jesi per Macerata, e lo stesso discorso vale per la tratta inversa.
Gioia: Provengo da Fermo, ma ho comunque deciso di non fare la pendolare e di risiedere nella sede universitaria.
Ho vissuto nei primi tre anni in un collegio (M. Pantaleoni), negli ultimi due in appartamento con altre ragazze mie coinquiline. Per ottenere la stanza nel collegio Pantaleoni ho partecipato alla selezione sulla base di requisiti di merito e ho notato trasparenza e rigore nelle procedure di selezione, nonché buoni servizi di pulizia degli ambienti comuni e belle e spaziose stanze per gli studenti assegnatari.
Per quanto riguarda l’appartamento, anche questa esperienza è stata positiva: un appartamento in centro storico a cinque minuti di cammino dalla facoltà e dalla biblioteca didattica per un prezzo equo rispetto ad altri affitti ben più elevati che i miei amici pagano in altre sedi universitarie.

Che cos'è per te la "vita universitaria"?
Martina: Credo che per "vita universitaria" si possano intendere più cose. Ad esempio si può pensare alla possibilità degli studenti di animare le proprie serate maceratesi magari in bar, pub o discoteche. In questo credo che la città possa offrire di più, anche se personalmente, non essendo una grande amante della "vita mondana", ho trovato nei servizi proposti il necessario per trascorrere piacevoli serate in compagnia.
Se invece per "vita universitaria" si vuole intendere la possibilità per gli studenti di usufruire di strutture quali biblioteche, sale di lettura, centri informatici, laboratori linguistici e quant'altro credo che l'ateneo maceratese offra una qualità di servizi davvero buona.
Gioia: È un periodo spensierato, in cui ti alleni a diventare maturo e responsabile insieme ai tuoi coetanei, in un ambiente protetto e ricco di stimoli alla curiosità e alla conoscenza.

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